A Napoli continuano le proteste. Siamo stati in piazza anche ieri [26 Ottobre], in una piazza che si preannuncia molto composita.
Ma non basta andare in piazza, perché se non ci vai organizzato rischi di fare l’utile idiota di qualcuno.
Vi faccio un esempio: oggi il Governo dice che i piccoli commercianti e 350.000 imprese avranno indennizzi.
Lo trovo giusto, ma da dove vengono i soldi? Da una tassazione sui patrimoni dei super ricchi? No, dalla Cassa Integrazione… Cioè dai lavoratori dipendenti, che guadagnano quasi sempre meno dei commercianti!
In secondo luogo: questi soldi verranno dati a chi davvero ne ha bisogno, oppure anche a imprenditori evasori e sfruttatori, che in alcuni casi hanno sotto di loro 20-30 lavoratori magari a nero? Il Governo tarerà gli aiuti sugli effettivi patrimoni?
Queste sono questioni decisive, altrimenti scendi in piazza, magari ti prendi una denuncia per appoggiare il tuo datore di lavoro, e poi quando arriva la promessa dei soldi lui ti appende…
Peggio ancora se dobbiamo poi arrivare a sostenere, come alcuni commercianti del Vomero, che bisogna stare aperti a ogni costo, indipendentemente dalla situazione negli ospedali (parlo ogni giorno con compagni medici che sono in prima linea e possono confermare che è tosta). Perché questa posizione: “libertà di fare i profitti” è il peggior liberismo, non differente da quello di Confindustria le cui scelte hanno pesato nella catastrofe di marzo.
A nostro avviso bisogna:
1. ALLARGARE. Il malcontento a Napoli è generale. Non ci sono solo i piccoli commercianti ma anche lavoratori a nero fuori da ogni tutela, lavoratori precari, finte Partite IVA, badanti, cassaintegrati a cui non sono arrivati i soldi, disoccupati, operai che appena finisce il blocco dei licenziamenti saranno messi per strada… Anche questi soggetti devono prendere parola ed essere riconosciuti.
2. UNIFICARE, NON CONTRAPPORE SALUTE E SOSTENTAMENTO. Se appaiono contrapposte, è solo perché il Governo e la Regione non vogliono dare soldi a chi ne ha bisogno e non vogliono investire su servizi pubblici come sanità e trasporti. E non lo vogliono fare perché a) dovrebbero prendere i soldi dai ricchi e b) dovrebbero intervenire pesantemente nel pubblico andando contro i principi liberisti che vigono ormai da anni.
Ma questa è l’unica soluzione per uscirne velocemente e con meno danni fisici e mentali possibile!
3. SERVE PIANIFICAZIONE. E’ evidente che le cose non funzionano perché ci sono troppi poteri in contrapposizione fra loro, perché non c’è un piano o cambia di continuo, perché si seguono le logiche del libero mercato, dell’individualismo, dell’impresa. Serve invece un piano per la sanità e per altri servizi essenziali, assunzioni, ascolto con chi vive i territori e conosce i problemi.
Credo che sia urgente uscire dallo schema binario “o stai con il Governo e il lockdown o stai con la destra e gli imprenditori”.
Dobbiamo far valere un punto di vista autonomo. Che a differenza di Governo e Destra parla la lingua della giustizia, dell’uguaglianza, dei diritti sociali e della salute per tutti!
