8 milioni per il solo Covid Hospital di Ponticelli. Altri 6 milioni per quelli di Caserta e Salerno.
I camion che arrivano col simbolo della Regione Campania in bella mostra, gli abitanti che applaudono, le riprese in time lapse. Il più grande spot elettorale che De Luca potesse mai confezionare.
Mentre medici e lavoratori del settore chiedevano a gran voce che quei soldi fossero utilizzati per riattivare strutture già esistenti, spesso quegli stessi presidi sanitari che De Luca ha chiuso nei suoi anni alla guida della Regione e come Commissario Straordinario proprio alla sanità.
Mentre qui sulla terra c’era chi implorava un tampone. Perché la Campania è stata fanalino di coda in quest’ambito, avendo speso 3,45 mln di €, molto meno non solo di regioni come Veneto e Lombardia, ma anche di Puglia, Sardegna, Sicilia.
Poi, col passare delle settimane, le inchieste giornalistiche e voci coraggiose di operatori del settore fanno emergere gare d’appalto lampo, ditte che iniziano i lavori prima dell’esito della gara (come facevano a sapere che avrebbero vinto loro?); la MED, la ditta veneta vincitrice dell’appalto per la costruzione dei Covid Hospital, che intima alla Regione di non ricoverare nessuno in quei centri o di assumersene totalmente la responsabilità, perché “manca la valutazione di conformità”.
E, ancora, il contratto di fine marzo con la AIOP, sigla della ospedalità privata, che prevede elargizione di soldi pubblici alle cliniche private sulla base della mera disponibilità a prendere in carico pazienti Covid. E quella voce di bilancio per l’emergenza, “altro”, dal valore di 44,371 milioni, la più alta tra tutte le Regioni d’Italia. Addirittura quasi più alta dei bandi di Stato (46mln)!
Il coronavirus ha fatto venire alla luce le fragilità della nostra società. Abbiamo riscoperto un bisogno di protezione. Protezione che per me fa rima innanzitutto con una sanità che funzioni, che sia pubblica, gratuita e universale. La sanità come bancomat per costruire clientele e far piaceri agli amici è utile solo ai De Luca e al blocco di potere che come una cappa si cala sulla nostra Campania.
A noi serve altro. Campagne di prevenzione efficaci: se possiamo evitare di ammalarci non è meglio? Per il nostro popolo sicuramente sì, e chi se ne frega che qualche ditta farmaceutica la pensa diversamente. Investire sulla medicina di comunità, cioè servizi sanitari diffusi sui territori. Partecipazione popolare e soprattutto degli operatori del settore, quelli applauditi come “eroi” e poi trattati dalle istituzioni come pezze da piedi.
Se De Luca ascoltasse comitati, associazioni e non solo le grandi lobby, ne ricaverebbe idee concrete e immediate per invertire la rotta. Lui non lo farà, anche per questo ci candidiamo noi.
