Venerdi 20 Marzo 2020
“Allora, 3 ceci, 3 lenticchie, mm.. Diego mi passi i fagioli?”
“Tieni, il latte l’hai messo?”
“Si, 3 litri… Ok c’è tutto”.
Le mani viaggiano veloci, vanno quasi in modalità automatica. Ormai siamo al 20° pacco della mattinata, mattinata finita in fretta, tutto un prendi e riempi, tra olio, passata di pomodoro, farina e pasta.
Sono già le 13.00, oggi i viaggi da fare sono due: casa base Ex OPG, 1° tappa Capo Posillipo.
Tre giorni prima dopo la consegna di uno dei primi pacchi di questa campagna di solidarietà, a Capo Posillipo abbiamo ascoltato le richieste di altre 11 famiglie.
Macchina carica, 11 pacchi, mascherine, guanti, tuta e si va. Arrivati, tra i vicoli prima della Chiesa di Santo Strato, la gente ci affacciata alle finestrelle dei “vasci” e ci sorride, ci saluta felice, felice del vederci tornare, di aiutarli in questo momento di difficoltà.
I primi pacchi iniziano a riempire le tavole delle case, si cerca di far rispettare le distanze di sicurezza, le signore insistono per il caffè, rifiutiamo gentilmente, la giornata è lunga.
Prendiamo una nuova lista e ripartiamo in direzione Ex OPG. In macchina subito mano al cellulare, dall’altra parte del telefono ci sono due compagne che, silenziosamente nelle retrovie programmano tutto, dalla spesa con ai conti per risparmiare e fare più pacchi possibili, dalle telefonate allo smistamento delle zone, la preparazione degli itinerari per facilitare le consegne alle famiglie, insomma le Charlies Angel’s.
Ci chiedono come va, se abbiamo mangiato, e ci mandano il secondo itinerario.
2° tappa: si va nel centro storico.
Tornati all’Ex OPG si ricarica in fretta la macchina, 9 pacchi. Questa volta L’itinerario è più vasto, si passa da Poggioreale alla Sanità, da Carlo Terzo ai Quartieri Spagnoli, per finire a Corso Vittorio Emanuele.
La macchina va spedita, in giro nessuno, le varie politiche del terrore funzionano, poche facce, ammalate di terrore, si muovono veloci tra tabacchi e supermercato.
Si arriva a Poggioreale, prima consegna. Giuseppe, 83 anni, ultimo piano senza ascensore.
Parliamo con Giuseppe rigorosamente ad un metro di distanza, ci racconta delle difficoltà, di difficoltà aumentate dopo l’arrivo del Virus, ci confida qualche paura, lo rassicuriamo, gli sorridiamo con gli occhi.
Ci rituffiamo in macchina, si va alla Sanità, e iniziamo a percepire che le difficoltà sono sempre più evidenti, le famiglie sono in difficoltà, vivono in quartiere popolare dove il lavoro, se c’è, è poco ed è a nero, quindi in questo momento è nullo e senza garanzie, dove i risparmi, come le vacanze, non sono mai esistiti.
Consegniamo i pacchi, continuano a viaggiare parlando sempre meno, la stanchezza mentale e fisica della giornata si fa sentire, ci mancano 3 consegne tra i Quartieri e il Corso.
Entriamo nei Quartieri, il labirinto di vicoli fa vacillare il navigatore, si va avanti alla vecchia maniera: testa fuori dal finestrino e si chiede alle signore sui balconi.
Troviamo situazione al limite, di due pacchi, uno è di un signore di 86 anni completamente costretto a letto, l’altro di una signora su sedia a rotelle, che alla consegna ci ringrazia in modo ecclesiastico con un caloroso “a Maronnnn v’accumpagn”.
Sorridiamo.
La giornata volge alla fine, consegniamo l’ultimo pacco in Corso Vittorio Emanuele, usciamo dal palazzo e il sole tramontando saluta Napoli e noi, in un esplosione di colori purpurei che illuminano il golfo. Ci fermiamo, ci godiamo il sole, siamo soddisfatti e pensiamo che in questa emergenza forse uno spiraglio per fare del bene c’è, e pensiamo che con il sostegno di tutti possiamo uscire da questa situazione.
Se hai bisogno di un aiuto oppure se ti va di darci una mano, chiamaci! Queste sono le quattro attività pratiche abbiamo messo in campo per affrontare questa emergenza: bit.ly/2Wyl4mj
Durante l’emergenza attiviamo la solidarietà!
#diamociunamano! #resistiamoinsieme!
Se vuoi sostenere queste nostre attività puoi donare cliccando qui sotto
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