Domenica 27 riscopriamo insieme la storia partigiana del nostro quartiere, strada per strada, un vicolo alla volta!
Mini programma della serata:
ore 18:30 – appuntamento all’Ex OPG “Je so’ Pazzo”, pulizia e recupero della targa per i caduti della Resistenza a via Imbriani (angolo Salvator Rosa).
ore 19:30 – proiezioni all’aperto di foto di Materdei dell’epoca + reading tratto dalle Lettere dei condannati della Resistenza (a cura del corso di videomapping e del teatro popolare dell’Ex Opg Occupato)
Domenica 27 vogliamo raccontarvi una storia, una storia di 72 anni fa, una di quelle da non dimenticare mai; questo soprattutto per non ricordare cosa accadde nei luoghi che viviamo quotidianamente, prendendo ad esempio quel sentimento di libertà, unico a poterci fare effettivi protagonisti del nostro presente.
72 anni fa la città partenopea respingeva l’occupazione nazifascista; ci vollero quattro giornate – che sarebbero poi passate alla storia come “le quattro giornate di Napoli”- per porre le basi di quel cambiamento radicale che guardava ad un futuro fatto di libertà, diritti, umanità e socialità, che respingesse ogni oppressione ed atteggiamento fascista, discriminatorio, brutale.
Quattro giornate di duri scontri armati, animate da una fortissima partecipazione popolare, senza distinzione di genere o di età, coinvolgendo l’intera popolazione napoletana e tantissimi quartieri della città che oggi abitiamo.
E’ proprio da qui che vorrebbe partire il nostro racconto, dal quartiere dove quasi da 7 mesi proviamo a promuovere discorsi ed attività che parlano di uguaglianza e creano socialità, un quartiere che proprio durante quelle quattro giornate fu tra i teatri centrali della resistenza alla barbarie nazifascista, coinvolgendo sia chi all’epoca era ragazzino ed oggi ricorda bene quegli eventi, sia anche chi ha perso la vita affinché si potesse sperare in un mondo abitato da quella famosa “futura umanità”.
Vorremmo ricordare tutte queste personalità, da chi fu impegnato in prima linea, come Maddalena Cerasuolo, a tutti coloro i quali hanno dato tanto alla causa. Vogliamo farlo ripartendo da una cosa piccola: togliamo dal degrado il monumento ai partigiani presente alla fine di via Imbriani, lo sottraiamo all’anonimato e all’incuria, proprio a due passi da quello che fu spesso il luogo di ritrovo del Comitato di Liberazione Nazionale dei Partigiani. Vogliamo restituirlo al quartiere ricostruendo quegli eventi grazie alle tante testimonianze fotografiche di quegli eventi, forniteci proprio dagli abitanti di Materdei che ne mantengono vivo il ricordo.
Oggi più che mai, mentre il Governo Renzi attacca giovani, lavoratori, disoccupati, anziani in maniera quasi dittatoriale, mentre i nostri quartieri vengono lasciati al degrado e alla speculazione, mentre nessuno ascolta i nostri reali bisogni, ci ricordiamo che i nostri territori hanno sempre dato battaglia, e alle volte hanno pure vinto contro un avversario che sembrava intoccabile!
