Sabato 26 Settembre – ore 17:00
EX OPG “JE SO’ PAZZO” – via imbriani 218, Materdei
presentazione del libro
…E TU SLEGALO SUBITO
di Giovanna Del Giudice
ne parliamo con:
Giovanna Del Giudice, psichiatra e autrice del libro;
Teresa Capacchione, presidentessa dell’Associazione Sergio Piro e membro dell’Osservatorio per la Salute Mentale di Napoli;
Giuseppe Aragno, storico
Giuseppe Ferraro, filosofo
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Il 22 giugno 2006 Giuseppe Casu muore nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Cagliari, legato al letto, braccia e gambe, per sette giorni di seguito. Quella morte, non silenziata, non negata, non giustificata, ma indagata e assunta come limite invalicabile dell’agire psichiatrico, diventa il punto di avvio di un tumultuoso quanto difficile cambiamento. Alla fine disvela e conferma la presenza di un conflitto innegabile. Diviene chiaro che a Cagliari era in atto uno scontro fra psichiatrie, tra differenti visioni, non solo nel dipartimento di salute mentale, ma anche nella città, nella regione e nella stessa società degli psichiatri italiani.
Attraverso le pagine di “…E tu slegalo subito!” la ricostruzione di quel processo che dal 2006 al 2009 vedrà Giovanna Del Giudice combattere la sua rivoluzione alla direzione del Dipartimento di Salute Mentale di Cagliari. Da un lato è schierato fin dal primo giorno, compatto, l’intero sistema di potere sardo, fra classe medica e infermieristica, istituzioni e mass-media. Dall’altro, giorno dopo giorno, cresce e si sviluppa un esercito ancora più determinato: quello dei sofferenti psichici, dei loro familiari, di associazioni e comitati cittadini impegnati per la difesa della progressiva umanizzazione dei processi di cura.
Un’altra psichiatria è possibile, Giovanna Del Giudice ce lo dimostra. Un’altra psichiatria è necessaria, soprattutto all’indomani della morte di Giuseppe Casu, quando appare chiaro che la contenzione fisica va superata, non è possibile scendere a patti.
E’ possibile rifuggire dalla sola dimensione nostalgica per la lotta antimanicomiale di Franco Basaglia e Sergio Piro, nel nostro paese, riprendendo a combattere attivamente per delle pratiche psichiatriche che rispettino e tutelino i sofferenti psichici?
Come organizzarsi per contrastare pratiche psichiatriche sempre più custodialistiche e coercitive?
