Lunedì 12 Ottobre – ore 18:00
Ex OPG “Je so’ Pazzo” (via Imbriani 218)
Parteciperanno all’incontro:
Comitato STOP TTIP Napoli, Padre Alex Zanotelli, Cortocircuito, Greenpeace gruppo locale Napoli
Nell’ambito della Settimana europea di mobilitazione Stop TTIP (10-17 Ottobre), centinaia di migliaia di persone si mobiliteranno nei Paesi dell’Unione Europea per chiedere un deciso cambiamento di rotta delle politiche economiche e sociali, e per una maggiore giustizia sociale e ambientale.
Questo l’obiettivo dell’’incontro che si terrà presso l’ Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo : contribuire a fare chiarezza su questo accordo in corso di negoziato che, per sua stessa natura, di chiaro e trasparente ha ben poco.
Lo scopo del trattato, più che bypassare dazi e quote (già abbastanza bassi rispetto alla media) è quello di abbattere tutti quegli standard quali la sicurezza dei cibi, dell’ambiente, dei luoghi di lavoro, della chimica e gli stessi contratti di lavoro, rispetto ai quali Europa e Stati Uniti non hanno solo legislazioni differenti, ma idee e pratiche molto diverse. Citando Monica Di Sisto, co-autrice di Nelle mani dei mercati. Perché il TTIP va fermato: “Con la scusa di migliorare il commercio fra le due sponde dell’Atlantico insomma, i regolamenti disegnati per difendere l’ambiente, i diritti dei lavoratori, i servizi pubblici e gli standard pensati per proteggere i consumatori, saranno ridotti nel minor tempo possibile al minimo comune denominatore. Questo si tradurrà, ad esempio, in una riduzione della regolazione sugli investimenti negli Stati Uniti e in standard più bassi di sicurezza alimentare o per l’utilizzo dei prodotti chimici in Europa”.
Ciò che chiediamo è che si blocchi il negoziato transatlantico tra Unione Europea e Stati Uniti, il negoziato TiSA sulla liberalizzazione dei servizi e la ratifica del CETA, l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada.
Le mobilitazioni, gli eventi e i presidi organizzati nell’ultimo anno a livello internazionale hanno portato alla raccolta di 3.000.000 di firme, ma il lavoro da fare è ancora tanto.
