Venerdì 30 Settembre – ore 18:00
Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo
A 10 anni dall’omicidio fascista di Renato Biagetti presentiamo il fumetto che racconta la sua storia.
“Prossima fermata. Una storia per Renato”
un’autoproduzione sostenuta dalla campagna #IoNonDimentico e a cura di Kairos Edizioni, Zerocalcare ed ErrePush
Dibattito con:
– Stefania Zuccari, madre di Renato Biagetti
– Comitato Madri Per Roma Citta’ Aperta
- Rosanna Miccoli, Associazione Claudio Miccoli
Dieci anni fa faceva caldo, stavamo tornando dalle vacanze, altri erano a Napoli, alcuni erano finalmente riusciti a partire. Ma tutti fummo colti dalla stessa terribile notizia, dallo stesso giro di SMS. all’alba era stato ucciso un ragazzo sulla spiaggia di Focene, estrema periferia di Roma. Si chiamava Renato Biagetti, aveva solo 26 anni, si era appena laureato in ingegneria, faceva il tecnico del suono, la musica era la sua passione, era un compagno dei centri sociali… e solo per questo era stato ucciso: stava uscendo da una dancehall reggae con la ragazza e un amico, quando due fascisti li avevano aggrediti.
I due giovani scendono dalla macchina, uno è Gioacchino Amoroso, figlio di un addetto alla sicurezza, l’altro è Vittorio Emiliani, figlio di un carabiniere, ha in mano ha un coltello, pochi secondi dopo si avventa su Renato: 8 coltellate, una alla coscia, le altre al petto di cui due al cuore. L’autopsia riporterà che la causa della morte è da attribuirsi alle coltellate al cuore “inflitte con estrema violenza tanto da lasciare il segno dell’elsa del coltello” sul corpo di Renato. Nell’aggressione vengono feriti anche Laura e Paolo che riceve una coltellata alla schiena… Renato morirà qualche ora dopo in ospedale. i giornali, dopo aver presentato la cosa come una rissa fra balordi, si accorgeranno che il “movente” è il brodo di cultura fascista, l’ignoranza, la brutalità…
In questi dieci anni la storia di Renato continuare a vivere e a riecheggiare nelle nostre lotte, nei nostri cortei, insieme a quelle di tanti altri compagni, attivisti, ragazzi che sono stati uccisi dalla violenza fascista.
Venerdì 30 settembre, a partire dalle 18, vogliamo recuperare questa parte di storia, per conoscere anche questa faccia del fascismo. In una data simbolica come l’ultima della quattro giornate di Napoli vogliamo ripercorrere le vite e le lotte di chi, a decenni di distanza dal ventennio fascista, è stato ucciso dalla brutalità squadrista.
Per non dimenticare.
Mai più fascismo!
