In questo momento a Via Bologna c’è un vuoto, una desolazione. Peccato che lì, per 25 anni, c’è stata l’allegria, la vivacità, di un mercatino interetnico, animato dalla comunità senegalese.
Ieri la Polizia Municipale ha sgomberato tutto. Abbiamo provato a capirci qualcosa, ma come al solito è tutto contorto, rimpalli di responsabilità continui. Oltre alla Polizia Municipale pare c’entri la Questura, che sempre più si propone come attore politico sul fronte della “sicurezza e del decoro” sull’onda dei decreti Minniti. Ma c’è anche la forte volontà della IVa Municipalità guidata da Giampiero Perrella (eletto con una maggioranza arancione e vicino a David Lebro – di fatto un ex democristiano della compagine del Sindaco, da poco uscito dalla maggioranza). Nonché la pressione del progetto Grandi Stazioni, che vorrebbe imporre “decoro” e “commercializzazione” degli spazi adiacenti alle stazioni centrali. Al Comune di Napoli giurano di non avere organizzato alcuno sgombero, ma la responsabilità politica della polizia municipale e della municipalità arancione è tutta loro. Comunque sia, in tutto questo casino di burocrazia e interessi economici, che per noi comuni mortali è difficile ricostruire, ci teniamo a dire una cosa chiara: quella strada così è tristissima, il mercatino deve restare lì, agli ambulanti deve essere data la possibilità di campare, ovviamente in accordo e cooperazione con i cittadini, ma la multiculturalità di Garibaldi deve essere preservata: se Napoli vuole proporsi come città dell’accoglienza, deve accogliere davvero, non solo a parole, deve dimostrarlo con i fatti.
