Oggi da piazza Garibaldi è partito un grandissimo corteo per ricordare Ibrahim Manneh, morto per malasanità e razzismo, e per chiedere che sia fatta verità e giustizia sulla sua vicenda.
Il corteo ha sfilato per le vie della città e si è fermato sotto alla Prefettura dove una delegazione è salita a chiedere che la vicenda non venga insabbiata, che lo Stato e le istituzioni si prendano le loro responsabilità.
Domani proveremo a ragionare con più calma, per adesso vogliamo solo dire grazie.
Grazie alla famiglia di Ibrahim e ai suoi amici, per aver tenuto duro in un momento di dolore, per averci dato una grande lezione di dignità. Grazie ai migranti dei CAS, che sono venuti in massa al corteo, nonostante le seccature e i problemi che passano con i direttori dei centri.
Grazie alla comunità gambiana, alle comunità immigrate che hanno superato le differenze di lingua, cultura, religione, perché, oltre queste cose, siamo tutti esseri umani.
Grazie ai tantissimi napoletani che sono venuti, dai militanti delle reti antirazziste ai comuni cittadini sinceramente toccati dalla vicenda, ai giornalisti – spesso precari – interessati a far emergere la verità: non era facile ritrovarci in più di 1000 in così poco tempo.
Grazie ai lavoratori e alle lavoratrici che stanno facendo con noi la campagna contro il lavoro nero, e che hanno rinunciato a un’iniziativa importante stasera solo per essere in piazza, perché sentono istintivamente che gli sfruttati stanno tutti dallo stesso lato. Grazie ai medici e agli operatori sanitari che sono venuti per raccontare delle condizioni in cui si lavora nella sanità pubblica smantellata, e per spiegare che non bisogna mai generalizzare, ma anzi sostenere le persone oneste sulle quali si scarica l’inefficienza delle strutture.
Grazie a tutti quelli che, dal resto d’Italia, hanno seguito questa storia con partecipazione, facendo circolare le informazioni, mettendosi a disposizione in qualsiasi modo, addirittura organizzando presidi a Pavia, Padova, finanche Dresda, esponendo striscioni, scrivendo messaggi e comunicati di solidarietà. Tutti, dai compagni a chi normalmente è lontano dalla politica ma sa riconoscere le ingiustizie. E speriamo di non aver dimenticato nessun altro. Tutti insieme siamo riusciti a far emergere una storia che altrimenti sarebbe stata velocemente liquidata, abbiamo dato valore a quella vita che altri hanno negato. Una tragedia che sarebbe stata vissuta in privato, che avrebbe generato solo rabbia e depressione, ora ha la possibilità di trasformarsi in lotta, solidarietà, unione, conquista di maggiori diritti per tutti.
Qui un video del corteo alla partenza
Qui un video del corteo che sfila davanti la Prefettura er chiedere verità e giustizia per Ibrahim
Qui un video del corteo dall’alto mentre sfila per le strade della città
