Le parole spese sulla riforma sono tante: sia per il no ma soprattutto per il sì. Molte volte, però, tra citazioni di articoli, rimandi ad altre leggi, parole contorte per non farci realmente capire, ci perdiamo anche noi e semplicemente rinunciamo a capire realmente cosa sta succedendo.

Qui abbiamo posto delle domande chiare e brevi, le stesse che ci siamo posti noi quando abbiamo letto la riforma, e abbiamo cercato di rispondere in maniera altrettanto chiara e breve. Non perché vogliamo essere sintetici- di roba da dire ce ne sarebbe!- ma perché tutti dobbiamo avere la possibilità di sapere e di saper argomentare e spiegare le ragioni del nostro NO!

 

Questa riforma costituzionale è legittima?


Secondo una sentenza della corte costituzionale questo parlamento è stato eletto con una legge elettorale incostituzionale. Quindi, che questo stesso parlamento metta mano alla costituzione, tra le altre cose a colpi di maggioranza, è veramente assurdo e non ha nessuna legittimità politica.




È vero che con questa riforma si abolisce il senato?


No, semplicemente il senato non vota più la fiducia al governo e i senatori non saranno più eletti dai cittadini ma nominati da e tra i consiglieri regionali e sindaci.




Con questa riforma si risparmiano soldi?


Il risparmio è veramente minimo: se si volessero colpire davvero i privilegi si dovrebbe fare ben altro. Ma soprattutto la democrazia non può essere considerata un costo.




Nella sostanza cosa cambia?


Cambia che i poteri si concentrano tutti nelle mani dell'esecutivo e che quindi sarà più difficile per tutti noi incidere sulle decisioni. Rischiamo di ritrovarci un governo che decide senza confrontarsi con il parlamento, le parti sociali e i movimenti popolari.




Ma non è già così?


Certo, infatti, questo è un processo che va avanti da tanto, questa riforma chiude solo il cerchio e noi dobbiamo bloccarla per cambiare la rotta.




Si ho capito, ma questo come incide sulla mia vita?


Un sistema istituzionale chiuso, con un potere esecutivo forte, non recepisce le istanze che nascono dal basso. Ignorando la volontà popolare si prendono decisioni che poi incidono sulla nostra quotidianità senza rendere conto dei nostri reali bisogni.




Perché stanno facendo questo?

Dopo otto anni di crisi devono continuare a toglierci diritti, a sfruttarci di più, a tagliare su trasporti, sanità, istruzione e hanno bisogno di una svolta autoritaria per mettersi al sicuro, almeno sul piano istituzionale, da eventuali scossoni e rallentamenti. 




Scusate, però, con questa riforma le leggi si approveranno più facilmente?


È tutta una questione di volontà politica, le leggi che fanno comodo ai ricchi e al blocco di potere che sostiene il governo anche con l'attuale sistema istituzionale sono approvate rapidamente. 
Con questa riforma semplicemente il governo si blinda per impedire, anche solo formalmente, al popolo di esprimersi e di incidere.




In che consiste la nuova legge elettorale conosciuta come “Italicum” e come si relaziona a questo processo?


Con un enorme premio di maggioranza (circa il 55% della camera e quindi 340 seggi su 630) alla lista vincente, il doppio turno tra le due liste più votate (se nessuno supera il supera il 40%) e i capilista bloccati l'Italicum consegna una maggioranza blindata a chi “vince” anche con pochissimi voti e di fatto svuota il parlamento. Questa legge elettorale collegata alla riforma costituzionale ci consegna quel sistema istituzionale chiuso e antidemocratico di cui parlavamo prima.




Ma se cambiano la legge elettorale come dicono di voler fare?


Lasciando perdere il fatto che le leggi elettorali non si cambiano a seconda di come vanno i sondaggi, per il momento il cambiamento dell’Italicum è solo una chiacchiera e noi ci fidiamo poco. In ogni caso tutte le proposte alternative all’Italicum in campo (parliamo di quelle credibili) sono leggi elettorali maggioritarie e quindi il loro combinato con la costituzione sarebbe ugualmente devastante per quel poco di democrazia rappresentativa che ci resta.




Si, tutto quello che volete voi, però, così almeno è garantita la governabilità!


La governabilità non si decide a tavolino, se una forza politica ha il consenso della maggioranza della popolazione la governabilità non è un problema, il punto è invece quando una forza politica deve difendere gli interessi di pochi ricchi contro la maggioranza del popolo e allora ha bisogno di costruire un sistema chiuso per paura di chi si organizza dal basso per far valere gli interessi delle classi popolari. In un sistema veramente democratico non si elaborano leggi elettorali e riforme costituzionali per mettere ai margini la maggioranza della società in nome della stabilità.




Se Renzi perde e si dimette, poi che succede?


Su questo tema Renzi ha detto tutto e il contrario di tutto e crediamo veramente poco alle sue parole; detto questo le sue eventuali dimissioni ci sembrano un altro buon motivo per andare a votare no. Questo è un governo che sta portando avanti politiche antipopolari, se cade è solo un bene. Dopo dovremo essere bravi noi a non fermarci e indicare una prospettiva di reale cambiamento.




Ho capito, ma difendendo la costituzione non difendete l'esistente? 


Assolutamente no, noi vogliamo trasformare profondamente la realtà che ci circonda, vogliamo applicare veramente la costituzione e andare anche oltre, far diventare realtà quella sovranità popolare rimasto solo sulla carta. Vogliamo un mondo più giusto e libero, senza sfruttamento e guerre, senza razzismo e omofobia. Vogliamo la vera democrazia e pensiamo che il NO al referendum sia solo uno passo, e che subito dopo non bisogna fermarsi.




Ok, ma come si fa?


Facciamo un passo alla volta: organizziamoci per un campagna popolare contro la riforma costituzionale, mettiamoci insieme e discutiamo, informiamo la persone, distribuiamo volantini, attacchiamo manifesti, mobilitiamoci, andiamo casa per casa. 




Ho capito, questo per il referendum, ma invece il Potere al Popolo?


Organizziamoci dalle piccole cose, controlliamo le amministrazioni locali, combattiamo gli sprechi e pretendiamo che i soldi risparmiati siano investiti in politiche sociali, recuperiamo spazi e autorganizziamoci per sopperire da subito alle mancanze di istituzioni e politicanti per poi pretendere quello che ci spetta. Sui posti di lavoro combattiamo lo sfruttamento, difendiamo l'istruzione pubblica, facciamo rete per essere più forti. Senza pregiudizi andiamo ad aggredire tutti gli spazi che si aprono per fare ogni volta un passo in avanti.  Non è un libro dei sogni è qualcosa che se ci mettiamo insieme e siamo determinati possiamo fare. Iniziamo ad incidere sulla realtà, iniziamo a decidere noi e andiamo a trasformare questo mondo per mettere al centro i bisogni dell'umanità e non i profitti di qualcuno.

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