Mercoledì 8 Giugno - dalle ore 10:00
Prefettura - Piazza del Plebiscito

E' importante esserci per fare pressione e ottenere delle risposte! Invitiamo tutti a partecipare!
Ci sono 10 immigrati maliani, tra l'altro giovanissimi, che da mesi sono stati costretti a vivere in un vero e proprio limbo e necessitano di risposte al più presto!

Sono stati espulsi dal circuito dell'accoglienza e denunciati perchè hanno protestato contro l'inferno che stavano vivendo all'interno dell'Hotel Belvedere, Centro di Accoglienza Straordinaria di Ercolano. Qui hanno vissuto in condizioni assurde: nessun mediatore competente, nessuno che gli abbia mai spiegato la loro situazione giuridica o risolto un dubbio, nessun percorso di accompagnamento per persone scappate dalla guerra e ritrovatesi in un Paese che non conoscono e di cui non parlano la lingua; perfino i corsi di lingua non erano portati avanti seriamente e tenendo conto delle esigenze dei ragazzi stessi. Cosa ancora più grave: ZERO ASSISTENZA SANITARIA!

La goccia che fa traboccare il vaso è l'impossibilità di ricevere informazioni riguardo lo status di avanzamento delle pratiche per la richiesta dei documenti. Un gruppo si rifugiati si chiude all’interno del CAS, inizia una protesta pacifica ma determinata. L’unico obiettivo: farsi ascoltare, porre l’attenzione sui loro problemi, cercare almeno un dialogo, poter parlare.

Ma il 15 aprile la risposta che arriva è di tutt'altro tipo: la polizia in assetto antisommossa circorda un gruppo di immigrati all'interno del centro, li sequestra per 12 ore costringendoli a chiedere il permesso anche per andare in bagno o bere. Così i "15 ribelli" incriminati vengono costretti a firmare verbali che non comprendevano, non essendo tradotti e vengono immediatamente cacciati e lasciati per strada.

I ragazzi, quindi, sono stati espulsi dal circuito d’accoglienza e costretti a cercare un tetto sotto il quale dormire e un luogo dove rincominciare per l’ennesima volta la loro vita.
Parte così una forte rete di solidarietà che li sostiene in questo periodo di attesa, che si mobilita in una lotta per la riammissione dei ragazzi all’interno dei processi d’accoglienza,

E’ per questo che il 28 Aprile viene fatta un’occupazione simbolica di uno stabile abbandonato a Scampia allo slogan “Accoglienza per i rifugiati. No alla guerra”.
In seguito, il 6 Maggio viene inviata una lettera al prefetto di Napoli firmata da centinaia di persone e associazioni che chiedono di ritirare i dieci provvedimenti di allontanamento e dare avvio ai procedimenti necessari al reinserimento dei ragazzi nel circuito dell’ accoglienza. E' stato prodotto anche un atto formale di autotutela, in cui vengono sottolineati gli errori di fatto e giuridici dei provvedimenti emanati. In più di un mese di lotta, di solidarietà da parte di innumerevoli persone, di lettere inviate e autotutele protocollate, non siamo mai riusciti a incontrare il Prefetto di Napoli per avere una risposta nel merito delle nostre richieste.

E’ per questo che insieme ai ragazzi coinvolti abbiamo deciso di organizzare un presidio sotto la Prefettura mercoledì 8 Giugno alle ore 10, per chiedere un tempestivo appuntamento con il Prefetto e una risposta alle nostre richieste.

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