Martedì 28 aprile

Un mondo senza amore è un mondo morto.

Guardo la lista degli indirizzi per la distribuzione, la metà oggi è ai Quartieri Spagnoli. Chi guida a Napoli può immaginare quanto possa essere complesso addentrarsi nei vicoli stretti, orientarsi, riuscire a capire come fermarsi per scaricare.

Un’impresa non da poco. Quello che mi sorprende sempre però quando arriviamo in zona è l’immediata rete di supporto che si mobilita, i ragazzi che si fermano per darti indicazioni, il fruttivendolo che ti spiega dove accostare, la gente dai balconi di quella grande famiglia allargata dei quartieri che ti grida “non ti preoccupare mo la chiamo io la signora” e con un paio di grida ti mette in contatto col cugino che scende e ti accompagna a destinazione, meglio di qualsiasi gps.

Arriviamo così da Mario, che vive da solo, senza redditi se non una minima pensione di invalidità dopo una vita di fatica a nero. Aveva provato a fare richiesta per il bonus spesa al Comune tramite Caf si è ritrovato nell’inferno della burocrazia. Così alla fine ci aveva chiamato per farsi dare una mano per l’accesso al bonus, scopriamo che il CAF ancora non gli aveva inoltrato i risultati nonostante la domanda l’avesse fatta il 7 aprile. Recuperiamo i PIN andando fino al Caf, fingendo di essere il corriere, perché a causa delle centinaia di richieste ancora non inoltrate, si erano barricati dentro. Così gli girano finalmente i PIN ma Mario scopre che sono bloccati. Segnaliamo la situazione e scopriamo così che nonostante la domanda fosse stata inizialmente accettata i PIN erano stati bloccati perché c’era questo minimo sussidio dell’invalidità. 
E così nessun aiuto per Mario, gli consegniamo il pacco ci ringrazia e ci dice di salutare i nostri operatori dello sportello, perché “siete meglio dei Caf, non mi avete abbandonato”

Continuiamo verso i vicoli della ferrovia per arrivare sotto casa di Lucia che ci accoglie con gioia invitandoci a prendere un caffè “fortunatamente ho un ballatoio grande, possiamo stare a distanza di sicurezza, alla fine per me siete come dei congiunti!” 
Ci strappa una grande risata, perché riuscire a scherzare anche in questi momenti è già una forma di resistenza. In questa marea di solitudine e disperazione, sorridere è un primo modo per non arrendersi alla disperazione. 

Anche Lucia aveva fatto domanda per il bonus, anche lei tramite Caf senza avere alcuna risposta. Anche qui scopriamo poi che Lucia non poteva accedere, perché nonostante non prenda più quel poco di reddito di cittadinanza è ancora presente nei database dell’INPS e non le è stato concesso l’ingresso nelle liste. 
Un’altra segnalazione da portare avanti. 
La salutiamo senza fermarci per il caffè ma ci promettiamo di farlo non appena possibile, “portate pure Rossella, mi ha ascoltato tutti i santi giorni, glielo dico sempre quando vuoi sei la benvenuta, sono a vostra disposizione per dare una mano!”.

Del resto questa non è semplice beneficenza, è solidarietà, è resistenza. Tantissime persone dopo aver ricevuto il pacco ci richiamano, ci ringraziano, ci dicono che hanno capito perché stiamo facendo tutto questo, che vogliono partecipare, dare una mano, protestare con noi. 
Protestare, manifestare, diritti democratici che oggi più che mai sono stati sospesi.

Qualche giorno fa eravamo scesi in piazza, in quindici, simbolicamente, con tutte le misure di sicurezza, davanti alla Prefettura per denunciare che le migliaia di famiglie che le reti sociali della città stanno assistendo sono allo stremo, c’è bisogno di altre misure, di ascoltare i bisogni di lavoratori e disoccupati non solo di Confindustria e della grande finanza. 
Per questa piccola azione dimostrativa sono arrivate identificazioni e denunce.

Nessuno in Parlamento sembra preoccuparsi dell’agibilità democratica nel paese. Possono stare aperte le fabbriche, si possono fare file immense davanti ai supermercati, ma non si può esercitare la libertà di dire “no, non mi sta bene quello che state facendo”. 
E così la voce di lavoratori e disoccupati è stata oscurata, spenta, isolata nelle quattro mura delle case in cui siamo relegati. Siamo stati responsabili ma verrà il momento in cui di fronte alla fame e alle ingiustizie ci si stancherà delle prigioni.

Andrà tutto bene, se difendiamo il popolo!

Se hai bisogno di un aiuto oppure se ti va di darci una mano, chiamaci! Queste sono le quattro attività pratiche abbiamo messo in campo per affrontare questa emergenza: bit.ly/2Wyl4mj

Durante l'emergenza attiviamo la solidarietà!

#diamociunamano! #resistiamoinsieme!

Se vuoi sostenere queste nostre attività puoi donare cliccando qui sotto

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