Il Covid19 ha incredibilmente evidenziato tutto ciò che non funziona nel mondo degli esseri umani, sia su scala globale che locale: dalla sanità al lavoro, dai rapporti internazionali all’avidità dei mercati e lo sfruttamento dell’ambiente.

Il problema della disuguaglianza sociale, prima nascosto sotto al tappeto nonostante la macroscopica dimensione, si dispiega oggi agli occhi dei più visto anche l’incremento rapidissimo cui sta andando incontro: già si parla di almeno tre milioni di lavoratori che stanno entrando in povertà a causa della crisi.

Nel nostro piccolo, grazie al sostegno (finora, mancano ancora 13 gg alla fine della raccolta fondi) di più di 890 donatori che non finiremo mai di ringraziare, abbiamo attivato un circuito solidale dal basso. La distribuzione dei pacchi spesa ha raggiunto ormai numeri per noi impressionanti, con una platea di 340 famiglie che stiamo assistendo, per una media di più di 1500 persone.

Al momento abbiamo una lista di 340 famiglie cui diamo priorità per continuità assistenziale garantendo almeno 1 pacco ogni due settimane per ogni famiglia. È un pacco pesante, di 26 kg, che ha le quantità stimate per garantire l’essenziale per due settimane a un nucleo familiare di 3 persone. Abbiamo cercato di dare priorità ai quartieri limitrofi all’Ex Opg, alle famiglie segnalate dal Movimento Migranti e Rifugiati, alle segnalazioni che ci sono arrivate dalle associazioni e realtà con cui collaboriamo con la Rete di Solidarietà Popolare e ai compagni di Potere al Popolo che si sono attivati con entusiasmo per far partire la distribuzione anche a Soccavo e Napoli Est. Nel frattempo stiamo cercando comunque di coprire chi è rimasto escluso, almeno con consegne una tantum. Per questo al momento la ricezione delle telefonate è sospesa, almeno fin quando non riusciremo a coprire oltre alle famiglie in lista anche chi è già rimasto escluso in base ai fondi che ci restano disponibili e alla programmazione delle spese e delle uscite. Una parte dei fondi invece sono spesi per sanificare regolarmente i locali, garantire i dispositivi di protezione individuale ai volontari e per l’acquisto di mascherine che stiamo donando ai medici di base e ai lavoratori di supermercati e alimentari della zona.
Non vi nascondiamo che non è semplice affrontare queste scelte e che si finisce spesso con il non dormirci la notte, pensando a quanta miseria c’era e aumenta in città.

Per questo cerchiamo di fare anche una piccola riflessione.

La platea di persone in difficoltà a Napoli è enorme, se pensiamo che già prima del Covid ben quattro persone su dieci in città erano a rischio povertà (ultimi dati Eurostat) e che l’incidenza della povertà assoluta (quindi l’impossibilità a comprare anche beni e servizi di prima necessità) qui già riguardava il 9,6% delle famiglie (ultimi dati Istat).

Facendo una stima possiamo dire che già prima del Covid erano almeno 32.427 le famiglie in povertà assoluta, pari sicuramente a più di 95.000 persone. Un dato comunque parziale perché tantissimi proprio a causa delle restrizioni hanno perso il lavoro, non sono stati pagati, non possono nemmeno uscire ad “arrangiare la giornata” con lavori di muratura, idraulica, di vendita ambulante ecc.

E’ purtroppo evidente che questa enorme esigenza non può essere coperta esclusivamente dalla solidarietà popolare. La generosità dei napoletani è stata enorme, sono tantissime le realtà che si sono attivate spontaneamente, dal basso, con le raccolte fondi, la spesa sospesa o il panaro solidale, a dimostrazione che il nostro resta un popolo di cuore, che si accorge di quello che gli accade intorno e che prova a rispondere come può, con tutta l’anima.

Gli assenti purtroppo, ci tocca dirlo, sono sul fronte politico istituzionale. I fondi stanziati dal governo Conte, come abbiamo detto, sono stati assolutamente insufficienti e altrettanto inadeguati sono stati i criteri scelti dal Comune di Napoli e da tanti altri Comuni.

Eppure serviva fare subito due cose su questo piano, semplici e operative che non richiedevano nessun comitato scientifico di virologi:

  • Allargare la platea e i criteri di accesso al reddito di cittadinanza, istituendo un reddito di emergenza, come proposto anche dallo stesso presidente dell’INPS, Tridico
  • Dare mandato alla protezione civile di istituire un coordinamento centralizzato per organizzare il rifornimento di derrate alimentari, la logistica e la distribuzione per tutte quelle fasce di famiglie e persone escluse, come i migranti.

Si è scelto invece di stanziare solo 400 milioni di euro e di farli gestire agli enti locali che, soprattutto al Sud, già vivono un’enorme difficoltà nella gestione dell’ordinario a causa dei tagli ai trasferimenti e degli effetti della crisi economica.

Bastava stare a sentire una volta tanto chi come noi e tante altre realtà associative, quotidianamente si occupa di povertà, conosce il territorio in cui opera e le condizioni spesso molto diverse anche da Comune a Comune in cui versano i lavoratori, le famiglie, i disoccupati.

Errare è umano ma perseverare è diabolico. La situazione è drammatica e nonostante l’incredibile generosità del popolo napoletano è evidente che le realtà di base e del volontariato non possono reggere da sole il bisogno sociale di ampi settori della popolazione ormai allo stremo.

#FatePresto

Per raccontare l'esistente e immaginare il futuro

IL BLOG DEI PAZZI

Calendario

May 2018
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
1
Date : 2018-05-01
2
Date : 2018-05-02
6
8
Date : 2018-05-08
9
Date : 2018-05-09
13
15
Date : 2018-05-15
16
Date : 2018-05-16
20
22
Date : 2018-05-22
23
Date : 2018-05-23
29
Date : 2018-05-29
30
Date : 2018-05-30

ASSISTENZA TELEFONICA LAVORATORI E LAVORATRICI

Teleofono rosso

VOCI E TESTIMONIANZE DAL CARCERE

#iorestodentro

Potere al Popolo!

Sito di"Potere al Popolo!"

#indietrononsitorna

Come si finanzia una struttura grande e piena di attività come l’Ex OPG?

Supporta l'ex opg

Abbiamo messo per iscritto le idee che stanno alla base del nostro progetto, e tutti i modi in cui si può dare una mano.

Come partecipare

Ecco la nostra dichiarazione di intenti, il nostro programma

Cosa crediamo, cosa vogliamo

CookiesAccept

NOTE! This site uses cookies and similar technologies.

If you not change browser settings, you agree to it. Learn more

I understand