25 Aprile di Liberazione. Per una mobilitazione antirazzista

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Category
Iniziative
Date
2018-04-25 15:00 - 18:00

La solidarietà non è un crimine!

Appello contro la criminalizzazione delle azioni di solidarietà, per una mobilitazione antirazzista il 25 aprile

Un crescente clima d'odio e repressione verso chi fugge da guerre, disastri ambientali, miseria, domina nel Paese. Un clima che ha visto due attentatati terroristici di matrice razzista: uno a Macerata nel quale sono rimaste ferite sei persone immigrate, l'altro a Firenze dove Idy Diene ha perso la vita senza mai fare ritorno a casa, condannato dal suo colore della pelle.

Un clima di caccia al migrante che porta ad aggressioni, reati d'odio, rastrellamenti sui treni, deportazioni nei nuovi C.I.E. ora denominatati C.P.R., deportazioni arbitrarie, spesso anche in contrasto con le leggi costituzionali e internazionali, come i respingimenti in mare verso un paese terzo non sicuro, quale è oggi la Libia. A tutto ciò si aggiunge il sistema dell'accoglienza cosiddetta straordinaria, un sistema dove spesso non vengono rispettati i diritti basilari e la dignità degli accolti, quasi completamente in mano alla criminalità organizzata o a imprenditori che ne hanno fatto un vero business. Oltre all'acuirsi del controllo e della repressione sui migranti, assistiamo anche al crescere pericoloso della criminalizzazione di chi oggi compie gesti di solidarietà, soccorso o di chi aiuta rifugiati o poveri. A Ventimiglia il sindaco ha emesso un'ordinanza, l'11agosto 2016, che vieta e punisce la distribuzione di pasti o bevande ai migranti in transito: questo ha portato a denunce o provvedimenti di allontanamento nei confronti di numerosi cittadini e attivisti che hanno infranto questa ordinanza agendo secondo un principio umano inalienabile, qual è la solidarietà. Indagini e processi si sono aperti anche nei confronti di un'alpinista francese che ha soccorso una donna migrante incinta sulle Alpi. Casi come questi sono sempre più numerosi e spesso arrivano anche sulla stampa internazionale come il caso di Herrou Cédric, fino ad arrivare alle gravi operazioni della procura di Catania che hanno portato, nell'agosto 2017, al sequestro della nave Iuventa dell'ong tedesca Jugend Rettet, e più recentemente della nave Open Arms dell'ong spagnola Proactiva. Troviamo tutto ciò inaccettabile. La costruzione del "reato di solidarietà" nasconde una gestione securitaria dell'immigrazione, una gestione che pensa di risolvere la questione esternalizzando i confini in paesi terzi non sicuri, e stringendo accordi con diplomazie di stati dove vi sono governi autoritari o come nel caso più prossimo ossia Libia (Memorandum Italia-Libia, Febbraio 2017 a firma Gentiloni). L'Italia respinge richiedenti protezione internazionale verso uno stato dissolto, dove spadroneggiano gruppi armati che prima gestivano i flussi migratori, e che oggi ricoprono la funzione di guardia costiera e costruiscono campi di tortura per i migranti in transito, con tanto di finanziamenti e armi dallo stato italiano. 

Il 75% dei migranti deceduti nel tentativo di superare confini di stati nazione, a livello globale, è deceduto nel mar Mediterraneo. Perseguire chi oggi obbedisce al principio morale della solidarietà umana, soccorrendo chi rischia la vita in mare o dovunque si trovi, è un segnale di imbarbarimento di fronte al quale pensiamo non si possa rimanere in silenzio. Una complicità della quale pensiamo nessuno debba macchiarsi. Per questo invitiamo tutte le donne libere, gli uomini liberi, le organizzazioni democratiche, i gruppi, i singoli, gli intellettuali, gli artisti, gli operai, gli studenti e tutte le persone libere di questa società a prendere parte ed attivarsi nell'organizzazione di iniziative di solidarietà, informazione e sensibilizzazione verso tutta la società, e di sostegno a chi lotta per restare umano. 

qui evento facebook e appello generale della manifestazione del 25 Aprile
- qui la lettera indirizzata al Ministro Minniti, al Capogabinetto Prefetto Morcone, al Prefetto di Napoli Pagano, al Questore di Napoli De Iesu, alla Dirigente dell’Ufficio Immigrazione di Napoli Ciriello, alla Presidente della Commissione Territoriale di Salerno per il riconoscimento della protezione internazionale

 
 

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