Sabato 7 marzo. Prima apertura ufficiale al quartiere! Ecco cosa trovano le centinaia di abitanti che accorrono:
- caffè, dolcetti e tante chiacchiere sull'OPG e su come cambiare il mondo;
- visite guidate della struttura a scaglioni di venti minuti, per rispettare i luoghi e il silenzio di riflessione che richiedono;
- pennelli, pittura e due artisti napoletani esperti di didattica artistica per bambini. il progetto: ridare un po' di colore alle pareti del carcere!
- sempre per i bambini, ci saranno delle piantine da piantare, perché il nostro sogno cresca grande e forte. speriamo di stare qui anni e anni!
- ancora per i bambini e i ragazzi, c'è uno spazio per giocare a pallone. non è ancora il massimo, ma per i miracoli ci stiamo attrezzando...
- a conclusione di tutto un bel piatto di pasta!

Venerdì 6 marzo. Intanto abbiamo un logo, creato a partire da una delle scritte che ha fatto un occupante su un muro entrando il primo giorno.

Poi, rispondiamo pubblicamente all’Amministrazione Comunale che in un comunicato ci riconosceva “legittimità politica e sociale”:

Apprendiamo dall’ANSA del comunicato dell’Amministrazione Comunale di Napoli in merito all’occupazione dell’Ex-OPG di Materdei.

Giovedì 5 marzo siamo in piedi dalle cinque e mezza della mattina, con una colazione antisgombero che raccoglie decine e decine di persone. Fortunatamente l’attesa visita delle forze dell’ordine non avviene. Ci diamo quindi alla pulizia degli spazi, investiamo la città presentandoci a tutte le conferenze e iniziative a tema psichiatria/salute mentale/reclusione (dal PAN alla Facoltà di Scienze Politiche), raccogliendo firme e consensi, e, a tempo record, tiriamo fuori un programma di iniziative.

Mercoledì 4 marzo. Alcune persone che lavoravano nell’Ex OPG ci mandano le foto di com’era il posto, almeno gli spazi aperti al pubblico. Foto che dimostrano l’incuria di una struttura che poteva invece essere da subito destinata a fini sociali, senza essere abbandonata e saccheggiata.

Martedì 3 marzo, a meno di 24 ore dalla riapertura del posto abbandonato e della sua restituzione alla cittadinanza, la Polizia Penitenziaria fa irruzione nel complesso, minacciando gli occupanti di sgombero imminente. “In quindici minuti dovete essere fuori”, “ora chiamiamo i reparti antisommossa”, “noi non abbiamo bisogno di autorizzazioni di Questura e Digos”: questo il tono delle frasi di questi improvvisati gestori dell’ordine pubblico. I presenti reagiscono con la giusta determinazione, e non lasciano certo l’Ex-OPG per queste minacce...

Lunedì 2 marzo, una cinquantina di studenti, lavoratori, precari, occupa l’OPG di Materdei.

Subito si fa un bel giro di volantinaggio del quartiere, per conoscere i nostri vicini. Subito si cerca di documentare con foto e video le condizioni in cui era stato lasciato l’OPG.

Siamo persone comuni, siamo come te. Ci svegliamo la mattina per studiare, lavorare o cercare lavoro, abbiamo famiglia e amici e lavoriamo duro ogni giorno per tirare a campare e conquistarci un futuro. Abbiamo deciso di riprenderci un posto vuoto nel cuore di Napoli, a via Imbriani nel quartiere Materdei, per renderlo di nuovo vivo e usufruibile da chiunque abbia voglia come noi di mettersi in gioco e cambiare le cose.

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