Un pensiero scemo, forse da pazzi, però sincero, da chi è rimasto in città perché non teneva soldi o doveva lavorare, eppure ci sta bene davvero. perché Napoli d'agosto è qualcosa di affascinante e suggestivo.

Tutto l'anno Napoli è un bordello: traffico, motorini, rumori - roba che a noi piace, che testimonia della sua vitalità, ma che a volte ci fa venire mal 'e capa. Napoli è come una banda di bambini che stanno sovreccitati e che i primi minuti ti divertono, poi ti verrebbe voglia di sedarli... invece ad agosto tutto rallenta, si svuota, anche chi non ha un euro nella sacca si riversa sulle spiagge più vicine, pullman, merenda e via, e tutta la città è come se tirasse un lungo respiro.

Le trasformazioni politiche con tendenze effettivamente democratiche e ancor più le rivoluzioni politiche, non possono in nessun caso, mai, e a nessuna condizione, né offuscare né indebolire la parola d’ordine della rivoluzione socialista.
Al contrario, esse avvicinano sempre più questa rivoluzione, ne allargano la base, attirano alla lotta socialista nuovi strati della piccola borghesia e delle masse semiproletarie.
D’altra parte, le rivoluzioni politiche sono inevitabili durante lo sviluppo della rivoluzione socialista, la quale non deve essere considerata come un atto singolo, bensì come un periodo di tempestose scosse politiche ed economiche, della più acuta lotta di classe, di guerra civile, di rivoluzioni e di controrivoluzioni.

Lenin, Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa, 1915


1. COME PREMESSA, COME PROMESSA

Ormai lo riconoscono proprio tutti: in questi mesi e in queste settimane in Grecia e in Europa è accaduto qualcosa di storico. Qualcosa che, come tutti gli avvenimenti di questo tipo, deve essere capito e approfondito, ma anche maneggiato con cautela. Perché questo piccolo pezzo di storia non si è ancora concluso, continua a esercitare effetti.

In molti in queste ore ci avete scritto e ci state scrivendo per sapere che ne pensiamo della trattativa Grecia/UE. E di questo vi ringraziamo, perché dimostra stima nei nostri confronti, ma soprattutto perché testimonia di una passione politica, di una trepidazione per le sorti di un popolo (e per le nostre, perché se perdono loro perdiamo anche noi), che è realmente incredibile. e che ci fa pensare che davvero la Grecia ci ha collettivamente segnato, ci ha ridato parola, ci ha fatto sognare...

In questi giorni abbiamo contattato alcuni compagni greci per chiedergli di venire a Napoli e spiegarci precisamente cosa sta accadendo in Grecia e capire insieme cosa possiamo e dobbiamo fare per sostenere la loro lotta.

Uno di questi compagni alla fine non ce la fa a venire e non certo perché non ha fatto di tutto per esserci (stava prendendo una nave dalla Sicilia dove era in vacanza!), ma perché l'aereo, l'ha preso direttamente per Atene.

Siamo tutti Greci! We are all Greeks!

Il 5 luglio il popolo greco deciderà, con un referendum, che cosa fare del suo futuro: se continuare a sottostare ai ricatti degli strozzini dell'Unione Europea o se vorrà liberarsi dal cappio e riprendersi il suo destino.  

Perché, oggi, siamo tutti greci? 

Oggi è Greco chi perde il posto di lavoro, Greco chi lo difende; Greco chi non considera normale dover morire cadendo da un'impalcatura, o aspettando un intervento medico; Greco chi non vuole più scuole che crollano sulle teste dei bambini, terre sommerse dai rifiuti, violenza e guerre.È Greco chi non accetta che una parte piccola del paese si arricchisca, rida e festeggi mentre le case crollano, aumentano i licenziamenti e la disoccupazione e i salari sono sempre più da fame. È Greco chi non crede alla bufala del debito da pagare: ad arricchirsi sono sempre stati i padroni di ogni nazione, a pagare sempre studenti, lavoratori, disoccupati, pensionati.  

Ormai l’avrete letto tutti: ieri Jovanotti ha difeso il lavoro gratuito. Cioè no, non l’ha difeso, ha detto che be’, sì, insomma, solo quello che ti fa fare esperienza, quello che fai da giovane, poi quello che lui faceva da giovane, poi la sagra della ranocchia, poi ha tirato dentro Nietzsche, infine la ciliegina: “non dovete avere un atteggiamento lamentoso” …

Le elezioni sono sempre un momento importante per capire che aria tira nel paese. d'altronde per tanti sono ancora l'unica forma di partecipazione politica che si riesce a immaginare. quindi ha senso analizzarle, e ci farebbe piacere avere un vostro commento... noi buttiamo lì giusto due cose per aprire la discussione, poi magari ci torniamo su una volta che abbiamo tutti i dati in mano, perché in questa materia è importante non andare "a sensazione", ma essere scientifici.

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