Nonostante la grande partecipazione popolare, di bambini, giovani, persone del quartiere, nonostante le tante iniziative fatte, nonostante le pulizie e i lavori che stanno cambiando il volto e finalmente dando un senso a un pezzo di città abbandonato, nonostante pure le istituzioni, gli intellettuali e i giornali di questa città abbiano dovuto riconoscere l’importanza della nostra azione, c’è ancora qualcuno che vuole il nostro sgombero!

Ancora una volta ci troviamo a dover raccontare di un’aggressione fascista, la terza nel giro di un mese. Sembra incredibile, ma nel 2015 c’è ancora qualcuno che si richiama a Mussolini e sfoga la sua nullità politica e la sua frustrazione esistenziale aggredendo per strada ragazzi, identificati come nemici solo perché vestiti in modo diverso.

Questi i fatti. Intorno alle 20:30 di ieri sera uno dei tanti giovani che frequenta l’Ex OPG “Je so’ pazzo” di Materdei sta tornando a casa dopo una giornata passata fra pulizie e iniziative sociali nel posto recentemente riaperto al quartiere. All’altezza della sede “ufficiosa” di Casa Pound in via Foria il ragazzo viene individuato, forse a causa dei capelli lunghi o dell’abbigliamento “alternativo”, da tre individui con la testa rasata, e aggredito prima verbalmente, poi inseguito e assalito alle spalle con cinghiate, calci e pugni. L’aggressione avviene sotto gli occhi di tutti, si protrae per quasi un minuto, e termina sia per la resistenza opposta dal ragazzo che per l’accorrere di alcune persone. I tre fascisti se la danno a gambe, mentre il ragazzo, che ha una vistosa ferita alla testa e al labbro, viene soccorso e portato in ambulanza al Loreto Mare, dove riceverà sette punti di sutura.

È lunedì 9 marzo. Abbiamo resistito una settimana. Ma non ci possiamo fermare, c’è da andare avanti. Qui un piccolo bilancio e un aggiornamento. La sera proiezione di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” e cena sociale (sotto le foto!).

Oggi fa giusto una settimana da quando una cinquantina di coraggiosi pazzi entravano nell'Ex OPG di Materdei e lo riaprivano al quartiere. pochissimi giorni, ma per la quantità di cose successe sembra una vita fa.

La mattina di domenica sono tantissime le visite delle persone del quartiere, dei ragazzi che vogliono ancora visitare la struttura.

Sabato 7 marzo. Prima apertura ufficiale al quartiere! Ecco cosa trovano le centinaia di abitanti che accorrono:
- caffè, dolcetti e tante chiacchiere sull'OPG e su come cambiare il mondo;
- visite guidate della struttura a scaglioni di venti minuti, per rispettare i luoghi e il silenzio di riflessione che richiedono;
- pennelli, pittura e due artisti napoletani esperti di didattica artistica per bambini. il progetto: ridare un po' di colore alle pareti del carcere!
- sempre per i bambini, ci saranno delle piantine da piantare, perché il nostro sogno cresca grande e forte. speriamo di stare qui anni e anni!
- ancora per i bambini e i ragazzi, c'è uno spazio per giocare a pallone. non è ancora il massimo, ma per i miracoli ci stiamo attrezzando...
- a conclusione di tutto un bel piatto di pasta!

Venerdì 6 marzo. Intanto abbiamo un logo, creato a partire da una delle scritte che ha fatto un occupante su un muro entrando il primo giorno.

Poi, rispondiamo pubblicamente all’Amministrazione Comunale che in un comunicato ci riconosceva “legittimità politica e sociale”:

Apprendiamo dall’ANSA del comunicato dell’Amministrazione Comunale di Napoli in merito all’occupazione dell’Ex-OPG di Materdei.

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