Grazie a tutti quelli che ci stanno scrivendo, anche da diverse parti d’Italia, per sapere ieri com’è andata! Ci dispiace soprattutto per quelli non sono potuti venire perché dovevano lavorare… Proviamo a raccontarvi velocemente qualcosa, poi nelle prossime ore vi giriamo altre foto, video e l’intervento di apertura. Comunque è stato davvero un bel momento di festa e di gioia collettiva!

Stamattina andando a lavoro abbiamo acceso Radio24 e ci siamo messi a sentire il giornale radio. All’improvviso è partita un’intervista al Questore di Napoli, Guido Marino. Non credevamo alle nostre orecchie! In sostanza il questore – in teoria uno dei massimi responsabili della sicurezza sul territorio, e dunque dei successi e soprattutto dei fallimenti nel garantire l’ordine pubblico e la difesa di cittadini – dice che la colpa degli atti di violenza nel napoletano è delle fiction, e critica chi chiede più presenza dello Stato!

Guardate questa foto: cosa vedete? Lo striscione, i bambini in prima fila... guardate meglio. Le vedete le donne, quante donne? Sono le donne della Sanità.
Pochi - in questi giorni di polemiche, di fango su Genny e su un intero quartiere - hanno parlato di loro, del loro ruolo, del loro protagonismo. Solo Alex Zanotelli ci ha tenuto a ricordare che sono state le donne ad andare da lui, a volere fortemente questa fiaccolata.

È passato giusto un anno e un altro ragazzino è stato ammazzato in un quartiere popolare. L’anno scorso un carabiniere assassinava Davide Bifolco, 16 anni, al Rione Traiano e oggi un camorrista ha ucciso Gennaro Cesarano, 17 anni,  al centro del quartiere Sanità. Al di là delle differenze dei due episodi, la sostanza non cambia. Due omicidi di innocenti, due figli di questa città trucidati senza un perché. Due ragazzi uccisi una seconda volta dalla stampa, dai commenti razzisti, da chi dice che “se la sono cercata”…

In questo agosto, dopo alcuni fatti di cronaca, televisioni e giornali non hanno fatto che parlare di droga. Siamo convinti che tanta attenzione non sia data dal fatto che ci troviamo nel pieno di un'emergenza ma che, semplicemente, come spesso accade in estate, in assenza di notizie i nostri media tendano ad ingigantire i fatti pur di sbattere un mostro qualsiasi in prima pagina. Così fenomeni che sono endemici vengono fatti apparire come improvvise emergenze. Consapevoli di questo, vogliamo comunque approfittare dell'occasione per socializzare alcune brevi riflessioni che abbiamo sviluppato nel tempo, a prescindere dai media, prima che la questione sia sbattuta nel dimenticatoio e smetta nuovamente di esistere nel dibattito pubblico.

Un pensiero scemo, forse da pazzi, però sincero, da chi è rimasto in città perché non teneva soldi o doveva lavorare, eppure ci sta bene davvero. perché Napoli d'agosto è qualcosa di affascinante e suggestivo.

Tutto l'anno Napoli è un bordello: traffico, motorini, rumori - roba che a noi piace, che testimonia della sua vitalità, ma che a volte ci fa venire mal 'e capa. Napoli è come una banda di bambini che stanno sovreccitati e che i primi minuti ti divertono, poi ti verrebbe voglia di sedarli... invece ad agosto tutto rallenta, si svuota, anche chi non ha un euro nella sacca si riversa sulle spiagge più vicine, pullman, merenda e via, e tutta la città è come se tirasse un lungo respiro.

Le trasformazioni politiche con tendenze effettivamente democratiche e ancor più le rivoluzioni politiche, non possono in nessun caso, mai, e a nessuna condizione, né offuscare né indebolire la parola d’ordine della rivoluzione socialista.
Al contrario, esse avvicinano sempre più questa rivoluzione, ne allargano la base, attirano alla lotta socialista nuovi strati della piccola borghesia e delle masse semiproletarie.
D’altra parte, le rivoluzioni politiche sono inevitabili durante lo sviluppo della rivoluzione socialista, la quale non deve essere considerata come un atto singolo, bensì come un periodo di tempestose scosse politiche ed economiche, della più acuta lotta di classe, di guerra civile, di rivoluzioni e di controrivoluzioni.

Lenin, Sulla parola d’ordine degli Stati Uniti d’Europa, 1915


1. COME PREMESSA, COME PROMESSA

Ormai lo riconoscono proprio tutti: in questi mesi e in queste settimane in Grecia e in Europa è accaduto qualcosa di storico. Qualcosa che, come tutti gli avvenimenti di questo tipo, deve essere capito e approfondito, ma anche maneggiato con cautela. Perché questo piccolo pezzo di storia non si è ancora concluso, continua a esercitare effetti.

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