La verità è che di piangere sulle "tragedie" non se ne può più, ci stanno levando pure le lacrime.
Oggi tutti - salvo leghisti e razzisti, che almeno hanno il merito di ricordarci che faccia bestiale ha il nemico -, tutti a dire "poverini, che tragedia". Nessuno che dica che questa non è una sventura piovuta dal cielo, ma è un crimine che va avanti da decenni.
E nessuno che tragga dall'orrore della morte l'unica conseguenza possibile: ovvero che possa servire ai vivi.
Perché altri barconi già stanno partendo, perché chi scappa da fame e guerre non c'ha scelta e soprattutto non c'ha tempo per la nostra commiserazione, gli basterebbe non finire anche lui morto affogato.
Più che chiederci quanti ne sono morti, ci dovremmo chiedere quanti ancora ne moriranno, perché com'è noto i record sono fatti per essere battuti. Allora noi vorremmo giusto fare una piccola considerazione sullo stato del mondo, una considerazione che possa servire ai vivi, che siano italiani o stranieri, che stiano migrando o stiano resistendo a casa loro.

Per questo non vogliamo dilungarci su una serie di cose che pure andrebbero ricordate, del tipo: che questa tragedia va addossata a tutto l'arco politico, perché le leggi razziste sono state fatte dal centrodestra e dal centrosinistra, e che quindi la responsabilità almeno morale di questo massacro ricade anche su chi per tutti questi anni li ha votati... Saltiamo pure sul fatto che tutta quest'ipocrisia di media e Governo è disgustosa, perché finché i migranti muoiono nei viaggi nel deserto, nei lager del Maghreb o sotto le bombe, ce ne sbatte... E comunque va detto che se i "poveri migranti" sopravvivevano, finivano in un CIE dove la polizia li avrebbe picchiati o brutalizzati, come è già successo, o se andava bene bene stavano in un campo a raccogliere pomodori e arance con i padroncini che li pagavano 15€ al giorno, o ancora in mezzo a una strada a vendere il loro corpo al maschio italiano di turno...
 
Qui vogliamo fare solo una considerazione su qualcosa di cui bisogna prendere onestamente atto, indipendentemente dal colore politico. Poi ognuno è libero di trarre le conseguenze su quello che bisogna fare.
 
C'è un fatto: queste tragedie qualche decennio fa non succedevano. E non succedevano per un semplice motivo: perché lo stato del mondo era diverso. perché il capitalismo - scusate se usiamo questa brutta parola, ma così si chiama l'epoca storica-economica in cui siamo, basata sulla centralità del capitale, della sua produzione e circolazione - non era un sistema così esteso, assoluto, senza limiti. Indovinate perché? Perché i padroni erano più buoni? I governanti più sensibili? Niente affatto! Perché nel mondo c'era qualcuno che gli aveva messo dei limiti. Perché le classi più povere si erano organizzate e avevano stabilito rapporti di forza più favorevoli. Perché c'era una cosa che si chiamava comunismo, ed era una forza che faceva paura, e obbligava i capitalisti, i guerrafondai, i proprietari delle multinazionali del petrolio a non fare proprio tutto quello che volevano. Ovunque c'erano milioni di persone che lottavano per trasformare il presente, per eliminare le ingiustizie.
 
Anche in Africa e in Medio Oriente. Non erano mica barbari come ce li rappresentiamo! Nei paesi africani che si erano battuti contro regime coloniale occidentale c'erano riforme agrarie, embrionali industrie e politiche sociali. I "negri", questi esseri trattati dall'uomo bianco come una razza schiava, provavano finalmente a costruire il loro paese e farlo diventare grande e indipendente. Leggete Lumumba, un grande leader rivoluzionario: sarà ingenuo, ma pensava che nel giro di una generazione il Congo sarebbe stato autonomo, solidale, ricco. Per questo gli americani lo hanno ammazzato, perché i diamanti del Congo dovevano essere delle imprese occidentali.
 
Ma vi diciamo di più. Nello Zambia del dopo indipendenza, a guida socialista, avevano addirittura messo su un programma spaziale. Sognavano in grande, ci pensate? I negri, questa razza battuta e schiava, che mette piede sulla Luna. Sono passati 46 anni dal primo allunaggio, e non siamo nemmeno più in grado di sognare qualcosa del genere. Oggi c'è solo un museo e qualche film a ricordarlo: l'ingiustizia ci ha rubato pure l'immaginazione. I negri nella nostra testa - e in parte anche nella loro - saranno sempre negri, e in fondo meriteranno di morire in mare.
 
Nei paesi dell'Est, con tutte le loro contraddizioni, c'era lavoro, cultura, sanità e assistenza gratuita. Albanesi, polacchi, ucraini, rumeni, non dovevano venirci a fare i servizi a casa o prostituirsi in qualche bordello europeo. E nel nostro primo mondo? Il capitalismo dominava, certo, ma c'erano comunque solidarietà, legami, riconoscimento fra gli oppressi. Se qualche politico o industriale la sparava troppo grossa poi la macchina "casualmente" gli si appicciava. La Lega non esisteva. La presenza comunista costringeva tutti, i democratici, i conservatori, i qualunquisti, a essere meno delle merde, a fare qualche progresso, a fare qualche riforma. Perché, "signor Padrone, meglio la riforma che la Rivoluzione, no? Meglio dargli qualcosa a sti straccioni che ritrovarsi domani a testa in giù!"
 
Ecco, noi non siamo nostalgici, noi guardiamo al futuro. però proprio per questo studiamo la storia, e non possiamo non imparare da quello che è successo. Non possiamo non vedere come negli ultimi decenni, e poi sempre di più dopo la crisi del 2007, il mondo sia diventato un posto più barbaro, con più guerre e più sfruttamento. Ma non è sempre stato così. E finché non rimetteremo su qualcosa del genere - chiamatela come preferite, noi siamo più affezionati alla cosa che al nome, per quanto "comunismo" sia uno dei nomi più belli che questa bestia umana poteva mai immaginare - queste tragedie si ripeteranno. Si ripeteranno le guerre, le carestie, i barconi, i morti sul lavoro, le prigioni... fino a quando la specie umana non ne avrà abbastanza e si darà la fine con una catastrofe ecologica o con una bomba atomica.
 
Ma possiamo impedirlo. A patto di non aspettare più nessuno.
Nessuno verrà a salvarci, perché nessuno sente quello che sentiamo noi, nessuno pensa quello che pensiamo noi, nessuno vuole quello che vogliamo noi. Ormai sta tutto in mano alla nostra generazione. io, te, l'amico tuo: non importa che hai fatto finora, quante illusioni hai avuto, chi hai votato alle passate elezioni.
OGGI sei d'accordo con questo? La vedi questa maledetta marcia del mondo verso l'abisso?
Come pensi che starai fra vent'anni? Sei stanco della vita che fai? Ti brucia qualcosa nello stomaco?
Resetta tutto e ricominciamo insieme.
 
Perché non vogliamo soltanto che nessuno affoghi più in mare. Non vogliamo soltanto "corridoi umanitari". Vogliamo che l'essere umano sia libero di andare e di restare. Vogliamo non dover diventare migranti anche noi, per quanto di serie A. E vogliamo che gli africani e tutti i dannati della terra possano arrivare nello spazio, guardarci dalla Luna e dirci: "ehy, da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini".

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