Car* tutt*, ci sono diversi modi per fermare chi vuole lo sgombero dell'EX OPG "Je so' Pazzo".

Quello più sicuro e importante è la partecipazione diretta. Sia fisica, sia, se non potete, quella morale.

Ecco una cosa che possiamo fare subito tutti insieme: mandare una mail al Prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone. Lei è fra le poche persone che in questo momento può direttamente intervenire per fermare lo sgombero. Ha detto diverse volte che è sensibile alle esigenze dei cittadini... bene, mettiamola alla prova! Convinciamola che quest'esperienza è importante.

Usate pure la lettera che abbiamo scritto noi e che gli abbiamo mandato oggi per posta raccomandata con ricevuta di ritorno (perché dall'Ex OPG non ce ne andiamo!).

Gli indirizzi a cui potete mandare la mail sono quello de:
- Ufficio di Relazioni con il Pubblico: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.
- Vicario del Prefetto This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Se avete una posta certificata potete mandare anche a:
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Noi l'abbiamo spedita così...

 

Ciao Prefetto, 
ti scriviamo perché in questo momento sei l’unica che ha il potere di bloccare una macchina burocratica insensata quanto implacabile. Ti scriviamo per farti sapere che oggi hai facoltà di decidere del futuro di migliaia di persone della tua città…

Prima però ci presentiamo: siamo i cittadini che hanno liberato l’Ex OPG di Materdei, che era abbandonato ormai da sette anni. Siamo quelli che in queste tre settimane lo hanno risistemato, perché era stato saccheggiato e devastato, quelli che lo hanno riempito di attività e di iniziative, lo hanno aperto alla città e lo hanno fatto rivivere. Migliaia di persone sono passate a visitarlo, abitanti del quartiere, bambini che hanno potuto finalmente giocare in un campetto messo a posto per loro, ex internati che sono tornati da uomini liberi e hanno potuto raccontare la loro sofferenza ed esorcizzare così il loro passato. In migliaia hanno dato la loro adesione a questo progetto di riappropriazione popolare, e migliaia ti chiedono con questa petizione di non procedere allo sgombero dei luoghi.

Questo sgombero non ha infatti alcuna ragion d’essere: il Demanio, proprietario del complesso, si è già detto favorevole ad affidarlo al Comune, e il Comune ha già detto che è intenzionato a riaprirlo e a farlo utilizzare ai cittadini. Che senso avrebbe dunque procedere allo sgombero quando, una volta tanto, la volontà del popolo viene accolta dalle istituzioni a tutti i livelli? 
Anche il motivo addotto (ma non motivato con alcuna carta o perizia!), il “degrado” della struttura, ci sembra assurdo. Tanto assurdo che abbiamo incaricato alcuni ingegneri ed architetti che hanno accuratamente ispezionato la struttura di relazionare sulle parti che stiamo utilizzando e che abbiamo messo in sicurezza. Ma poi, ci chiediamo, nella nostra città quanti sono gli edifici degradati? Quante case, quante scuole? Perché tanta sollecitudine non entra mai in gioco quando si tratta di sistemare ospedali e istituti fatiscenti?

Caro Prefetto, quando ti sei insediato, poco più di due mesi fa, abbiamo potuto leggere una tua intervista su La Repubblica che ci ha molto colpito e che oggi ci fa essere sicuri che bloccherai questo sgombero. Dicevi che non bisogna “accettare lo scetticismo e la rassegnazione”, che “bisogna mettersi alla prova” e “lavorare tutti insieme per il bene di Napoli”. È proprio quello che noi stiamo facendo. Noi in fondo abbiamo solo raccolto il tuo invito! “Sarò vicina ai cittadini nella gioia e nel dolore, ma gli chiedo di partecipare attivamente, anche se mi rendo conto che la situazione generale è difficile e che sono sconfortati dalla crisi economica e non solo”. Noi siamo sconfortati, certo, ma ora, insieme a tanti cittadini del Sud Europa, stiamo iniziando a reagire!

Concludevi poi l’intervista dicendo: “non siamo dei robot ma degli esseri umani, abbiamo tanto da dare e dobbiamo profondere le migliori energie nelle nostre rispettive attività”. E aggiungevi: “la mia porta, la porta della prefettura sarà sempre aperta per i cittadini… Sarò un prefetto tra la gente di Napoli e della sua provincia… credo nel profondo in un valore aggiunto di Napoli e della gente di Napoli: la loro intelligenza e straordinaria vivacità… Quell’acutezza e quella voglia di vivere possono essere armi importanti per sconfiggere i mali del territorio”.

Ecco, come forse sai, noi abbiamo deciso di rinominare l’ex OPG “Je so’ pazzo”, non solo per onorare la memoria di Pino Daniele, in cui si sono identificati tanti napoletani amanti della loro città e vogliosi di quel riscatto che la sua musica ha rappresentato, ma anche perché pensiamo che in una Napoli dove la normalità è fatta di miseria, rassegnazione, disoccupazione, lavoro nero, discriminazioni razziali e di genere, vogliamo dichiararci pazzi e costruire dal basso un’alternativa. Pino chiudeva la sua canzone dicendo: “e lo stato questa volta non mi deve condannare…”.

Caro Prefetto tu ti senti di condannarci? Non ti senti per caso anche tu un po’ pazza?

Le cittadine e i cittadini dell’Ex OPG “Je so’ pazzo”

PS: Puoi risponderci all’indirizzo dell’ex OPG: abbiamo messo una cassettina della posta fuori, perché di una cosa siamo certi: qui stiamo e da qui non ce ne andiamo!

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