Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato all'unanimità il decreto su sicurezza e migrazione. Un decreto criminale, razzista, che riduce gli spazi democratici. Un decreto che, criminalizzando le categorie sociali più vulnerabili, individua nel povero, nel migrante e in chiunque cerchi di lottare per i diritti sociali, un nemico da abbattere, rinchiudere, espellere. Con la stessa retorica sulla sicurezza del decreto Minniti-Orlando, conservandone innovazioni come il DASPO urbano, il decreto varato dal governo Conte non farà altro che produrre una vera e propria emergenza sociale, creando povertà, esclusione e insicurezza.


In materia di immigrazione, il decreto cancella l'istituto della protezione umanitaria (di cui ad oggi beneficia il 25% degli stranieri in Italia) e prevede la revoca del premesso di soggiorno non solo in caso di condanna in primo grado (cosa già di per sé gravissima, dal momento che in Italia i gradi di giudizio previsti sono tre…) ma anche solo se si apre un’indagine a carico di uno straniero.


Si colpisce, inoltre, il diritto alla cittadinanza che incredibilmente può essere revocata: si tratta di un provvedimento gravissimo, poiché rende reversibile un diritto che dovrebbe essere inalienabile e stabilisce di fatto l’esistenza di cittadini di “serie B”. Ma questo decreto va a scavare nella vita quotidiana delle persone: viene infatti tolta la possibilità di iscriversi all’anagrafe per i migranti in attesa di permesso di soggiorno, impedendo loro di poter accedere a cure mediche e contratti di lavoro.

A chi giova tutto ciò? Ancora una volta, ai caporali e ai padroni senza scrupoli che avranno mano libera in termini di salari, perché si troveranno a disposizione un vero e proprio esercito da impiegare in lavori di bassa manovalanza, oppure da arruolare a bassissimo costo nelle infinite campagne italiane, dove l'ipersfruttamento regna già da tempo.


Si colpisce volutamente l'unico sistema d'accoglienza realmente funzionante, quello degli Sprar, cui avranno accesso solo titolari di protezione internazionale e minori non accompagnati. Si condanneranno, così, centinaia di persone a vivere nel sistema dell'accoglienza straordinaria dei CAS, gestito in moltissime regioni proprio dalle mafie. Il decreto prevede inoltre l’istituzione di nuovi CPR (i centri di detenzione per i rimpatri): delle vere e proprie galere razziali, nelle quali finiranno moltissimi migranti. I privati candidati a gestire e ad aprire un CPR beneficeranno dell’affidamento diretto, ovvero di una procedura veloce che non prevede nessun bando di gara. Considerato quanto facilmente la criminalità organizzata si infiltra nelle gare di appalto, possiamo immaginare a chi andranno a finire i soldi dei contribuenti grazie a questa idea geniale. Il governo giallo-verde, dopo aver difeso il sistema del business dell'accoglienza straordinaria, vuole creare un altro tipo di business: quello della detenzione. Altro che lotta alla mafia! Con questo decreto si destineranno le energie e le risorse pubbliche contro persone che scappano da situazioni di miseria, guerre e dittature e contro i poveri e i senzatetto che vivono nelle città.

Ma questo decreto colpisce anche chi vuole provare a esprimere dissenso verso questo stato di cose. Le pene previste per i blocchi stradali  sono molto più aspre (fino a sei anni di reclusione): viene colpita così ogni forma di protesta che preveda un momentaneo blocco delle arterie principali delle città. Forte è anche il colpo che il governo si propone di dare alle occupazioni a scopo abitativo facendo gestire la questione direttamente al ministro degli interni, operando in questo senso una grave forzatura. Infine, il decreto prevede la dotazione alle forze dell’ordine di uno strumento pericoloso come il taser.  

Questo decreto è una vergogna: non solo continua ad alimentare la paura nei confronti dell’altro, del diverso, di chi vive una situazione di esclusione o di marginalità, ma pone le basi per costruire un sistema securitario e di controllo totale delle nostre vite.

Il decreto Salvini soffia sul fuoco dell'odio e dell'intolleranza, usando ancora lo spauracchio del terrorismo in un Paese che per fortuna non è mai stato teatro di un attacco. Ma soprattutto contribuisce a creare e ad accrescere un esercito di invisibili, di potenziali lavoratori a bassissimo costo, da poter usare a proprio piacimento: questo sì che dovrebbe interessarci, perché colpire i diritti dei più deboli vuol dire rafforzare strumenti repressivi per colpire i diritti di tutti. E se oggi a essere colpito è l’uomo con la pelle nera, o il senzatetto, o colui che lotta per migliorare la propria condizione, domani saremo tutti noi a vedere il nostro salario abbassato, a trovarci alla mercé di una criminalità organizzata sempre più forte e protetta, a soccombere in una assurda guerra tra poveri fomentata e controllata dai nostri governi.

Abbiamo il dovere di opporci, di mobilitarci contro questo decreto, perché non fa altro che creare illegalità e insicurezza, ma soprattutto perché l’ingiustizia commessa contro un essere umano, è l’ingiustizia commessa contro tutti noi!

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