Si salverà Napoli? Si salverà se uomini e donne sapranno abbandonarsi all'entusiasmo dell'impossibile, a progettare e vivere una propria utopia.
(Ermanno Rea)


Solidarietà e controllo popolare: trasformiamo Napoli dal basso!

Trasformare Napoli, partire dalle tante battaglie concrete in corso e non arrendersi, non cedere ai ricatti, alla guerra tra poveri, alla paura, è questo l’obiettivo, la speranza, che le oltre 250 persone presenti all’assemblea all’Ex Opg Je So Pazzo hanno proclamato a gran forza discutendo di come agire per migliorare, da subito, le condizioni di vita delle classi popolari in città.

Ci troviamo di fronte all’urgenza di una scelta, perché la città è ancora sotto assedio. Dall’inizio della crisi sono passati 10 anni e abbiamo avuto i governi Berlusconi, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni fino al colmo, il governo della Lega Nord e dei Cinque Stelle. Nessuno di questi governi si è preoccupato di affrontare seriamente la questione meridionale, che è la vera questione nazionale che ha le sue radici nella profonda disuguaglianza sociale strutturata e incentivata per favorire gli investimenti produttivi privati e la ricerca al Nord e lasciare il Sud come sacca di manodopera a basso costo, manodopera che ha i volti di tanti giovani e non, laureati e non, che scappano ogni anno alla ricerca di un futuro, di una possibilità di costruirsi una vita dignitosa. Quasi due milioni di persone, due milioni di persone in 16 anni.

Questa dovrebbe essere la priorità, l’emergenza da affrontare per qualsiasi governo in carica. Fermare l’emigrazione e fermare le mafie, la camorra, che crescono là dove crescono la miseria, la mancanza di prospettive. Investire invece nella scuola, nelle infrastrutture, nel lavoro con investimenti pubblici, mettendo prima gli ultimi, prima gli sfruttati. E invece il Sud (dove una persona su dieci è in povertà assoluta!) non compare nell’accordo tra Lega e Cinque Stelle e Napoli continua ad essere strozzata dal ricatto del debito, dai vincoli di pareggio di bilancio, dai tagli ai finanziamenti agli enti locali.

A quest’assedio pensiamo si possa rispondere migliorando e costruendo sempre di più il potere popolare, la partecipazione dal basso che costruisce da un lato risposte immediate ai bisogni attraverso attività solidali gratuite, ambulatori, mense, doposcuola, sportelli di assistenza e dall’altro costruisce soluzioni da proporre, anche attraverso vertenze e mobilitazioni, all’alto per migliorare le nostre condizioni di vita, per controllare l’operato di politici e privati e far rispettare i nostri diritti, i diritti sanciti dalla nostra Costituzione.

Così durante l’assemblea abbiamo stilato una piattaforma di campagne e vertenze che vivono da anni nei percorsi di lotta e solidarietà in citta. Sono percorsi che hanno bisogno di continuare a crescere in tutti i quartieri, percorsi che già hanno dato risposte a migliaia di persone in questi anni. Parliamo della battaglia contro il lavoro nero, che sta crescendo e ottenendo i primi risultati, dei progetti per la spesa solidale e per il sostegno ai senza fissa dimora perché tutte e tutti abbiano diritto al cibo e all’accoglienza, delle lotte per il diritto alla casa e della campagna antisfratti, dei diritti dei detenuti e di un ampliamento delle misure alternative al carcere, della mobilitazione dei migranti che denunciano i meccanismi del sistema di accoglienza e lottano per migliorare il territorio in cui vivono, come sta accadendo al Vasto. Parliamo delle lotte per la difesa e la tutela dei posti di lavoro, per contrastare la speculazione e le privatizzazioni, per immaginare un futuro e un’economia sostenibile, solidale ed ecologica, perché siamo stanchi di vivere in territori avvelenati, vogliamo che si portino avanti bonifiche, che chi ha inquinato finalmente paghi, come
nel caso di Bagnoli, vogliamo campagne serie per la prevenzione delle malattie e per il sostegno alla sanità pubblica che deve garantire il diritto alle cure per tutti.

E’ di questi temi che abbiamo discusso per cominciare a camminare insieme e costruire le prime risposte concrete, che possono, da subito, migliorare le nostre condizioni di vita.

Invitiamo tutte e tutti a partecipare alle numerose iniziative in programma, a scrivere insieme le proposte che abbiamo cominciato ad elaborare a partire dal lavoro quotidiano nei quartieri della città e a scendere in piazza con noi il 12 ottobre per ribadire che Napoli si può salvare se lavoriamo tutti insieme e rispondiamo ogni giorno dal basso con l’entusiasmo di chi sa che il corso della storia può cambiare rotta grazie alla partecipazione e alla solidarietà. Divisi siamo niente, uniti siamo tutto!

Ci vediamo il 14 Settembre a piazza Principe Umberto alle ore 17:30 per una grande assemblea pubblica in cui continuare ad ascoltare le esigenze delle classi popolari, per costruire confronto e proposte!

Napoli non si arrende, insieme possiamo vincere!


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