Un piccolo aggiornamento dal manicomio, per condividere le vittorie e capire insieme come continuare 

Spesso fra noi, scherzando, ci diciamo che l’Ex OPG non è un ex manicomio, ma un manicomio ancora in funzione…

Non solo perché noi che lo gestiamo siamo pazzi e siamo convinti che questo mondo si possa cambiare, non solo perché passano di qui tante persone di età, storie e paesi diversi, ognuno con una sua capacità, un suo problema, una sua proposta, e c’è sempre gran movimento, ma perché in questi tre anni di attività abbiamo aperto così tanti interventi sociali e politici, ci siamo messi a seguire così tante situazioni, che a volte ci sembra proprio di andare al manicomio!

Così periodicamente sentiamo l’esigenza di fare il punto, anche per socializzarlo con tutti quelli che ci chiedono “che state facendo all’Ex OPG?”, con chi magari segue la nostra pagina o viene ogni tanto ma vede solo la punta dell’iceberg di un impegno che va avanti ogni giorno, perché siamo sempre aperti dalle 15 alle 23, e perché oltre le attività sociali che si svolgono dentro la nostra Casa del Popolo, fuori ci sono continue lotte, vertenze, iniziative politiche, su cui non sempre riusciamo ad aggiornarvi.

In queste pagine vogliamo quindi provare a mettere nero su bianco le cose più importanti che abbiamo fatto in questi ultimi tre mesi: troppo spesso infatti, presi dalla pratica quotidiana, rischiamo di non riuscire a valorizzare tutto quello che questa comunità produce, le piccole vittorie che si riescono a strappare, le riflessioni e le prospettive collettive che possono servire ad altri pazzi in giro per il paese.

Anche perché quest’anno abbiamo deciso di lanciarci in una nuova avventura, costruendo insieme a migliaia di altre persone un movimento politico nazionale, Potere al Popolo! Abbiamo scelto di farlo senza mai chiudere l’Ex OPG nemmeno per un giorno, senza rinunciare alle lotte sociali che portavamo avanti, continuando l’attività di base. Perché crediamo che un’organizzazione popolare non deve mai abbandonare il territorio e la comunità, essere uno strumento al servizio delle persone, aiutare le lotte a svilupparsi, mettere in comune saperi e pratiche.   

Proprio per parlare di questo, il 26 e il 27 Maggio all’Ex OPG arriveranno da tutta Italia centinaia di donne e uomini per la 4° assemblea Nazionale di Potere al Popolo. Si tratta di un evento incredibile sia per grandezza che per qualità, che mette il nostro quartiere di Materdei e la nostra città al centro di un dibattito, di una resistenza, di un’alternativa a livello nazionale. A maggior ragione allora è importante condividere la nostra piccola esperienza, perché ci interrogheremo proprio sugli strumenti e le pratiche che possano far crescere Potere al Popolo!, che possano produrre un’opposizione sociale al futuro governo, che possano permetterci di organizzarci meglio e di trasformare subito il mondo e la nostra vita.  

Perché dopo anni di duro lavoro di una cosa siamo sempre più convinti: si può fare!

PS: è persino superfluo ricordarlo, ma ci teniamo sempre a precisarlo: tutto quello che leggerete è il prodotto dell’attività di oltre 100 volontari, che fanno questo a fianco allo studio, al lavoro e sacrificando le loro vite. L’Ex OPG non ha finanziamenti pubblici o privati di alcun tipo. Facciamo manutenzione del posto e finanziamo i materiali per le attività organizzando raccolte fondi, con feste e cene sociali, chiedendo piccole sottoscrizioni in occasione di teatro, concerti e iniziative. Anche per questo cogliamo l’occasione di ringraziare tutti quelli che con una donazione di anche pochi euro ci consentono di andare avanti, e soprattutto tutti i militanti, gli attivisti, che donano il loro tempo e le loro capacità per il bene collettivo!


1. Movimento Migranti e Rifugiati

Non possiamo che cominciare con questa lotta, a cui consacriamo così tante energie fisiche e psicologiche. Non solo perché quando parliamo di migranti e rifugiati nel nostro paese parliamo di situazioni umanamente toccanti, dei più diseredati, dei “dannati della terra”. Ma anche perché, in un paese in cui i movimenti sociali incontrano molte difficoltà, in cui tanti italiani hanno delegato ai 5 Stelle la speranza di cambiamento, o sono ormai disperati, arrabbiati, rassegnati, ci sono migliaia di persone che stanno lottando, spesso nel silenzio generale. E a Napoli e a Caserta si sono organizzate in un vero e proprio movimento che sta ottenendo risultati impressionanti, portando in piazza decine di migliaia di persone!  
Come si è arrivati a mettere su questo movimento? Intanto con il “grigio lavoro quotidiano”: ogni giorno i nostri militanti praticano il controllo popolare, ogni giorno andiamo a incontrare i gruppi di ragazzi arrivati in Italia o le comunità, per accertarci di quanto accade, o seguiamo i rifugiati accompagnandoli negli uffici dove in genere si consumano abusi amministrativi, o li ospitiamo se non hanno casa, o forniamo loro supporto anche umano.
Senza questo “lavoro di contatto” di inchiesta, di ascolto, di riconoscimento reciproco, è impossibile far partire il benché minimo movimento. Ovviamente, al di là di questo, ci sono una serie di “servizi integrati” che forniamo all’Ex OPG, che ci permettono di aiutare materialmente i migranti, migliorare direttamente le condizioni di vita e inserirli all’interno di un contesto sociale.  
 
Scuola di italiano: per chi arriva nel nostro paese scappando da guerra e miseria la prima barriera è quella linguistica, che diventa anche sociale. Noi proviamo a rispondere a questa esigenza con la scuola di italiano. Comprendere la lingua è anche il primo passo per conoscere i propri diritti e non farsi fregare. Ogni martedì e giovedì all’Ex OPG ci sono ben 9 classi con differenti livelli linguistici. I partecipanti in totale sono circa 200. È un’attività per cui abbiamo sempre bisogno di supporto, per cui fatevi pure avanti!

Sportello legale: è attivo ogni giovedì, e attualmente registra dalle 70 alle 90 richieste settimanali. Si rivolgono a noi richiedenti protezione internazionale, rifugiati, vittime di tratta e, seppur ripudiando questa divisione, i cosiddetti “migranti economici”, spesso vittime del peggiore sfruttamento. Solo negli ultimi mesi abbiamo ottenuto grazie allo sportello oltre 100 permessi di soggiorno. Seguire ogni singolo caso ci ha permesso anche di toccare con mano quel “razzismo istituzionale” che vive chi è in attesa del permesso di soggiorno, e quindi poter meglio comprendere quali battaglie intraprendere, su quali punti specifici fare pressione sulle istituzioni.

Se queste sono le attività che conduciamo all’interno dell’Ex Opg, molte sono le battaglie che portiamo fuori le mura della struttura.
Siamo partiti dal Controllo Popolare nei Centri di Accoglienza Straordinaria, nato per denunciare lo stato di abbandono, discriminazione, violazione dei diritti umani all’interno di quelli che sono definiti “centri di accoglienza”.  Anche quest’anno abbiamo monitorato oltre 70 CAS, documentando come le finte cooperative che li gestiscono speculano sui richiedenti asilo facendo profitto sulla pelle dei migranti.
Quello che abbiamo visto in questi mesi è crescere e strutturarsi un movimento che oltre a lottare per la propria vertenza, acquisisce e diffonde coscienza nelle comunità e nei centri di accoglienza, grazie al lavoro degli attivisti e solidali italiani ma soprattutto grazie ai tanti migranti che si sono resi protagonisti delle lotte, portavoce nelle assemblee e sono stati in prima fila nei momenti di piazza.
Un movimento unitario che ha intrapreso un ciclo di mobilitazioni iniziato il 17 Novembre 2017, con la grande Marcia degli esclusi, quando italiani e stranieri, disoccupati e studenti, soggetti sempre più frammentati fra di loro ma che vivono la stessa condizione e rivendicano gli stessi diritti, si sono messi insieme. Infatti è sull’elemento dell’unità e della tutela ed estensione dei diritti che abbiamo cercato di insistere in questo percorso.
Nei mesi successivi il movimento si è ampliato ed è accresciuto, organizzando in pochissimo tempo 5 pullman per la manifestazione nazionale “Fight-Right. Diritti senza frontiere” del 16 Dicembre a Roma e concretizzandosi nella manifestazione cittadina del 25 Aprile, quando a è Napoli stato costruito un corteo cittadino che ha visto in piazza tutte quelle componenti della nostra città che non hanno voce all’interno delle politiche dei governi nazionali e regionali.
Il 18 e il 19 maggio, mentre sulla piattaforma del Movimento 5 Stelle e nei gazebo della Lega si votava il “contratto di governo razzista” e antipopolare, 10mila migranti e rifugiati da tutta la Campania marciavano insieme a disoccupati e studenti per rivendicare diritti e dignità, un piano di regolarizzazione per chi da anni vive e viene sfruttato nelle campagne, l’allargamento dei criteri di accesso al REI (reddito di inclusione) che rimane ancora inaccessibile a moltissime famiglie italiane e straniere.
In altri termini, siamo di fronte alla nascita di un nuovo antirazzismo, che non vede nell’immigrato solo una vittima, non lo tratta in maniera assistenzialista, ma lo vede come appartenente a una classe di sfruttati in cui ci sono anche gli italiani, e intreccia la sua lotta specifica con quella dei diritti per tutti.

Quali sono state le vittorie pratiche di questo ciclo di lotte?

• Una prima, importantissima, vittoria che abbiamo ottenuto è il permesso modulare di 360 giorni per coloro che fanno richiesta di protezione internazionale per la prima volta. Fino alla nostra mobilitazione, infatti, il permesso di soggiorno era della durata di 6 mesi: cosa che rendeva molto difficile e incerta la vita dei migranti, che non avevano spesso modo di trovare una casa, un lavoro e finivano facilmente in condizione di clandestinità;

Incremento delle prime richieste telematiche per la richiesta di protezione internazionale;

• Ottimi risultati anche sulla questione richieste passaporti per il rinnovo o il rilascio del permesso di soggiorno per protezione umanitaria: questo era un altro paradosso burocratico che ha bloccato la vita di migliaia di persone.

• Ottimi risultati anche per quanto riguarda la richiesta del contratto d’affitto per il rinnovo del permesso: con le nuove misure sarà sufficiente la dichiarazione di ospitalità.

Abbiamo elencato questi punti in maniera un po’ schematica, ma qui vi consigliamo approfondire tutta la questione:
Osare sognare, osare l’impossibile! Sulle mobilitazioni di maggio e cosa abbiamo ottenuto

A molti possono sembrare “piccole” vittorie, che non cambiano il quadro complessivo. E invece si sbagliano: su queste vittorie si costruisce sicurezza di sé. Questi piccoli passi possono migliorare drasticamente la vita dei migranti, far loro vivere un periodo di maggiore stabilità e restituire loro il tempo sottratto dalle estenuanti file agli uffici della questura. Maggiore tempo significa maggiori possibilità di trovare un lavoro, coltivare gli affetti ed attivarsi e lottare con chi vive le medesime condizioni.


2. Camera Popolare del Lavoro

L’altro fronte su cui siamo stati molto attivi e che ha fatto parlare di noi in città è quello del lavoro. La questione del lavoro, la difesa dei diritti dei lavoratori, di tutti, anche di quelli precari, a nero, giovani, a partita IVA, è per noi fondamentale. Per questo abbiamo messo su la Camera Popolare del Lavoro, che offre uno sportello legale gratuito, partecipa a picchetti e lotte di lavoratori in città, cerca di sviluppare meccanismi di mutuo soccorso fra i lavoratori.
Negli ultimi mesi la Camera Popolare del lavoro si è occupata principalmente di portare avanti la campagna contro il lavoro nero, che era partita già dallo scorso anno con la scrittura del Manualetto di Autodifesa contro il Lavoro Nero: http://jesopazzo.org/index.php/camera-popolare-lavoro/189-manuale-autodifesa-lavoro-nero
Nell’ottobre 2017 è iniziata la vertenza contro Napoli Sotterranea: siamo partiti con 7 lavoratori che hanno mandato lettere di messa in mora. Nel corso della lotta si sono aggiunti altri lavoratori ed ex lavoratori di Napoli Sotterranea che hanno preso coraggio: ora sono 16 le persone a cercare giustizia. Il Presidente del sito archeologico, Albertini, consapevole del livello di violazione praticato sui lavoratori, ha subito cercato la conciliazione ma i lavoratori l'hanno rifiutata perché considerata insufficiente, per questo stiamo andando avanti con il processo e il 28 marzo sono stati depositati i ricorsi.
Si stanno iniziando già a vedere i primi risultati:

• gli attuali lavoratori siano stati contrattualizzati proprio il giorno dopo l'uscita della nostra video-inchiesta!

• le candele che mettevano in pericolo turisti e guide a tanti metri sotto terra sono state sostituite con dei lumini elettrici.

Ma la vittoria più importante di questi mesi è stata l’approvazione il 29 marzo nel Consiglio Comunale di Napoli di un regolamento che stabilisce - fra l'altro - la revoca della concessione per l'utilizzo del suolo pubblico agli esercizi commerciali che hanno lavoratori a nero e a grigio, cioè con contratti non rispettati.
Ora la campagna andrà avanti: stiamo lavorando alla firma di un protocollo di intesa tra l'Ispettorato del Lavoro ed il Comune per rendere fattivo il regolamento. Inoltre sarà necessario continuare a far vivere il problema in città, con altre iniziative di piazza e attraverso piano legale, con l'assistenza gratuita ai lavoratori all’interno del nostro sportello legale.

Vi consigliamo di approfondire tutto qui:
Abbiamo vinto una battaglia: ecco il regolamento contro il lavoro nero!
If the kids are united: la nostra battaglia contro il lavoro nero!
Controllo Popolare: l'Ispettorato su lavoro nero e Napoli Sotterranea


3. Rete di Solidarietà Popolare e Chiesa Occupata

Un altro fronte di intervento che abbiamo aperto appena entrati all’Ex OPG è quello della lotta alla povertà. La raccolta di abiti per i senza tetto, le cene sociali insieme o la preparazione e la distribuzione di pasti, l’interlocuzione con il Comune per produrre miglioramenti concreti nella vita di chi non ha più nulla, sono parte essenziale della nostra attività. L’Ex OPG vuole davvero essere una Casa del Popolo, senza distinzioni, e fare di Napoli una città solidale, che rifiuta le aberrazioni della Legge Minniti e tutti i provvedimenti istituzionali che criminalizzano i poveri e non la povertà. Anche per questo l’anno scorso, durante l’emergenza freddo, aprimmo le nostre porte per accogliere i senza tetto che rischiavano di morire per strada. Dopo quell’esperienza, che vide la partecipazione di decine di volontari, dicemmo pubblicamente che bisogna “passare dall'emergenza all'organizzazione!”.
Il mutualismo infatti serve a conoscersi e riconoscersi, la solidarietà può fare grandi cose, ma noi pretendiamo che le istituzioni facciano quello che devono fare per risolvere i problemi dalle persone. Per fare pressione sulle istituzioni abbiamo costituito, insieme ad associazioni e singoli delle più disperate provenienze, una Rete di Solidarietà Popolare, che negli ultimi mesi è stata molto attiva.   
Ed è arrivata, a febbraio, in piena emergenza freddo, ad occupare e liberare dall’abbandono di anni e dai rischi di speculazione la Chiesa di Sant’Antonio a Tarsia. Oggi all’interno degli spazi della Chiesa di Sant’Antonio a Tarsia stiamo creando un vero e proprio dormitorio autogestito dai senzatetto, una piccola comunità dove trovare riparo e calore umano che possa essere davvero motore per un reinserimento sociale e il raggiungimento dell’autonomia.
Persone che prima vivevano per strada, erano considerate al pari di rifiuti sociali, al massimo destinatari di misure di assistenza, oggi stanno riprendendo autonomia e indipendenza, stanno reiventando la loro vita. È una cosa bellissima vedere rinascere persone che hanno tanto da dare.
Ci sono inoltre diverse iniziative in cantiere per rilanciare le attività, le battaglie e l’allargamento della Rete di Solidarietà Popolare: è infatti in fase di avviamento lo sportello di orientamento sul REI, il reddito di inclusione a cui molti non sanno di poter partecipare o non sanno come fare, mentre da pochi giorni lo sportello per la residenza virtuale dell’Ex Opg è stato accreditato presso il Comune di Napoli per garantire in maniera più agevole il diritto alla residenza per i senza fissa dimora e continuare il Controllo Popolare sulle istituzioni.
In un momento delicato di povertà crescente, razzismo, rassegnazione ed egoismo sentirsi parte di una collettività e contribuire allo sviluppo di attività basate sulle idee di solidarietà, di condivisione e di giustizia è il primo passo per cambiare la società.

Per approfondire leggete qui:
Cronache dalla Chiesa di Sant’antonio a Tarsia, dall’emergenza freddo alla primavera.


4. Ambulatorio Popolare

Un’altra attività che negli ultimi mesi è cresciuta molto è quella dell’ambulatorio popolare, ormai un vero e proprio riferimento non solo nel quartiere di Materdei. Partiamo dalla “routine” settimanale: attualmente abbiamo attivi sportelli di medicina generale e specialistici (ascolto, pediatrico, ginecologico, cardiologia, nutrizione, ortopedia, pneumologia, ecografia, urologia, ematologia, chirurgia generale, gastroenterologia, dermatologia) tutti i giorni dal lunedì al giovedì. Abbiamo centinaia di accessi ogni settimana, parliamo di circa 2000 visite gratuite da ottobre. Ovviamente le visite sono affiancate a una continua informazione del paziente per l'accesso ai servizi, all’accompagnamento alle pratiche di esenzione dal ticket e alle anagrafi sanitarie e ai servizi laddove necessario per barriere linguistiche.
Il confronto con le numerose persone che vengono al nostro ambulatorio ci consente di fare una continua inchiesta dal basso sui disservizi e le difficoltà di accesso alla sanità pubblica, anche attraverso i questionari distribuiti durante le iniziative di prevenzione e la raccolta dei dati delle schede ambulatoriali. Se riusciamo a fare tutto questo è grazie a circa 40 volontari fra medici, studenti di medicina, infermieri, nutrizioniste e psicologhe. Oltre all’attività settimanale, abbiamo portato avanti progetti e affrontato specifiche vertenze durante questi ultimi mesi.

Qui di seguito una piccola sintesi:

Controllo Popolare sui consultori: in questi ultimi mesi abbiamo iniziato un'inchiesta coi lavoratori e le lavoratrici dei consultori. Lo scopo dell'inchiesta è capire che disservizi e che sprechi ci sono nelle strutture e incrociare i dati forniti dai lavoratori con quelli degli utenti (dati che raccogliamo in parte anche allo sportello ginecologico) in modo da poter redigere un’inchiesta più precisa e generale;

Giornate di informazione e sensibilizzazione alla prevenzione: organizziamo periodicamente (non solo all’interno dell’Ex Opg, ma anche in altri spazi della regione Campania) ecografie gratuite (tiroide, mammella e addome) e Pap test gratuiti, orientando ai servizi pubblici gratuiti e agli screening. Organizziamo anche gruppi di discussione su vaccini e prevenzione e corsi di autopalpazione del seno. Abbiamo in cantiere un'iniziativa specifica su infezioni sessualmente trasmissibili con uno sportello periodico di somministrazione dei test per HIV e HCV.

Collaborazione con il nostro sportello legale per migranti: orientiamo e supportiamo nell'acquisizione di libretti sanitari, anche tramite giornate di Controllo Popolare agli sportelli STP, in collaborazione con l’associazione di lavoratori e lavoratrici srilankesi “Ethera Api”.

Farmacia Popolare: è in crescita. In questi mesi abbiamo partecipato a 3 campagne internazionali di donazione di farmaci e la stiamo via via estendendo a presidi sanitari a pagamento e di uso transitorio (come stampelle, bilance pediatriche etc. ) facendo una sorta di sharing gratuito. Struttureremo ancora meglio questo progetto a Settembre

Sostegno lotte e vertenze cittadine contro la chiusura degli ospedali e in supporto e per i comitati di difesa della sanità pubblica (come nel caso dell’ospedale S.Gennaro, dell’ospedale Pellegrini e del sostegno delle lotte a Cava De’Tirreni, Roccadaspide e Agropoli).

Abbiamo scritto due opuscoli, uno sulla prevenzione e uno su IVG e contraccezione e stiamo lavorando a un terzo che dia consigli pratici per l’apertura di un ambulatorio popolare. Abbiamo infatti contatti frequenti con altri ambulatori popolari sparsi per tutto il Paese. Recentemente abbiamo collaborato con Gavino Maciocco, curatore del portale saluteinternazionale.info, con un contributo che è attualmente in pubblicazione per Carocci.

• Abbiamo organizzato il congresso nazionale di Medicina Democratica a Napoli all'ex-OPG;  e abbiamo partecipato al XV congresso nazionale della SIMM (Società Italiana di Medicina delle Migrazioni) attraverso la produzione di un poster dal titolo “Controllo popolare nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) come strumento di sensibilizzazione e risoluzione delle problematiche sanitarie dei migranti”.


5. Arte, cultura e sport

Crediamo che, a fianco delle lotte politiche e sociali, che servono a migliorare le nostre condizioni materiali, una Casa del Popolo debba occuparsi anche di benessere e di qualità della vita, di socializzazione, di creazione di momenti di incontro, di un immaginario, di un orizzonte complessivo. Per questo abbiamo cercato di dare sempre molta attenzione anche all’arte, alla cultura e allo sport.
Cominciamo dall’intervento sul mondo artistico e culturale, partendo dal Teatro Popolare. Il secondo laboratorio di produzione popolare “Memorie Urbane”, incentrato quest’anno sul tema dell’esclusione e della marginalità sociale, ha visto la partecipazione di più di 40 persone, con la realizzazione di uno spettacolo finale (scritto e pensato dagli stessi partecipanti del laboratorio e liberamente tratto da “L’Eccezione e la Regola” di Brecht) che ha visto in scena 24 persone di età, provenienza geografica, lingua e professione diverse.
Il cartellone della stagione teatrale 2017/2018 è stata composto da 12 spettacoli di compagnie e collettivi teatrali provenienti da tutta Italia e anche il bilancio a livello di pubblico è molto positivo, con una media di 50 spettatori a spettacolo, e picchi anche di 90-100. Si tratta di numeri significativi nel circuito dei teatri indipendenti a Napoli.
La tourneè di “Workers”, lo spettacolo che abbiamo scritto con l’aiuto degli scrittori Alberto Prunetti, Wu Ming 2 e Simona Baldanzi, e prodotto interamente dal Teatro Popolare, ha già al suo attivo 5 date realizzate tra la Campania e la Toscana, con numerose richieste di replica in tutta Italia. Nel circuito dei teatri indipendenti di Napoli, si parla di grossi numeri.
In generale in questi ultimi mesi abbiamo organizzato più di 20 iniziative musicali e culturali, comprendendo concerti di Jazz e Musica classica (coinvolgendo soprattutto ragazzi giovani provenienti dai conservatori e dalle scuole cittadine), la Mad Art Jamm (una jam di writing, musica Hip Hop e di Break Dance) che si terrà a giugno, proiezioni di film (come quella de “Il giovane Karl Marx”), presentazioni di libri di autori di stampo nazionale e internazionale (come nel caso delle presentazioni con Wu Ming 2 o con Paco Ignacio Taibo II) e incontri di dibattito e riflessione (come l’iniziativa in cui abbiamo ospitato Ilaria Cucchi).
Produrre arte e cultura, organizzare momenti di socialità e condivisione, vuol dire riprenderci la possibilità di parlare dei nostri bisogni, delle nostre lotte e delle nostre speranze combattendo la progressiva industrializzazione e privatizzazione che sta subendo il settore culturale e artistico nel nostro Paese.
Se guardiamo invece allo sport, vediamo che la palestra popolare "Carlos & Smith" quest'anno ha messo a disposizione nove diverse attività sportive e ludiche: Yoga, Tango, Danze Orientali, Breakdance, arrampicata sportiva, sala attrezzi, kung fu, kick boxing e boxe.
In totale sono circa 120 le sportive e gli sportivi che partecipano regolarmente ai vari allenamenti, un'altra cinquantina di persone invece si affacciano sporadicamente. Al centro dei nostri allenamenti mettiamo un messaggio di partecipazione e di sviluppo delle pratiche sportive al di là di barriere sociali ed economiche e di pregiudizi razzisti e sessisti che rendono inaccessibile il diritto alla pratica sportiva. Lo sport popolare è di tutti e per tutti. Sabato 12 maggio abbiamo organizzato un allenamento collettivo delle diverse attività sportive, a breve ripeteremo le iniziative dell’anno scorso nei parchi pubblici: vogliamo allenarci insieme per affermare la nostra visione dello sport popolare, ma anche semplicemente per un interesse ludico, per conoscerci e farci conoscere, per capire meglio le specifiche esigenze sportive e organizzative delle varie attività della nostra palestra popolare.


6. Potere al Popolo! e la lotta politica

Tutte queste attività sociali e culturali sono importantissime per radicare un’altra visione del mondo nei nostri quartieri e fra gli strati popolari della nostra città. Ma da sole non bastano, perché mentre noi ricomponiamo sul piano sociale le relazioni e gli individui, il potere politico ed economico interviene dall’alto per dividerci, metterci in competizione, licenziarci, toglierci diritti, tagliare i servizi pubblici…

Per questo la lotta politica è il centro delle nostre preoccupazioni, e crediamo che il nostro compito, oltre a reagire agli attacchi che ci vengono dall’alto, debba essere quello di costruire una nostra temporalità e una nostra programmazione, dotandoci, a livello nazionale e magari anche a livello internazionale, di uno strumento organizzativo che permetta di contrastare la miseria crescente, effettuare il controllo popolare sulle istituzioni, creare legami di solidarietà con i popoli e i territori diversi dal nostro, generalizzare le buone pratiche locali, mettere qualche nostro rappresentante nelle istituzioni per arrivare a far sentire voci che vengono ignorate etc.

È per questi motivi che il 18 novembre 2017 abbiamo deciso di lanciare Potere al Popolo!, perché nella politica attuale non ci sentiamo rappresentati da nessuno, perché c’è un grande pezzo di società che sta scivolando sempre più nella barbarie, perché siamo stanchi della frammentazione in cui ci troviamo noi che facciamo politica per passione, perché divisi non siamo niente... Crediamo che Potere al Popolo! sia stato in questi mesi un progetto meraviglioso, che ha riattivato entusiasmo, aperto assemblee ovunque, ridato parola ai più poveri, portato in conferenza stampa al Parlamento un pezzo di società vera, e negli studi televisivi, nelle piazze e sui giornali, i diritti del lavoro, la sanità gratuita, e l’istruzione pubblica, un progetto che è piombato con irriverenza nel triste e deprimente scenario politico italiano.

Certo, eravamo e siamo consapevoli delle difficoltà a cui andavamo incontro. Ma pensiamo di aver schivato parecchi pericoli. C’era chi diceva che partecipando alle elezioni ci saremmo snaturati, avremmo dovuto moderare i nostri contenuti per essere accettabili, e invece la campagna elettorale ha dimostrato che non siamo arretrati di un millimetro. C’era chi diceva che non avremmo avuto le forze per portare avanti contemporaneamente anche le attività sociali, e invece abbiamo aggregato ancora di più. C’era chi diceva che ci saremmo sciolti subito dopo le elezioni, e invece l’assemblea nazionale del 18 Marzo è stata qualcosa senza precedenti, con la partecipazione di più di 1500 persone da tutta Italia pronte a costruire per davvero il progetto. Per la prima volta dopo 12 anni, la lista che si è presentata alle elezioni non solo non si è sciolta, ma è continuata e cresciuta, e ha aperto uno spazio politico che non esisteva, e che ora si offre a incarnare la resistenza al futuro governo Lega-5 Stelle, che non potrà in nessun caso fare i nostri interessi.

Certo, siamo ancora piccoli, d’altronde i tre mesi che abbiamo avuto a disposizione dal 4 marzo sono stati pochi per far conoscere simbolo e candidati, per combattere l’assoluta difficoltà di accesso ai media main-stream, per confrontarci con avversari che dispongono di risorse che non ci possiamo nemmeno immaginare. Ma una strada è stata aperta e non intendiamo tornare indietro, anche perché – guardando le altre città e le province più sperdute – siamo contentissimi di vedere quello che Potere al Popolo! è diventato: una forza che ha raccolto oltre 373.000 consensi, che – mentre la sinistra ufficiale, che ha a disposizione ben altri mezzi, si scioglie come neve al sole – apre invece sedi sui territori, avvia attività mutualistiche, blocca sfratti, difende gli ultimi, e continua a crescere nei sondaggi!

Per quanto riguarda Napoli, Potere al Popolo! ha avuto un bel risultato elettorale (leggi qui: http://jesopazzo.org/index.php/blog/563-elezioni-potere-al-popolo-napoli) e dopo il 4 marzo è stato attivo in diverse lotte. Innanzitutto in quella contro il debito ingiusto, quello che lo Stato ha contratto nel lontano 1981 per il terremoto, e che ora è ricaduto sulle nostre spalle: siamo stati numerosi nella piazza del 14 aprile a denunciare questo abuso. Ma siamo stati anche attivi nelle mobilitazioni antifasciste, il 25 aprile, e nelle mobilitazioni per la difesa dei lavoratori, organizzando per la prima volta dopo anni il corteo del 1° maggio a Salerno e facendo un flash mob a Napoli. Ma tantissime sono le iniziative di Potere al Popolo! se guardiamo anche all’area flegrea, al vesuviano, all’area Nord, dove stanno nascendo sedi e case del popolo.

Siamo convinti che dall’assemblea del 26 e del 27 maggio verrà nuova spinta e altro entusiasmo per continuare, allargare e strutturare sempre meglio questo lavoro. A breve lanceremo la campagna di adesione, che permetterà di iscriversi a Potere al Popolo!, partecipare sia alle assemblee che a una piattaforma online su cui sarà possibile votare ed esprimersi, istituiremo un’assemblea metropolitana mensile, aperta a tutti i cittadini, e a fine settembre ci costituiremo a tutti gli effetti come un vero e proprio soggetto politico, innovativo e radicale.

Sappiamo che non sarà facile, nella rassegnazione e nella miseria dell’esistente, trovare le energie, le risorse, per costruire un’organizzazione del genere. Sappiamo che troveremo molte resistenze da parte dei nostri nemici, che mal vedono la nascita di una nuova forza organizzata, perché impedisce che facciano i loro sporchi interessi. Sappiamo anche che molti compagni di strada saranno preoccupati, perché quest’evento nuovo sfida le identità, i rituali stanchi, sfida gli opportunisti e i settari, sfida tutti quelli che preferiscono rimanere dove sono…

Ma la nostra generazione non ha alternative all’andare avanti. Non possiamo farci tagliare le ali dagli errori del passato, non è giusto che ricadano su di noi. Abbiamo il diritto di sperimentare qualcosa di diverso, che sia utile, che sia la nostra storia.
Anche per questo chiediamo a tutti di sostenere questo progetto, di partecipare, di condividere tutto il buono che c’è in Italia oggi. Sembra paradossale dirlo in questo momento, ma ci aspettano anni felici. Perché la felicità è innanzitutto la fine della solitudine, il sentimento di avere dietro una comunità. E noi l’abbiamo.

Ci vediamo il 26 e 27, Potere al popolo!

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