Ci sono venute le lacrime agli occhi. Poi ci è venuto di dire questo. Che noi amiamo la vita. Davvero tanto. Ci piace stare insieme, ridere, mangiare, fare l'amore, studiare, correre. I momenti appena svegli, sotto le coperte. Le mattine con il sole in faccia. Abbracciare la nonna. Quando scende la sera sul mare.

Se qualche volta siamo depressi è proprio perché sappiamo quanto la vita può essere bella e sentiamo che ci stiamo perdendo qualcosa. Siamo depressi perché non ci piace QUESTA vita, ma la vita che potremmo avere, quella la amiamo. La amiamo così tanto da volerla difendere ogni giorno dalla sofferenza. La sofferenza che ci dà un lavoro di merda. Quella che ci impone la violenza di altri uomini. Quella di doverci stare zitti davanti a un camorrista o di morire di fame se nasciamo nella famiglia o nella nazione sbagliata. Lottiamo e facciamo politica perché amiamo la vita, e pensiamo che tutto questo carico di sofferenza inutile potrebbe diminuire in una società più giusta e libera, se potessimo avere tutti una casa, un'istruzione, una sanità decente, un'educazione al bello. se non ci fosse qualcuno che ci comanda a bacchetta, se non fossimo buttati ogni giorno in una guerra di tutti contro tutti che ci dà solo ansia e rabbia.

Proprio perché amiamo tanto la vita, capiamo la scelta di Fabo. Capiamo la sua battaglia, la sentiamo nostra.

Pensateci un attimo: stare in un letto per anni, gambe, braccia, tutti paralizzati. non poter quasi respirare. parlare a stento. essere ciechi. CIECHI. Non poter leggere, vedere un film, scrivere. dipendere in tutto e per tutto dagli altri. Essere il simulacro, la statua di cera di quello che eri. Avere la faccia stravolta in una smorfia perenne. Costringere le persone che più hai amato a starti vicino, a piangere di nascosto. Piangere anche tu, tutti i giorni, fino a non avere più le lacrime. cacarti addosso. farti pulire, vergognarti. sentirti solo un pezzo di carne, sentire che quella vita che tanto hai amato si è ridotta a un ammasso inerte e a un pozzo di dolore.

Non capiamo perché, a una persona in queste condizioni, e che nel pieno delle sua facoltà mentali decide che per lei è troppo, non dobbiamo lasciarle la possibilità di andare. Perché inchiodarla ad altri anni di sofferenza? Come possiamo decidere noi per lei, noi che vediamo, camminiamo, ridiamo, facciamo l'amore? Perché c'è gente così fanatica che in nome della sua religione ci impone le sue scelte? Ci rendiamo conto che in Italia lo Stato non permette l'eutanasia perché paga pegno al potere economico e politico della Chiesa, a qualcuno che - interpretando a suo modo insegnamenti di duemila anni fa - si ostina a dire cosa è giusto per te, a trattarti come un bambino, a governare la tua vita come se non ti appartenesse?

Proprio perché amiamo la vita, proprio perché pensiamo che debba essere degna di essere vissuta, proprio perché non osiamo imporre ad altri il nostro credo, proprio perché pensiamo che le persone non siano stupide, anzi che spesso la sofferenza le renda sensibili e profonde, ci sentiamo vicini a Fabo, alla sua famiglia, alla sua battaglia. L'eutanasia è davvero una questione di civiltà.

Calendario

January 2018
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

La campagna per una lista popolare alle prossime elezioni politiche nazionali.

#accettolasfida

Abbiamo messo per iscritto le idee che stanno alla base del nostro progetto, e tutti i modi in cui si può dare una mano.

Come partecipare

Ecco la nostra dichiarazione di intenti, il nostro programma

Cosa crediamo, cosa vogliamo

Come si finanzia una struttura grande e piena di attività come l’Ex OPG?

Come si finanzia l'Ex OPG

Verità e Gustizia per Ibrahim Manneh. Vittima di razzismo e malasanità

Verità e giustizia per Ibra!

Seguici su facebook

Seguici su twitter

CookiesAccept

NOTE! This site uses cookies and similar technologies.

If you not change browser settings, you agree to it. Learn more

I understand