Nella chiusura dello scorso documento, all’interno del quale tiravamo un po’ le somme dell’esperienza di accoglienza con i senza fissa dimora, promettevamo di aggiornare presto sulla battaglia per il diritto alla residenza.

Una delle rivendicazioni politiche che stiamo portando avanti in città da giugno quando la inserimmo nel programma post-elettorale, un diritto che permetterebbe a molti, italiani e stranieri, di iniziare un percorso di reinserimento, di autodeterminazione e di integrazione in una società governata da leggi assurde ed ingiuste che troppo spesso antepongono vincoli ed altri interessi proprio a quei diritti ritenuti fondamentali ed imprescindibili per ogni essere umano!

Una premessa. La semplice iscrizione anagrafica delle persone residenti nel territorio comunale, come scrivevamo in precedenza, è un requisito essenziale per poter esercitare i propri diritti fondamentali: dalla possibilità di ricevere le cure di un medico di base attraverso le ASL all’accesso alle misure di welfare attraverso sussidi e agevolazioni, passando per l’esercizio dei propri diritti politici. Tali diritti in un paese civile dovrebbero essere scontati, eppure non lo sono nell’Italia del 2017! Non lo sono perché le politiche attuate dagli ultimi governi, sia di centrodestra che di centrosinistra, hanno attaccato in maniera ingiusta, subdola e paradossale persino le basi della giustizia e dell’uguaglianza sociale. Un attacco diretto nei confronti di centinaia di migliaia di persone che vivono in questo paese in condizioni di difficoltà economica e sociale.

Dopo diversi incontri con l’amministrazione ed in particolare con l’Assessorato al Welfare e alle Politiche dell’Immigrazione, l’altro giorno abbiamo incontrato il direttore dell’Ufficio Anagrafe per fare un punto della situazione sulla vertenza per il diritto alla residenza dei senza fissa dimora e degli immigrati.


IL DIRITTO ALLA RESIDENZA PER I SENZA FISSA DIMORA

Per quanto riguarda il primo punto il direttore ci ha garantito che si sta impegnando, insieme agli altri organi istituzionali preposti, nella stesura di un documento entro febbraio che vada finalmente a chiarire la procedura ed i ruoli riguardanti l’iscrizione anagrafica per i senza fissa dimora attraverso l’approfondimento della delibera n.1049 del 30/12/2014. Delibera che aveva abilmente aggirato le misure restrittive in materia dell’assurdo pacchetto sicurezza ma che non aveva definito in maniera chiara, precisa e condivisa la procedura ed i ruoli dei vari organi del settore. Un provvedimento inoltre, che dovrebbe venire incontro alle esigenze ed ai diritti anche degli occupanti superando le restrizioni generate sulla residenza dal Piano Casa del Governo Renzi.


TRA RESIDENZA E PERMESSO DI SOGGIORNO. PER GLI IMMIGRATI E’ UN LABIRINTO SENZA VIA D’USCITA!

Per gli immigrati, in particolare per i rifugiati e per i richiedenti asilo, si registra una importantissima novità. Fino ad oggi infatti abbiamo riscontrato, attraverso decine di segnalazioni pervenute allo sportello immigrati, numerose problematiche relative alla regolarizzazione dei documenti. In particolare la Questura di Napoli per rinnovare o avviare la richiesta di permesso di soggiorno sta richiedendo sempre più spesso la residenza, l’iscrizione anagrafica o addirittura il passaporto! Delle richieste illegittime, degli abusi a danno di chi spesso non conosce ancora bene la lingua e le leggi italiane, che da un lato generano un’assurda confusione e dall’altro bloccano di fatto i permessi che quando poi vengono rilasciati, spesso sono già scaduti o in prossimità di scadere, dovendo essere rinnovati in una grande maggioranza di casi ogni 6 mesi! E pensare che l’Italia in passato già ha subito diversi ammonimenti in materia, nel 2012 per esempio il Commissario per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa dopo una sua visita sottolineava che “alcuni enti locali impongono requisiti irragionevoli, se non addirittura delle restrizioni per l’iscrizione anagrafica e la residenza, che sono fondamentali per accedere a molti programmi di assistenza sociale”.
Anche in questo caso, a seguito dei vari incontri ed in particolare dopo quest’ultimo, è stato segnalato il problema alla Questura che non dovrebbe più commettere d’ora in poi questo piccolo “errore” in attesa di un tavolo più complessivo sul tema dei diritti degli immigrati tra Prefettura, Comune e Questura.


FINALMENTE DELLE BUONE NOTIZIE, MA IL CONTROLLO POPOLARE CONTINUA!

Davanti al preoccupante aumento di episodi di razzismo e di violenza fomentati da diversi giornali, programmi televisivi e dai vari Trump e Salvini di turno non possiamo stare a guardare. Siamo convinti che le dichiarazioni del Ministro dell’Interno Minniti sull’apertura di nuovi CIE e la caccia ai nigeriani messa in atto dalla Polizia a livello nazionale vadano esattamente in questa direzione!
Inutile dire che per gli stranieri in Italia la regolarità del soggiorno e la successiva residenza, tra l’altro garantita per legge, risultano essere parte di un tassello fondamentale ed indispensabile del processo di integrazione sociale contro la guerra tra poveri, contro la malavita legata al business dell’accoglienza e delle residenze e contro la piaga del lavoro nero. Così come per i senza fissa dimora l’accesso alle cure mediche di base e ai sussidi sociali rappresenta il punto di partenza di un percorso di recupero, di reinserimento sociale per l’indipendenza e l’autodeterminazione attraverso delle politiche sociali all’altezza di questi problemi complessi. Per questo, per fare un altro piccolo passo in avanti, abbiamo anche inoltrato al Comune la richiesta di accreditamento a titolo gratuito e volontario per seguire da vicino le pratiche dell’iscrizione anagrafica dei senza fissa dimora.

All’odio, alla paura, all’intolleranza bisogna rispondere con la solidarietà, i diritti e l’uguaglianza!
Potere al Popolo!

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