300 volte grazie! In queste ore abbiamo chiuso la nostra prima campagna di crowdfounding e abbiamo raccolto, grazie al contributo di più di 300 donatori, quasi 10.000 euro. Ma come funziona, nel suo complesso, il finanziamento di una struttura grande (e mooolto malandata!) e piena di attività come l’ex-opg “Je so’ pazzo”?

Proviamo a rispondere brevemente a questa domanda che in molti, spesso in perfetta buona fede, qualche volta con un po’ di malizia e diffidenza ci hanno posto. L’ex-opg “Je so’ pazzo” non ha MAI avuto in NESSUNA forma finanziamenti da istituzioni pubbliche o private. Siamo e vogliamo essere liberi e indipendenti: sappiamo che solo non avendo vincoli economici di alcun genere possiamo esserlo fino in fondo.

Se in questi due anni abbiamo potuto offrire a titolo totalmente gratuito alla nostra città sportelli medici, legali, più di venti attività sportive, laboratori artistici, musicali, teatrali, ma anche e soprattutto organizzare campagne politiche come quella del No al referendum costituzionale, il controllo popolare sull’accoglienza migranti o le iniziative di solidarietà per il terremoto in centro Italia, è stato grazie a 3 fattori:
- Al contributo volontario di medici, avvocati, insegnanti, di tutti gli attivisti che quotidianamente contribuiscono ad ogni livello a questo progetto (dai turni di pulizia, agli attacchinaggi, ai lavori di ristrutturazione e manutenzione, oltre ovviamente al lavoro politico) senza avere nulla in cambio;
- All’autofinanziamento fatto grazie alle cene sociali, alle serate musicali (organizzate sempre nel massimo rispetto del quartiere dove ci troviamo: niente infrasettimanali, volumi o orari che possano dare fastidio) che, ad eccezione di quelle organizzate per raccogliere fondi per una specifica causa (ad esempio per le spese legali dei no TAV o di Genova 2001), sono sempre a sottoscrizione libera;
- Ai contributi di chi ha partecipato a questa raccolta fondi, di chi viene a trovarci e compra una maglietta, lascia qualche euro per sostenerci, oppure ci dona anche materiali edili, mobili, attrezzature. Abbiamo provato, nel nostro piccolo, a rispondere ai bisogni della collettività e del nostro territorio e in tanti ci hanno restituito molto più di quanto hanno “preso”: ci hanno ripagato con fiducia e aiuto, con una generosità e un supporto che fino a qualche tempo fa non riuscivamo nemmeno ad immaginare.

Questo terzo aspetto è per noi il più importante perché il nostro impegno, dedizione e passione senza la partecipazione di chi ci circonda non basterebbero a portare avanti un progetto così impegnativo dal punto di vista organizzativo, ma anche e soprattutto economico. vi facciamo un piccolo esempio per rendere bene l’idea della portata di questa partecipazione: sono dieci giorni che, vista “l’emergenza freddo”, abbiamo deciso di ospitare da noi 17 senzatetto, abbiamo dato loro un pasto serale completo e fornito letti, coperte, abiti caldi, prodotti per l’igiene personale spendendo, ad oggi, solo poche centinaia di euro. Come è stato possibile spendere così poco? Con il metodo che abbiamo provato ad applicare in ogni ambito: sostegno reciproco e offerte volontarie (in questo caso letteralmente mezza Napoli – la signora del palazzo di fronte, il negoziante, piccole associazioni – ci ha regalato coperte, indumenti, ha cucinato e ci ha portato i pasti, ha fatto le pulizie e i turni di notte con noi), ma soprattutto niente sprechi.

Questo sistema di mutuo soccorso e ottimizzazione delle risorse (umane ed economiche) che serve a far andare avanti la “piccola città” che è l’ex-opg è per noi una sperimentazione di quel mutualismo e di quell’autogoverno che speriamo di poter diffondere molto oltre le mura della nostra struttura. Non è sempre facile, ma, come dimostrano tante esperienze in Italia e nel mondo nate prima di noi e alle quali cerchiamo di ispirarci (in Kurdistan, o nei quartieri “rossi” della Grecia e della Spagna) spendere bene i soldi e controllarne le inutili dispersioni (come proviamo a fare con il “controllo popolare” sulla spesa pubblica), incentivare e organizzare la solidarietà e mettere in comune le competenze e le conoscenze può fare veramente la differenza.

Le compagne e i compagni dell’Ex OPG “Je so’ pazzo”

Calendario

Verità e Gustizia per Ibrahim Manneh. Vittima di razzismo e malasanità

Verità e giustizia per Ibra!

Abbiamo messo per iscritto le idee che stanno alla base del nostro progetto, e tutti i modi in cui si può dare una mano.

Come partecipare

Ecco la nostra dichiarazione di intenti, il nostro programma

Cosa crediamo, cosa vogliamo

Come funziona il finanziamento di una struttura grande e piena di attività come l’Ex OPG “Je so’ pazzo”?

Come si finanzia l'Ex OPG

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