Cari tutti,
vi scriviamo queste righe per fare un po’ il punto della situazione su questo densissimo inizio di stagione, per tenervi tutti aggiornati – di modo che se vi va di partecipare potete inserirvi facilmente – e per restituirvi un quadro generale, che è sempre utile per capire dove stiamo andando e soprattutto dove vogliamo andare…

Per questo abbiamo pensato di scrivervi una lettera, come si faceva una volta. Un po’ per raccontare, un po’ per spiegare innanzitutto a noi stessi i nostri sentimenti e idee. Ovviamente, come accade con le lettere, ci aspettiamo una risposta, sennò ci offendiamo!

Ma veniamo subito al racconto di questo primo mese di attività dopo la pausa estiva, per poi dirvi che abbiamo pensato di fare da inizio ottobre in poi.

Dicevamo, un primo mese pienissimo. Siamo infatti partiti subito dopo ferragosto con i tanti lavori per mettere a posto l’Ex OPG in vista di un nuovo anno di attività. Abbiamo quindi: ripittato l’ingresso, aperto un nuovo grande spazio esterno (il garage dove si sono tenuti i concerti), rifatto il primo chiostro, fatto tanti piccoli lavoretti di manutenzione, riparato il tetto! E stiamo continuando rifacendo il campetto di calcio (anche se rimettere l’erba sintetica al momento costa troppo)...
Queste cose, che possono apparire “tecniche” e trascurabili, per noi sono in realtà molto importanti. Non solo perché l’Ex OPG vuole essere una Casa del Popolo, e come ogni casa finisce per parlare delle persone che ci sono dentro, se sono sciatte o sistemate etc, non solo perché ci teniamo ad accogliere al meglio le persone che vengono qui, ma perché vogliamo dimostrare che – contro la narrazione dei potenti – il popolo, e soprattutto il tanto disprezzato popolo napoletano, sa avere cura del suo territorio, lo sa trattare meglio di come fa lo Stato, sa (spendendo pochissimi soldi), creare delle strutture funzionali ai nostri bisogni.
Noi vogliamo dimostrare nei fatti che una gestione socialista della città non solo è possibile, ma è già praticabile, ed è di gran lunga preferibile alla gestione capitalista della città, basata su A) esclusione delle fasce povere da certi beni; B) iper-sfruttamento dei lavoratori che costruiscono quei beni; C) speculazione con conseguente abbandono e degrado. A, B e C, sono le cose che tutti conosciamo e abbiamo visto all’opera in questi decenni. Mentre la gestione “socialista” è qualcosa di innovativo, e che – anche se molti non la chiamano ancora così – sta già da ora facendo rinascere alcune zone…  

Ma il nostro anno è partito presto anche a causa del terremoto. Appena – era il 24 agosto – abbiamo saputo del terribile evento, abbiamo pensato come tanti che dovevamo renderci utili. E qui è accaduto qualcosa che ci ha davvero stupito. Non abbiamo avuto modo di scriverlo, perché eravamo impegnati con la raccolta dei materiali e la consegna, ma quello che abbiamo visto ci ha fatto riflettere molto.
Innanzitutto, il terremoto ha mostrato un incredibile sentimento di solidarietà fra gli abitanti di questo paese (e diciamo apposta “abitanti” e non “italiani”, perché anche gli immigrati hanno partecipato attivamente a questo moto). Questo è un dato assai positivo, che dimostra che esiste ancora tanta umanità, che è la base su cui erigere un progetto politico totalmente differente da quelli che esistono già.
In secondo luogo, le persone hanno maturato un certo scetticismo verso le istituzioni come la Protezione Civile, le varie “associazioni” etc – e non sorprende, visti i tanti scandali degli anni scorsi. Quindi preferivano addirittura dare i soldi a noi, o auto-organizzarsi, anche rimettendoci più tempo e denaro, che “affidarsi” ciecamente a qualcuno di “superiore”… Questo è un segnale importantissimo, che dimostra l’attualità di quello che noi chiamiamo “potere popolare”: la voglia delle persone che la loro volontà venga rispettata, che i problemi vengano davvero risolti.
E infatti i nostri aiuti, grazie allo slancio del popolo napoletano e all’incredibile lavoro sul posto delle Brigate di Solidarietà Attiva, sono arrivati ben prima dei canali “istituzionali”, che devono sprecare, mangiare, e non si preoccupano davvero delle persone da soccorrere. 

Poi c’è stato il festival. Su quello scriveremo un bilancio a parte, allegando i report dei tavoli di lavoro e facendo tutti partecipi di quello che si è detto. Perché tre giorni così densi è impossibili riassumerli in poche righe. Basti qualche numero: in tre giorni 2 concerti, 1 proiezione, 1 spettacolo teatrale, 4 tavoli di lavoro, 3 assemblee plenarie, 1 presidio sotto la prefettura per l’arresto del nostro relatore Alp, 2 cene e 1 pranzo sociale. Circa 130 i compagni venuti da fuori Napoli, provenienti da 30 diverse città. 1400 persone che sono venute all’Ex OPG venerdì, e 1900 il sabato (lo possiamo sapere perché per motivi di sicurezza monitoravamo gli ingressi). Insomma, un momento davvero bellissimo, di unità, entusiasmo e condivisione, con una partecipazione sentita delle persone del quartiere. Un momento che ha arricchito Napoli, mostrando a molti forestieri la bellezza e la cultura, ma anche allineato il nostro lavoro politico con la riscossa che si sta tentando in Europa e nel mondo. Qualcosa sta nascendo, sta a noi crederci e dargli forza (qui una galleria fotografica della 3 giorni).



E veniamo alle ultime due settimane di “movimento”. In queste settimane abbiamo infatti deciso di dare seguito alle tante cose dette durante il festival. In particolar modo alla questione dell’unità, che per noi è importantissima, e non si fa solo a chiacchiere, ma sostenendo concretamente tutte le lotte che ci sono e facendole convergere verso un punto comune.
Così, giusto per fare un elenco approssimativo, in questi giorni siamo scesi in strada insieme a molti altri per contestare Renzi a Napoli (12 settembre), per tenere aperto l’ospedale San Gennaro alla Sanità (15 settembre), per impedire che venga fatta una discarica a Chiaiano (16 settembre), per protestare contro la morte di Abd Elsalam, un operaio ucciso a Piacenza perché aveva osato protestare (15 e 16 settembre), e ancora muovendoci in solidarietà di Mimmo Mignano e degli altri licenziati FIAT (19 e 20 settembre), e scenderemo ancora in piazza a Roma con i cittadini di Bagnoli il 23, e in difesa del popolo curdo sabato 24…

Tanti appuntamenti anche molti diversi, ma tutti importanti, per cercare di difendere i nostri territori, sostenere i lavoratori e le classi popolari, collegarci a livello internazionale. D’altronde è per questo che nasce l’Ex OPG. E continueremo questa marcia di solidarietà il 1° ottobre, con un grande concerto con i 99 Posse per raccogliere i fondi per i condannati del G8 di Genova. E il 7 ottobre, quando i nostri studenti del S.A.C.  saranno in piazza insieme a tanti studenti in tutta Italia, per far sentire la voce di un paese diverso, che lotta e non si arrende.

Però, al di là di tutte queste scadenze, ci sono tre cose su cui ci vorremmo concentrare, da inizio ottobre a Natale. Sono tre cose che sentiamo molte “nostre”, ma sulle quali pensiamo sia necessaria la partecipazione di tutti. Sennò, con tutte le nostre buone intenzioni, non ce la facciamo. 

1. Attività sociali e Casa del Popolo. L’anno scorso decine di attività sociali (palestra, doposcuola, asilo, teatro, ambulatorio, corsi di lingua, di ballo e di qualsiasi cosa), hanno riempito l’Ex OPG. Era bellissimo vedere ogni giorno della settimana il posto aperto dalle 15 alle 22, con tanti eventi tutti gratuiti, grazie alla passione di istruttori volontari, tutti orientati a crescere insieme, a sviluppare mutualismo e solidarietà. Quest’anno vogliamo ripetere le attività dell’anno scorso e far partire progetti nuovi, sistemando altri spazi ancora abbandonati. Per farlo, però, abbiamo bisogno delle vostre competenze e delle vostre disponibilità… Primo appuntamento giovedì 22 settembre per fare il punto con le attività che già ci sono e partiranno da ottobre, e per accogliere nuove proposte e volontari!
 
2. Programma post-elettorale. Per noi l’attività sul territorio è fondamentale. Trasformare questa città, migliorare la qualità della vita di chi ci abita è fondamentale. Far sì che le istituzioni rispettino la volontà del popolo è fondamentale. Per questo motivo a giugno abbiamo scritto insieme a tanti cittadini il programma post-elettorale. Piccole cose che si possono fare subito, con zero euro ma con tanta buona volontà. Abbiamo detto che non bastava eleggere un’amministrazione più sensibile di altre ai problemi dei cittadini. Abbiamo detto che i protagonisti – grazie alle pratiche di “controllo popolare” – dovevamo essere noi. Ora si tratta di dimostrarlo. Per questo ci dobbiamo attivare, per far sì che l’amministrazione De Magistris trasformi davvero questa città, accogliendo, realizzando, le istanze che i cittadini riscontrano nella loro vita quotidiana. A breve lanceremo le prime iniziative di mobilitazione e controllo popolare, tenetevi pronti!

3. Battaglia sul referendum. Tutto quello che vogliamo fare diventa però più difficile se passa il referendum di Renzi. Tutte le lotte sociali, tutte le forme di rappresentanza dal basso, tutti i nostri diritti, vengono compressi se la Costituzione viene riscritta. Inoltre l’arroganza di questo Governo e l’attacco che sta portando alle classi popolari sarebbe ancora più forte. Dobbiamo quindi innanzitutto vincere questo referendum. Su questo ci impegneremo con ogni mezzo necessario. Abbiamo già parlato di una grande campagna popolare. A breve faremo circolare opuscoli e materiali. Andremo in giro a mobilitare ogni persona che da tutta questa situazione ha solo da perdere. Perché dire NO è l’occasione per cambiare, per costruire un’alternativa a livello nazionale. Vi invitiamo a contattarci per sapere come partecipare!

In conclusione, avrete capito che questi saranno mesi tosti. Porteremo avanti senza sosta questi tre assi di lavoro. Ci sarà tanto da faticare, ci saranno sicuro tanti attacchi, ci sarà nervosismo dal lato del Potere.
E però sarà un anno anche esaltante. In ogni attività sociale che nascerà, in ogni stanza che verrà ristrutturata e sistemata, in ogni piccolo obbiettivo realizzato nel quartiere, fosse anche la discesina per i disabili, in ogni scheda che urlerà forte il NO del popolo al Governo Renzi e alle sue politiche, proveremo a cogliere i germi di una nuova umanità…
E questo potere popolare, ve lo assicuriamo, non è un’utopia, è qualcosa di incredibilmente concreto, è il destino verso cui marcia da sempre la storia dell’umanità. 

Insomma, qui la battaglia è appena iniziata. Speriamo di vedervi al nostro fianco, perché lottando la vita è davvero più bella. Da soli non siamo niente, uniti siamo tutto…

Le compagne e i compagni dell’Ex OPG “Je so’ pazzo”

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