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Perchè un programma post-elettorale?

Quello che vi sottoponiamo di seguito è molto più che una semplice dichiarazione d'intenti. Sorridendo, ne abbiamo parlato come della nostra agenda di governo, come i primi cento giorni del controllo popolare. Non scherzavamo del tutto.
Ci hanno insegnato che operazioni del genere spettano alla politica dei partiti e dei governi, a quella che si vorrebbe seria e affidabile. Di solito i programmi li fanno loro, i grandi leader, i segretari delle organizzazioni politiche e il loro personale specializzato. 
Ci hanno abituato all'idea che la gestione della collettività non può prescindere dalle mediazioni con i grossi interessi economici, le cordate di potere politico e le fette di criminalità organizzata di cui quella politica credibile si fa portavoce, agevolandoli e rendendoli intoccabili, inarrivabili e a volte quasi invisibili.

Così, anche se in quei programmi è di noi che si parla – del lavoro e della disoccupazione, della scuola, della sanità, dei fondi pubblici, del sistema di tassazione, dell'economia finanziaria, della nostra costituzione – finisce che noi continuiamo a restarne fuori, a subirli, a sentirci frustrati e impotenti, profondamente soli.
Il nostro programma, invece, non lo scriviamo noi e nemmeno i politici di professione. Viene fuori dall'esperienza di autogestione attuata sul territorio in cui agiamo, dalla sperimentazione pratica di attività sociali e culturali la cui domanda è forte e restava perennemente sottaciuta, dal vivo delle esigenze portateci agli occhi e alle orecchie dalle diverse componenti popolari che abbiamo incrociato nell'ultimo intenso anno di attività politica.
Il nostro programma non si limita a una scadenza elettorale, guarda e si sviluppa quotidianamente intorno alle piccole e grandi problematiche che il popolo affronta per sopravvivere, per questo è aperto a sollecitazioni e suggerimenti che chiunque vorrà darci e sarà costantemente sottoposto a una verifica collettiva.
La nostra agenda, piccola e insufficiente, affonda in un presente di disoccupazione, conflitti, disgregazione sociale, ma ha in sé i germi di qualcosa di radicalmente diverso, la prospettiva del potere popolare.
Attraverso lo strumento del controllo popolare vogliamo che il popolo prenda fiducia in sé e si organizzi perchè la sua volontà venga rispettata. Crediamo fortemente nell'attivazione di ampie fasce della popolazione che imparino a conoscere i meccanismi decisionali, a vigilare sul loro svolgimento, a imporre alle istituzioni le loro priorità e le loro soluzioni pratiche. In questo si può caratterizzare e rafforzare la sperimentazione di nuove forme di partecipazione e modelli organizzativi che diano protagonismo diretto al popolo, che gli aprano la possibilità di decidere e incidere sulla vita pubblica, che incrementino la conoscenza dei bisogni reali dei territori, attraverso una pratica politica che non smette mai di tornare su se stessa e farsi più efficace davanti a circostanze che si presentano ogni volta diverse.
Crediamo nella possibilità di sviluppare la democrazia fino in fondo, e di metterla alla prova della pratica per poterla concretamente realizzare.
Non scherzavamo del tutto perchè siamo certi che in seno al popolo vi sono capacità di governo, competenze, energie, con una forza dirompente, che nessun opinionista televisivo e nessun capo di stato possiede. Tocca solo a noi dimostrarlo.


I. Lavoro | II. Migranti | III. Salute e vivibilità | IV. Povertà e territori | V. Cultura e sport | VI. Istruzione


I. Per i diritti e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori

Attraverso il funzionamento degli sportelli di supporto legale e mutuo soccorso che abbiamo attivato con la Camera del Lavoro, siamo venuti a contatto con centinaia di lavoratori di ogni età e provenienza sociale. Più di ogni altro settore sociale, i lavoratori soffrono l’acuirsi della crisi economica, hanno visto progressivamente peggiorare le proprie condizioni contrattuali, sono costretti a lavorare senza alcuna garanzia laddove dilagano lavoro nero e disoccupazione, o a emigrare forzatamente portando via forze e intelligenze preziose per lo sviluppo di Napoli.


• Vogliamo un controllo sul lavoro nero in città, per smascherarlo e vincerlo!

COME FARLO?
È necessario che il Comune stipuli un accordo con la Direzione Territoriale del Lavoro e l'INPS per la collaborazione ispettiva, la condivisione di banche dati e il monitoraggio periodico delle irregolarità verificate.
Vogliamo che il Comune revochi le concessioni e le licenze di propria competenza ai datori di lavoro che si saranno resi responsabili delle irregolarità oggetto di questi controlli, e inviti tutti gli altri Enti sovracomunali a fare lo stesso, e perché siano esclusi da futuri rinnovi o affidamenti di concessioni e di licenze di propria competenza i datori di lavoro che, a seguito di questi controlli, abbiano violato contratti, versamenti contributivi e fiscali, norme di sicurezza, diritti dei lavoratori


• Vogliamo un Comune di Napoli voucher free!

COME FARLO?
Esiste la possibilità di escludere categoricamente il voucher come forma di pagamento delle prestazioni di lavoro per tutti i servizi del Comune, diretti o esternalizzati, per i servizi socio assistenziali finanziati dai fondi PAC. Inoltre, l'amministrazione deve rifiutare il sistema di accreditamento delle cooperative di servizi socio assistenziali e impegnarsi a promuovere l'affidamento degli stessi servizi a mezzo gara.

 

II. Per una gestione umana e trasparente dell’accoglienza di tutti i migranti

Il moltiplicarsi delle guerre appena fuori i confini dell’Europa renderà Napoli una tappa centrale per il cammino di migliaia di migranti in fuga da persecuzioni politiche, miseria e conflitti militari. Gli uomini e le donne in viaggio per preservare la propria esistenza, seppure riescono ad oltrepassare blocchi e filo spinato a guardia de confini europei, si scontrano con una burocrazia non commisurata alle loro esigenze o con un circuito dell’accoglienza inadeguato, la cui gestione - poco limpida e talvolta legata a dinamiche della criminalità – rappresenta per qualcuno un’importante fonte di lucro. Noi invece vogliamo una città che pratichi la solidarietà e l’antirazzismo, senza lasciare nessuno solo.


• Vogliamo un controllo popolare sui Centri d’Accoglienza Straordinaria

COME FARLO?
Promuoviamo la creazione di comitati civici cittadini che periodicamente possano effettuare delle ispezioni all’interno dei Centri d’Accoglienza Straordinaria situati nel territorio metropolitano di Napoli. Attraverso queste visite, i cittadini possono venire a contatto con la componente migrante ospitata nei CAS, raccogliere segnalazioni di eventuali malfunzionamenti o denunce di maltrattamenti, controllare se effettivamente vengono garantiti i diritti elementari dei migranti: un’assistenza sanitaria e un’assistenza legale efficiente, adeguati mediatori culturali, l’erogazione del pocket money, il rispetto di condizioni igienico-sanitarie consone. Questa sperimentazione permetterà alla cittadinanza di costruire una mappatura dettagliata e un’inchiesta sulla condizione di vita dei migranti, oltre che di vigilare costantemente affinchè sia trasparente la gestione dei fondi pubblici destinati ai centri.


• Vogliamo l’istituzione di sportelli di supporto per migranti per le municipalità

COME FARLO?
Il primo ostacolo che incontrano i migranti sul nostro territorio è dato dall’assenza di strutture pubbliche che accompagnino il singolo nell’iter amministrativo e burocratico, con una puntuale mediazione culturale, necessario ad ottenere documenti, permessi e certificati che consentono l’accesso ai servizi sociali di base.
Noi chiediamo che le amministrazioni più prossime ai territori, le Municipalità, istituiscano sportelli che colmino questo gap, che tengano conto per gli orari d’apertura e chiusura delle condizioni lavorative dei componenti delle diverse comunità migranti presenti a Napoli, che lavorano spesso lontani dalla loro residenza, con turni molto estesi e sicuramente ben oltre l’orario del normale lavoro d’ufficio.
L’istituzione di tali sportelli può rappresentare un importante elemento di dissuasione e di vigilanza sugli abusi che possono avvenire all'interno degli uffici delle Municipalità ai danni di soggetti estremamente ricattabili come la popolazione immigrata. Inoltre, essa permetterebbe di strappare una grande fetta di mercato alle agenzie private che, in maniera spesso poco chiara e truffaldina e approfittando delle difficoltà linguistiche degli immigrati o la non conoscenza riguardo a tali pratiche, chiedono cifre esorbitanti per documenti spesso reperibili quasi gratuitamente o per certificati e documenti non necessari.
Un progetto simile era stato già previsto dalla precedente amministrazione, noi chiediamo che venga finalmente attuato con le precisazioni di cui sopra.


• Vogliamo una maggiore facilità d’accesso alla situazione del permesso di soggiorno e alle pratiche per la cittadinanza

COME FARLO?
Chiediamo la stipula di un protocollo di intesa tra Comune e Questura di Napoli. A Napoli viviamo una durissima situazione a proposito del numero dei permessi di soggiorno bloccati che costringono, per i più svariati motivi, tante persone che vivono nella nostra città in un limbo, talvolta dovuto alla mancanza di qualche documento o per errori di tipo esclusivamente amministrativo in uffici sempre più ingolfati. Proprio perché la casistica a proposito del blocco dei permessi è particolarmente eterogenea, ci sembra necessaria l’assunzione di questo protocollo per garantire agli immigrati una maggiore trasparenza e facilità d’accesso al loro incartamento.
In questo modo, le informazioni che sono attualmente di competenza della Questura, potrebbero essere fornite all’interno delle municipalità – precisamente negli appostiti sportelli immigrati. In diversi comuni italiani, la sperimentazione di questo modello è già iniziata, provvedendo all'unificazione della Banca Dati a proposito dei cittadini stranieri (ci riferiamo al Comune di Pesaro - Urbino, o alle funzioni svolte dallo Sportello Immigrati del Comune di Bellaria Igea Marina).


III. Per il diritto alla salute e alla vivibilità cittadina

La piccola e recente esperienza che abbiamo avviato con lo Sportello Medico Popolare ci ha confermato il preoccupante stato in cui versa la sanità pubblica. Oltre all’impossibilità di accedere alle cure, per motivi economici, di fasce popolari sempre più ampie, abbiamo registrato una siderale distanza, destinata ad approfondirsi, tra le articolazioni sanitarie locali e le esigenze di salute dei cittadini. Risultano completamente assenti sui territori sportelli di ascolto e orientamento ai servizi, di promozione di una cultura della prevenzione. Noi invece crediamo che l’accesso reale alle cure sanitarie e a una corretta informazione in tema di salute e prevenzione sia un pilastro di ogni democrazia degna di questo nome.


• Vogliamo campagne di prevenzione capillari ed efficaci!

COME FARLO?
È sufficiente che il Comune si impegni a coordinarsi con l'ASL, le associazioni, gli enti e tutti i soggetti pubblici e privati convenzionati coinvolti nella gestione sanitaria, per incrementare, centralizzare e rendere più fruibili le informazioni di pubblico interesse relative a:
- servizi sanitari pubblici e gratuiti per la popolazione (con particolare attenzione alle campagne di screening oncologici realmente attive sul territorio cittadino);
- campagne di prevenzione (determinanti di salute, stili di vita, educazione sanitaria, corretto uso di farmaci, con particolare attenzione a campagne su alimentazione, sport, fumo, ecc)
Chiediamo che tali informazioni siano poi rese pubbliche su una nuova, apposita, sezione del sito internet del Comune e sulle pagine facebook istituzionali, e che siano prodotti e pubblicati video promo e spot tematici, oltre che calendari mensili di pubblico interesse su salute pubblica e sanità (canale youtube Comune). Inoltre, ci impegniamo perché siano pianificate altre campagne informative di prevenzione primaria e secondaria efficaci e coordinate con l'ASL e le Municipalità.


• Vogliamo un controllo sui TSO effettuati e sul trattamento della salute mentale!

COME FARLO?
Vogliamo che il Comune si impegni a rendere obbligatoria la rendicontazione mensile e la pubblicazione di dati quali-quantitativi relativi ai TSO effettuati in ogni Municipalità. Promuoviamo l’organizzazione di incontri periodici fra amministrazione comunale-presidenti di municipalità-ASL-polizia municipale e Osservatorio sulla salute mentale del Comune di Napoli per effettuare un'analisi dei dati, finalizzata all'abbattimento progressivo del numero di TSO effettuati sul territorio cittadino e all'individuazione di pratiche comuni non traumatiche per l'esecuzione dei TSO stessi.


• Vogliamo un controllo sulla presenza e lo sversamento di rifiuti pericolosi!

COME FARLO?
Chiediamo che l’amministrazione comunale effettui, insieme a gruppi di comitati di cittadini, un’operazione di mappatura e censimento della presenza di amianto:
- presso gli immobili di proprietà comunale e presso le strutture pubbliche non comunali (scuole, università, ospedali) con priorità per quelle zone/strutture con particolare afflusso di pubblico
- per i privati (possessori di immobili e amministratori di condominio) obbligatorio per ordinanza comunale, attraverso schede di autonotifica obbligatoria.
Vogliamo che venga istituito un numero verde per il cittadino per la segnalazione di sversamenti abusivi e per la richiesta di sopralluoghi presso strutture con dubbia presenza di amianto, con l’implementazione di sopralluoghi della polizia ambientale, la verifica e la valutazione di pericolosità/urgenza di rimozione o messa in sicurezza di amianto friabile.
Vogliamo che ci sia la massima trasparenza rispetto all'esito delle procedure di rilevamento/bonifica di sversamenti/presenza di amianto friabile sul territorio cittadino e che, l’amministrazione comunale, si faccia carico di organizzare periodicamente campagne di sensibilizzazione e informazione per la popolazione e per associazioni di categoria (Amministratori di Condominio e Associazioni di Proprietari).


• Vogliamo l’installazione di defibrillatori semiautomatici e un primo soccorso efficiente!

COME FARLO?
Prima di tutto è necessario operare un censimento di tutti gli apparecchi (i DAE) presenti sul territorio cittadino, in un secondo momento pubblicare la mappatura e incrementare la segnaletica nei pressi dei dispositivi. Deve essere verificata l’effettiva dotazione alle delle società sportive agonistiche e dilettantistiche presenti nel Comune di Napoli, e pianificata una nuova dotazione obbligatoria per: istituti penitenziari, enti pubblici comunali e non (scuole, università, uffici, ambulatori medici, ecc.).
Noi vogliamo il progressivo incremento di dispositivi nelle stazioni delle metropolitane e delle funicolari cittadine, dotazione sui mezzi del TPL e nei principali snodi dei servizi di trasporto aereo, ferroviario e marittimo.
Vogliamo estendere l’obbligo di dotazione per le volanti e i presidi fissi e mobili della Polizia Municipale, oltre che nei pressi di qualsiasi postazione estemporanea per manifestazioni ed eventi pubblici patrocinati dal Comune e che si avvii un percorso di sensibilizzazione alla dotazione per compagnie, enti non comunali e privati, ditte, aziende, associazioni, esercizi commerciali e centri ludico-ricreativi, hotel, ristoranti, centri fitness, farmacie, secondo criteri di omogeneità topografica.
Chiediamo una crescente dotazione per tutte le aree cittadine secondo criteri di omogeneità topografica, con priorità per quelle aree caratterizzate da particolare afflusso di pubblico, oltre che per quelle zone periferiche e disagiate per intempestiva accessibilità/afferenza di mezzi di primo soccorso, seppur a bassa densità di popolazione.

L’installazione dei DAE può essere inutile se non si accompagna all’organizzazione di corsi di BLS-D e retraining periodici da parte di ogni Municipalità, aperti a tutta la popolazione, settati sul primo soccorso e il corretto utilizzo del DAE, con l’obbligo di partecipazione per gli agenti di Polizia Municipale, per coloro i quali detengono DAE o lavorano presso strutture in cui essi sono presenti o saranno progressivamente collocati.


IV. Per la tutela delle fasce più deboli e la riqualificazione dei territori

Spesso la strutturazione e la destinazione d’uso degli spazi urbani è totalmente squilibrata e sorda rispetto alle esigenze delle fasce popolari più deboli. Senza la denuncia costante di parti attive della cittadinanza, centri e periferie popolari finirebbero – ancor di più rispetto a quanto viviamo ogni giorno – con l’essere completamente escludenti rispetto alla possibilità di garantire servizi sociali minimi (sanità, scuola, trasporti) funzionanti e accessibili a tutti. Noi crediamo, invece, che i nostri territori sono estremamente ricchi di potenzialità che vanno colte, e che debbano essere accoglienti e funzionali alle esigenze del popolo.


• Vogliamo un censimento e l’accesso al sistema sanitario per i senza fissa dimora!

COME FARLO?
Noi chiediamo che il Comune si incarichi dell'effettuazione di un censimento dei senza fissa dimora presenti sul territorio di Napoli, agevolando quanto più è possibile la loro immediata iscrizione all'anagrafe virtuale e l'assegnazione di un medico di medicina generale (MMG) che possa garantire un più agevole accesso ai servizi sanitari pubblici locali.


• Vogliamo il progressivo abbattimento delle barriere architettoniche, l’apertura di strade abbandonate e interrotte!

COME FARLO?
Ci impegniamo a fare pressione perché le istituzioni competenti effettuino i sopralluoghi e la conseguente messa a norma delle infrastrutture per una viabilità urbana accessibile a tutti. Per fare questo è necessario iniziare una mappatura tutti i punti problematici (in particolare in concomitanza di attraversamenti pedonali o ingressi di edifici pubblici), a partire della Municipalità a noi più prossime (la II e la III).
Nell’interesse di aprire quanto più possibile i collegamenti tra quartieri e pezzi di città, di mettere in comunicazione esperienze differenti con facilità, proseguiamo nel lavoro di segnalazione pubblica e ripresa di strade o percorsi interdetti al pubblico: riapriamo ai bisogni dei cittadini, definendone insieme la modalità d’uso, Salita Scudillo e via del Serbatoio allo Scudillo, salita Cacciottoli e i gradini Paradiso.


• Vogliamo strade sicure e percorribili!

COME FARLO?
Chiediamo di poter accedere a tutta la documentazione statistica relativa agli incidenti stradali che si verificano sulle strade cittadine e provinciali, in maniera tale da poter realizzare un database che sia indicativo delle problematiche ripetute e dei punti più critici. Questa focalizzazione su alcuni elementi ricorrenti ci permette di andare a proporre degli interventi strutturati e mirati all’amministrazione comunale, in grado di ridurre, poco alla volta, la mortalità stradale, riprendendo le proposte dei cittadini.
Dare sicurezza ai territori per noi significa anche ridurre i fenomeni di violenza, discriminazione e inefficienza che si verificano tra le forze della Polizia Municipale. Perciò vogliamo che gli agenti del suddetto corpo siano sottoposti all’obbligo di formazione permanente attraverso corsi che educhino all’antirazzismo, all’antisessismo, all’antifascismo e al rispetto dei diritti umani. I corsi serviranno per un corretto approccio (ascolto, relazione, rispetto), in particolare alle donne vittime di violenza e alle persone in fase di acuzie psichiatrica.


• Vogliamo un recupero degli spazi verdi della città!

COME FARLO?
Vogliamo mappare tutte le aree verdi della città, e iniziarne il progressivo recupero ad opera di gruppi di cittadini e comitati di quartiere. La riqualificazione di parchi, piste ciclabili, spazi di gioco e socialità, è prioritaria per il benessere della popolazione e passa proprio attraverso esperimenti di organizzazione del lavoro e di presa in carico dal basso di aree verdi, attrezzate o meno, che fronteggiano e arginano le inadempienze istituzionali.


V. Perché la cultura e lo sport siano realmente accessibili a tutti

Nei mesi che verranno proviamo a dare un seguito alle attività laboratoriali, artistiche e sportive, iniziate con la riqualificazione dell’ex Opg. Il nostro è un modello che si basa sulla gratuità e sull’apertura all’intera popolazione di questi ambiti, in netta contrapposizione con quello che ci aspetta fuori: pagare per vedere un film o leggere un libro, per praticare una danza, un’arte marziale o un gioco di squadra. Noi crediamo fermamente che sviluppare la mente e il corpo, in cooperazione e non in competizione con l’altro, siano una risorsa inesauribile per l’umanità, che ogni Stato dovrebbe tutelare e foraggiare.


• Vogliamo poter riprendere le attività sportive in spazi verdi comunali!

COME FARLO?
Napoli è caratterizzata dalla quasi totale assenza di strutture sportive negli spazi verdi. Noi ci muoviamo per l’installazione di attrezzature sportive negli spazi comunali (percorsi ginnici, campetti, skatepark), la manutenzione o l’inserimento di spazi dedicati all'attività fisica degli anziani e dei bambini. Ci impegniamo con questo almeno a partire dal Parco Viviani e dal Parco Ventaglieri. Laddove le istituzioni dovessero negare la diponibilità dei fondi necessari a queste installazioni, copriamo anche questa falla solo con la partecipazione e il protagonismo popolar, utilizzando gli setrumenti del crowdfounding (finanziamento collettivo).


• Vogliamo la ripresa dei nostri beni culturali e dei luoghi dell’arte cittadini!

COME FARLO?
Noi crediamo che Napoli possa vivere una vera e propria rinascita artistica e culturale, a dispetto del deserto sociale che tante volte abbiamo sotto gli occhi. Questo processo, però, non può prescindere dalla rivalorizzazione degli innumerevoli spazi artistici (teatri, sale concerti, sale prove) che molto spesso si trovano in una situazione di scarso utilizzo o addirittura abbandono. Un esempio per tutti è il teatro Trianòn di Forcella: un teatro abbandonato dal 2014 per volontà della Regione Campania (e dell’allora governatore Caldoro) che ancora oggi continua a rimanere chiuso. L’importanza non solo culturale ma soprattutto sociale di quel luogo, è stata molte volte sottolineata anche dagli stessi abitanti di Forcella, che vedono in quel teatro uno strumento per la rivalorizzazione della zona e per la lotta alla criminalità organizzata. Il teatro Trianòn è il Teatro del Popolo, ed è per questo che noi ci impegniamo a farlo tornare a essere riempito di spettacoli pubblici, iniziative culturali, laboratori per bambini, concerti, mostre.


VI. Per un’istruzione pubblica ed inclusiva, vogliamo controllare le dirigenze scolastiche!

A partire dal nostro esperimento quotidiano di doposcuola sociale abbiamo conosciuto tanti giovanissimi e tante famiglie di diversi quartieri napoletani. Insieme a loro abbiamo impattato sui problemi che affliggono la scuola pubblica, strumento che approfondisce e contribuisce a mantenere le disuguaglianze piuttosto che veicolo di emancipazione sociale. Al sud Italia la dispersione scolastica è altissima, ancora esiste un corposo problema di analfabetismo funzionale, e il sostegno economico per il diritto allo studio viene a mancare a fasce amplissime di popolazione.


• Vogliamo che tutti possano avere accesso ai libri di testo!

COME FARLO?
Monitorando il funzionamento del comodato d'uso dei libri di testo in tutte le scuole situate nei quartieri popolari di Napoli e la distribuzione e gestione dei fondi destinati alle scuole per i Buoni libro e materiale informatico.


• Vogliamo una maggiore integrazione con le famiglie del territorio!

COME FARLO?
Un primo passo potrebbe essere rappresentato dall’Istituzione di un numero verde e/o sportello informativo (numero unico) in grado di fornire informazioni alle famiglie circa gli adempimenti burocratici e qualsiasi strumento di supporto a loro favore. Spesso la confusione rispetto a trasporti, contributo volontario, mensa, buoni libro, iscrizioni, e l’indisponibilità a chiarire questi elementi segnano un distacco e una sfiducia forte per le famiglie.

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