Vi proponiamo una breve riflessione verso l'assemblea di sabato 25 giugno, che parte dal locale e arriva a questioni generali. Ci teniamo a sapere che ne pensate!
Partiamo da un fatto piccolo: la stampa non riesce a spiegarsi la vittoria di De Magistris. Sallusti in televisione parlava di "mistero": "ma come fa questo qui ad avere il sostegno dei napoletani?". Altri commentatori parlano di un sindaco che vince "contro se stesso", riuscendo a incarnare la protesta dei cittadini anche se sta al governo da 5 anni, quindi in qualche modo ingannandoli, perché i cittadini dovrebbero piuttosto protestare contro di lui...

A nostro avviso, la stampa borghese non riesce a spiegare questa cosa per due motivi:
1. pensa che il popolo sia bue e non ne capisce i bisogni;
2. deve nascondere una cosa che il popolo sa bene, ovvero i veri rapporti di forza nella società, e far apparire il politico come l'unico luogo della decisionalità. Così la gente si scaglia solo contro i politici e non vede quali sono i veri nemici... secondo la loro favoletta, se uno prende il potere politico ha risolto tutto, perché sono i politici che fanno le leggi, che governano etc.

Nulla di più falso! come ognuno di noi sa bene, la nostra vita oggi è ben poco comandata dalla politica, che sia intesa come decisione collettiva o come risultato elettorale.

Facciamo degli esempi. Quando perdi il lavoro o lavori a nero, o sei costretto ad emigrare perché non c'è niente, lo ha deciso la politica? No: lo hanno deciso i tuoi padroni, che siano il proprietario del locale o la grande multinazionale, quelli che hanno in mano i capitali. la politica gli ha fatto "solo" le leggi che gli facevano più comodo; la politica non si è opposta, anzi si è spartita con loro i soldi. è stata parte del problema, ma non è stato IL problema. Che è il fatto che in questa società comanda chi ha i soldi.

Facciamo un altro esempio: il popolo vince il referendum sull'acqua pubblica (quindi prende una decisione politica), poi però la gestione dell'acqua viene lo stesso privatizzata. Perché? Perché ci sono interessi economici più grandi, di cui i politici sono schiavi. Perciò quando voti in genere non cambia niente, perché i principi di fondo, la legge del profitto, restano sempre indiscutibili...

E ancora: il popolo esprime una volontà di cambiamento, vince le elezioni, manda finalmente un suo rappresentante a governare. Lui è vero, sincero, è un politico onesto. Arriva al governo di una città o di un paese e scopre che non si può muovere. è tutto commissariato, ci sono pochi soldi. Se prova a muoversi diversamente, gli iniziano a fare la guerra. Gliela fanno per primi i poteri economici, che decidono i finanziamenti e gli indici di borsa, che guidano i giornali, che manovrano le mafie, che pagano le squadracce...
Ricordate Allende in Cile? Vedete che succede ora in Venezuela? Avete visto cosa è successo a Tsipras?
Il potere economico, dai fondi di investimento internazionale all'ultimo padroncino, è quello che comanda davvero, e usa la politica per i suoi interessi. quasi tutti i politici ci stanno, e ne vengono corrotti. chi prova a resistere viene spazzato via.

Tranne chi si appella alla forza del popolo. La Storia ci dimostra che chi ha avuto fiducia nel popolo, chi lo ha organizzato, chi lo ha ascoltato e ha fatto qualcosa per i suoi diritti, lo ha avuto al suo fianco, lo ha difeso nel momento di necessità.

MORALE DELLA FAVOLA: di fronte a un capitalismo così feroce, disposto a tutto pur di distruggere ogni alternativa, se vuoi cambiare le cose non ti basta prendere il potere politico...
Ci vuole un lavoro capillare sui territori, organizzazioni che partano dai quartieri popolari e dalle periferie, una presenza combattiva nei posti di lavoro, quadri dirigenti che vengano dalle masse e che le insegnino ad autogovernarsi, ci vuole la diffusione di una grande consapevolezza e un cambiamento nella testa della gente, ci vogliono media di massa che sappiano dire la verità, ci vogliono intellettuali e artisti che sappiano farci sognare e vedere il lato inesplorato delle cose...

Questo è il senso profondo del #controllopopolare e della nostra accezione di democrazia: non basta vincere le elezioni o fare un colpo di stato, ci vuole un potere sociale diffuso, una forza di autodifesa, anche un'organizzazione economica differente che sappia rispondere alla crisi...

Direte voi: vabbè è così difficile che non si può fare, non sappiamo manco dove mettere mano! Quindi accontentiamoci di quello che ci sta e "io speriamo che me la cavo"...

E invece no. innanzitutto perché questa è solo una maniera di morire. per uno che se ne salva, ce ne sono mille che andranno a fondo, senza lavoro, senza pensione, senza sanità, uccisi in una guerra fra poveri...

E in secondo luogo perché, senza che noi ce ne accorgessimo, in tante parti del mondo quest'alternativa si sta costruendo. in Spagna, in Grecia, in Francia, in Kurdistan, persino nel nostro paese. E' una nuova ondata che si sta sprigionando, che coinvolge soprattutto i giovani, le donne, gli esclusi!

A Napoli in piccolissimo sta già capitando. Ci sono centri sociali che stanno diventando basi organizzative per il popolo, che stanno diffondendo saperi e pensiero critico, che - fra mille limiti - stanno mettendo il popolo nella condizione di autogovernarsi...
I gruppi di cittadini che hanno fatto il CONTROLLO POPOLARE sui seggi sono già quelle unità di autodifesa dai poteri forti.
Le attività sociali che organizziamo, l'ambulatorio, il doposcuola, lo sportello, la palestra, il teatro, sono già forme di risposte ai bisogni, esercizi di una socialità differente...

E poi a Napoli c'è un potere politico locale che è assediato dal potere economico extralegale della camorra e dal potere politico nazionale ed europeo, ma che resiste appoggiandosi a una rete di associazioni, di comitati, e raccoglie consenso e vince perché viene da loro percepito come "diverso"... ecco spiegato il "mistero"!

Certo, siamo solo all'inizio, questa è una piantina appena nata. ma ha già resistito a qualche tempesta, e promette bene. Cerchiamo di annaffiarla con cura, di nutrirla, di diffonderne i semi...
Perché qui non si illude nessuno: la lotta sarà dura, ma è tempo di cominciare a farla con serietà, intelligenza, ma anche gioia e pazzia. Non abbiamo nemmeno idea di quanti soldi c'hanno, e di quanta bellezza e felicità possiamo conquistare se ci mettiamo tutti insieme!

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