Vogliamo raccontarvi una bellissima storia.
Parla di sport, ma vale anche per la politica e per la vita più in generale. E vale per quello che stiamo provando a fare come "Je so' pazzo".
Siamo nel 1968, Olimpiadi in Messico, competizione di "Salto in alto".

Come saprete, il salto in alto è quella disciplina che si prefigge di superare con un balzo un'asta posizionata molto in alto. Per decenni la soluzione che era stata trovata era quella più istintiva e semplice, ovvero il cosiddetto salto "Ventrale". Una cosa che oggi sembra buffissima, ma che prima era la normalità.
D'altronde con questa tecnica gli atleti riuscirono a salire molto in alto, fino a 2 metri e 27. Così, come tutte le cose che si consideravano normali, nessuno sentiva la necessità di cambiarla.
Ma alle Olimpiadi del 1968 si presenta questo ragazzetto, Dick Fosbury, e fa una cosa impensabile, che lascia di stucco il mondo intero. Salta girandosi con il dorso. E vince.
Com'è stato possibile?
Semplicemente, Fosbury non riusciva a raggiungere grandi risultati con la tecnica ventrale, mentre si rese conto che saltando di schiena riusciva a salire proprio bene. Il suo allenatore si incazzò: "In allenamento fai quello che vuoi, ma in gara salti come dico io".
Lui se ne fregò, e con questo salto da folle vinse l'oro e cambiò la disciplina per sempre.
Quello di Fosbury è un salto folle perché a un certo punto dell'elevazione coscientemente dà le spalle all'ostacolo: questo a chi vede le cose superficialmente può sembrare un'inutile contorsione, e invece aiuta in velocità e potenza. Ormai tutti gli studi dimostrarono che è oggettivamente il modo migliore per saltare in alto.
La cosa più divertente di tutte è che quasi tutto il mondo dell'atletica si spaventò tremendamente!
Denunciò questa tecnica come "pericolosa", provarono a levare a Fosbury la medaglia d'oro, lo costrinsero ad andare in televisione per dire che non lo si doveva emulare, l'allenatore della squadra olimpica Americana dichiarò pubblicamente: "Ci sarà tutta una generazione di saltatori americani che non vinceranno niente perché avranno il collo rotto".
Era la paura del cambiamento.
Ma sapete qual è la verità? Che Fosbury in un solo salto, in pochi secondi, aveva reso "vecchi" tutti gli atleti prima di lui. Se ora ci fermiamo a pensare all'idea del salto in alto ci viene in mente il Salto alla Fosbury, anche se non sappiamo chi era, ma la cosa più bella è che se vediamo uno che salta in ventrale ci viene da ridere, ci sembra buffo, ci sembra inefficace.
In una manciata di secondi Fosbury rese tutti i campioni dei dinosauri ed è per questo che fece cosi tanta paura ai suoi colleghi, perché intuirono che in quel gesto c'era un cambiamento che metteva in crisi la loro identità: non lo capirono, ma lo intuirono e lo rifiutarono. Salvo poi doverlo accettare per forza.
Ci sono tante morali che si possono trarre da questa storia. Ognuno scelga la sua.
Noi la nostra scelta l'abbiamo fatta: essere aperti al cambiamento, cercare di essere creativi e inventivi, badare al risultato, non alle identità e alle tradizioni, fregarcene dei presunti maestri e cercare di volare quanto più in alto possibile. Per dare di nuovo l'assalto al cielo.

 

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