VOLETE SAPERE CHE STA SUCCEDENDO A NAPOLI? VE LO DICIAMO NOI!
Un minuto di pazienza e vi raccontiamo qualcosina della campagna elettorale o almeno alcune cose che i giornali non vi dicono. Negli ultimi giorni infatti ci stiamo appassionando al caso della Valente, la candidata del PD. A dire il vero, nessuno di noi la conosceva prima della campagna elettorale, mai vista per strada, mai fatto niente per Napoli, sempre stata una figura grigia del bassolinismo… Assessore al turismo quando Napoli era ricoperta di munnezza! Finché non arriva a essere candidata sindaco grazie a delle consultazioni primarie davvero dubbie (quelle degli euro distribuiti fuori ai seggi per intenderci). Consultazioni che la Valente vince perché suo marito si chiama Gennaro Mola (altro bel personaggio del bassolinismo, vi consigliamo ricerche su internet), notabile che sposta un bel po' di voti soprattutto a Secondigliano…

Bhe che c'è di divertente, direte voi? Ok fin qui niente, è la solita vecchia politica che fa schifo. Però poi qualcosa di divertente accade. Siccome la Valente è scarsissima, e siccome a queste amministrative il PD rischia di perdere in tutta Italia, cosa che indebolirebbe il Governo, Renzi decide di scendere in campo in prima persona. Punta tutto su Napoli, sia perché dalle altre parti è un po’ più difficile – vaglielo a spiegare ai romani di votare PD dopo Mafia Capitale! – sia perché Napoli in questo momento è la città più ribelle al suo dominio…

Così per cercare di fare recuperare un po' di voti alla Valente che rischia una debacle storica, in puro stile Berlusconi, Renzi si sostituisce alla candidata e inizia a fare lui la campagna elettorale: attacca il sindaco uscente, parla di quartieri dove non è mai stato, snocciola promesse elettorali, tira fuori soldi che erano GIA' PREVISTI (e che peraltro lo ricordiamo non sono di Renzi, sono dei contribuenti napoletani!)...

Ovviamente a ogni critica che viene dai napoletani risponde con manganellate: si contano ben tre manifestazioni in 18 giorni che finiscono con la polizia che reprime il dissenso!

Intanto l’unica argomentazione della campagna elettorale della Valente, che dei problemi di Napoli non sa nulla, è: se votate me io sono amica di Renzi e quindi faccio cascare un po’ di soldi che ci possiamo spartire e magari qualche briciola vi arriva… peccato che come si dice a Napoli “è fernut a zezzenella”, e quindi i tempi del magna magna generale, non torneranno più…

Poi arriva il 25 aprile. E un corteo costruito nei mesi, con un lavoro costante sui territori, nelle scuole, sui posti di lavoro, organizzato da centri sociali e collettivi che infatti decidono per lo striscione di apertura “Liberiamoci dal Governo Renzi”… Al corteo decidono di venire anche l’ANPI, SEL e la CGIL, che mai o quasi mai si erano accodate a date lanciate dal “movimento”. Perché? Perché tanti loro iscritti simpatizzano per questa giovane generazione che vuole cambiare le cose, perché le loro basi vedono nei centri sociali e nei comitati popolari delle interessanti forme di organizzazione, perché l’alternativa per ANPI e CGIL sarebbe stata stare a casa, perché la crisi sta scuotendo e aprendo contraddizioni anche in questi grandi apparati prima chiusi e impermeabili…

Anche la Valente decide di venire in piazza. Il motivo? Cercare un po’ di visibilità. Se non viene cacciata, può fare il post su facebook e dire che lei sta con le piazze, è di sinistra etc; se viene cacciata può accusare i “soliti violenti”, magari manovrati dal sindaco. Peccato però che accade una cosa simpatica: tutta la piazza la caccia, persino dei lavoratori iscritti CGIL! Il fatto che poi venga cacciata in maniera determinata ma pacifica, e che abbia fatto la scelta surreale di venire dietro una striscione su cui sta scritto “via il governo Renzi”, le fa sfumare tutta la geniale strategia mediatica… A quel punto deve intervenire di nuovo il Capo Renzi: giù interviste, comunicati, rumore per far dimenticare l’essenziale.

Ovviamente chi li ha cacciati sono prima pochi facinorosi, poi diventano una lista civica (in genere le cose sono in contraddizione): ma tanti erano presenti e hanno visto i video, quindi Renzi fa autogoal… Ma la cosa più divertente è quello che succede dopo: la Valente dice che incassa la solidarietà della CGIL, ma non esiste nessun comunicato da parte del sindacato. La Valente dice grazie a SEL, ma anche lì mistero: chi le ha dato solidarietà? Boh! Allora la Valente disperata chiama l’ANPI, e riesce finalmente a farsi una foto con un povero partigiano che le esprime il suo rammarico… Insomma il PD in crisi cerca di fare pressione per recuperare organizzazioni con cui aveva legami intensi dal 1945, e che – per le sue scellerate politiche – ora sta perdendo… Certo, i dirigenti di queste organizzazioni si prestano, d’altronde è tutto un sistema di potere che si puntella a vicenda, ma nella base questa cosa genera molto malumore…

Finché la Valente non trova la mossa del millennio: annuncia la sua partecipazione alla piazza del 1° maggio dei sindacati confederali, a Forcella. Anche qui la mossa è veramente banale: vuole dimostrare che non si fa intimorire e scende ancora in piazza… peccato che sceglie una piazza irreale, piena di burocrati, blindata dalla polizia, nel giorno in cui tanti cittadini saranno a Bagnoli! Ma comunque la domanda sorge spontanea: con chi si è messa d’accordo la Valente per andare in quella piazza e assicurarsi che tutto vada bene? Vuoi vedere che ha fatto una chiamatina ai vertici della CGIL? Noi abbiamo scritto pubblicamente alla CGIL, per capire se non si prendono collera di essere usati come passerella elettorale… questo quanto ci rispondono, giudicate voi!


Noi intanto rassicuriamo la Valente come farebbe il suo Capo Renzi: stai serena! Noi il 1° maggio abbiamo di meglio da fare che contestarti, i movimenti sociali di questa città stanno già in una fase propositiva per il loro territorio, e noi saremo con loro a Bagnoli… certo, se poi qualche lavoratore si incazza che tu lo strumentalizzi per qualche voto e ti urla qualcosa di brutto, dopo non te la prendere con noi!

È che solo che i politicanti di mestiere come te non sono simpatici alle masse J

 

 


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