Qualche giorno fa per nostra sfortuna ci siamo imbattuti in due fantastiche trasmissioni: “A conti fatti” su RAI 1 e l’“Aria che tira” su LA7. In entrambe si parlava della storia del pensionato che ha sparato al cuore un ragazzo albanese che voleva rubargli in casa.

In entrambe si dava sfogo ai peggiori istinti reazionari, non analizzando a dinamica dei fatti – il pensionato avrebbe infatti ucciso il ladro, che era disarmato, quando questo non era nemmeno entrato in casa, mirando al cuore –, né si dava voce all’altra campana, ovvero al legale e ai genitori del ragazzo ucciso – contadini albanesi, poveri, che hanno raccontato ad esempio delle sue difficoltà a trovare lavoro al proprio paese...
 
In queste trasmissioni, viste da milioni di persone, si parlava invece di aumento delle pene per furto, di implementare la legittima difesa, e su RAI 1 si sventolavano persino “scientifici” sondaggi secondo cui ben il 94% dei telespettatori avrebbero dato ragione all’omicida…
D’altronde tutto questo era ancora poco rispetto al delirio di questi giorni, in cui Buonanno, un politico della Lega, si è presentato addirittura in TV con una pistola, invitando ad ammazzare i ladri. Ovviamente senza alcuna conseguenza legale: immaginate invece se qualcuno di noi fosse andato in televisione brandendo una pistola e dicendo che si devono ammazzare i politici, i padroni o le banche che rubano (d’altronde tutti questi soggetti ci rubano nell’arco della nostra vita ben più soldi e fatica di un ragazzo albanese), cosa sarebbe successo….

Ecco, guardando le trasmissioni ci siamo spaventati: ma davvero questa è l’Italia? Davvero tutti gli italiani sono così terrorizzati, pensano che questa sia la prima emergenza nazionale, davvero tutti vogliono armarsi e sparare?
No, le cose non stanno così. La “ggente” che sbraita e che appare in TV, non rappresenta tutta la popolazione italiana. Soprattutto non rappresenta il nostro popolo!

Basta fare qualche piccola ricerca. Prendiamo per esempio i documenti dell'Osservatorio Europeo sulla Sicurezza. Dalle indagini statistiche portate avanti fino al 2014 esce fuori tutt’altro scenario rispetto a quello descritto dalle TV e dal dibattito politico. Le prime 3 fonti di insicurezza per gli italiani sono infatti:

a) la disoccupazione e il lavoro
b) l'instabilità politica (solo il 13% degli italiani ha fiducia nello stato e nei politici per via dell'inefficienza e della corruzione)
c) il costo della vita.

È la scoperta dell’acqua calda, soprattutto per noi che ci sbattiamo ogni giorno per arrivare a fine mese o che emigriamo per trovare un lavoro. Certo, la criminalità impaurisce una quota consistente degli intervistati, ma è tendenzialmente rivolta a fenomeni grossi come mafie, corruzione etc.

Chiaramente c’è anche un 30% di intervistati che è spaventato dai furti nelle abitazioni – cosa pure comprensibile, visto che dal punto di vista simbolico si tratta di un crimine “forte” –, ma comunque ammette che non è la prima delle sue preoccupazioni, e in generale siamo ben lontani dai picchi di panico diffusi ad arte un decennio fa, quando sembrava che le villette dei veneti fossero sotto assedio…

Dall’indagine si evince pure che la paura verso gli immigrati è calata molto negli ultimi anni: per il 44% degli intervistati gli immigrati sono una risorsa per l'economia e l'80% è pienamente favorevole a concedere la cittadinanza ai figli di immigrati nati in Italia, alla faccia della Lega. Per quasi il 90% degli intervistati è giusto che votino, e che abbiano diritto al pieno accesso ai servizi sociali come l'assistenza sanitaria.
Insomma, da questa prima indagine, corroborata dalla nostra esperienza diretta, quella di chi vive in mezzo alle classi più povere, abbiamo constatato che lo scenario è molto diverso da quello che ci rappresenta la TV, e che bisogna avere fiducia nel popolo, che non è fatto di cerebrolesi leghisti...

Tuttavia, non contenti, abbiamo voluto cercare ancora. Visto che in questi giorni si è tanto parlato della necessità, per contrastare i furti, di aumentare gli apparati delle forze dell’ordine, siamo andati a controllare un altro dato: l’organico delle forze dell’ordine. Be’, in Italia è il più consistente d’Europa! Guardate qui i dati del 2013:  

Italia: 278.461
Germania: 243.201
Francia: 184.576
Spagna: 181.110

Inutile ricordare che il territorio tedesco, francese e spagnolo sono più vasti di quello italiano. E che solo la Spagna, fra questi paesi, ha una popolazione inferiore alla nostra, Germania e Francia ne hanno di più. Eppure l’Italia, secondo il Censis (dati 2012), è il sesto paese in Europa per furti negli appartamenti. A dimostrazione che non è vero che a più forze dell’ordine corrisponde maggiore sicurezza. Semmai è un problema di utilizzo di queste forze…

O forse potrebbe essere “semplicemente” un problema economico, come ricorda ancora la ricerca del Censis. Non è infatti un caso che negli ultimi dieci anni i furti nelle abitazioni siano effettivamente cresciuti, a misura di quanto il nostro paese veniva toccato dalla crisi. Il noto sociologo De Rita lo dice esplicitamente: "È un campanello d’allarme sulla gravità della crisi economica che sta duramente colpendo il paese [...] La vera emergenza sono i piccoli centri, soprattutto nel nord-ovest, un’area coinvolta in un vasto processo di de-industrializzazione, di progressivo impoverimento e di indebolimento delle reti di sicurezza sociale".

De Rita dice pure che non è scientificamente provabile nessuna connessione con il fenomeno migratorio. Peraltro il 46% dei denunciati per questo tipo di furti, e il 58% dei detenuti, sono italiani. E se pure gli immigrati costituiscono la maggioranza dei denunciati per questo tipo di reati, andrebbe notato come sono anche la fascia di popolazione a più basso reddito e i primi ad aver pagato le conseguenze della crisi e ad essere stati cacciati dal mondo del lavoro.

E allora ci viene almeno un dubbio: forse, per risolvere il problema dei furti, più che carcere duro e pistole ai proprietari, non bisogna dare lavoro e assistenza ai non-proprietari? Peraltro nella storia questa soluzione ha ampiamente dimostrato di funzionare… La storia infatti ci insegna che più una società è giusta e ugualitaria, meno crimini ci sono. Più una società è divisa fra ricchi e poveri, più è violenta e criminale.

La verità è che televisioni e politici sollevano un polverone per cercare di spostare il dibattito pubblico e far diventare la nostra prima paura i “furti nelle abitazioni”, per far dimenticare la crisi economica e le sue conseguenze sulla vita delle persone.
 
Mentre qualcuno urla e cerca di attizzare le paure, noi abbiamo il compito di non lasciarci ingannare, di riportare il dibattito sui veri temi che interessano tutti i cittadini, sul problema della crisi, del lavoro e del costo della vita… La verità è che se vogliamo davvero combattere il crimine e la paura che suscita, dobbiamo innanzitutto combattere per la giustizia sociale.

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