Stamattina andando a lavoro abbiamo acceso Radio24 e ci siamo messi a sentire il giornale radio. All’improvviso è partita un’intervista al Questore di Napoli, Guido Marino. Non credevamo alle nostre orecchie! In sostanza il questore – in teoria uno dei massimi responsabili della sicurezza sul territorio, e dunque dei successi e soprattutto dei fallimenti nel garantire l’ordine pubblico e la difesa di cittadini – dice che la colpa degli atti di violenza nel napoletano è delle fiction, e critica chi chiede più presenza dello Stato!

Riportiamo le sue INCREDIBILI parole:

“Arrivare sempre alla conclusione, mi permetta di dire banale, che lo Stato è assente, che lo Stato manca che lo Stato non fa quello che deve fare francamente lo trovo offensivo verso lo Stato, soprattutto lo trovo fuorviante, lo trovo approssimativo, esattamente come sterile e improduttiva è quella indignazione che scatta all’indomani di un omicidio per poi ritornare tranquillamente in un profondo letargo fino all’omicidio successivo”.

Alché la giornalista gli chiede: “Secondo lei è anche un po’ questo refrain televisivo, cinematografico che in qualche modo peggiora la situazione in certi ambienti criminali?”

Il Questore: “Io dico probabilmente si, ma il probabilmente è legato al fatto che certi programmi non li vedo per principio, li trovo offensivi oltre che scarsamente o per niente rappresentativi di quello che vorrebbero rappresentare…”

“Comprese le fiction su Gomorra?” insiste la giornalista. “Come no!”, taglia corto il Questore.

E noi ci chiediamo se il Questore di Napoli – la terza città d’Italia e fra le più problematiche dal punto di vista della criminalità organizzata – sia impazzito. Ci chiediamo dove viva, che città conosca.

Invece di assecondare la richiesta di più Stato, che non vuol dire solo più polizia, ma soprattutto più lavoro, servizi, risposte concrete ai cittadini, invece di appoggiare chi si mobilita, il Questore attacca chi osa criticare il potere e chi si è spontaneamente e generosamente mobilitato a seguito dell’omicidio di Gennaro Cesarano, accusandoli di incostanza!

Secondo il Questore se a Napoli si ammazzano per strada e uccidono innocenti non bisogna chiedere l’intervento dello Stato, se spacciano droga non si deve chiedere intervento dello Stato, se la camorra gestisce l’edilizia pubblica guai a chiedere l’intervento dello Stato, se mancano scuole, ospedali, centri di aggregazione e soprattutto lavoro non si può accusare lo Stato di essere assente, se taglieggiano i negozi non si deve chiedere l’intervento dello Stato, se i quartieri sono ostaggio dei clan non bisogna accusare lo Stato!

E questo sarebbe il massimo rappresentante delle forze dell’ordine?? Ma lo conosce il tasso di disoccupazione giovanile alla Sanità, a Scampia, a Rione Traiano? Lo sa quanti centri, teatri, scuole, parchi hanno chiuso? Dire la verità, per il Questore di Napoli diventa qualcosa di “banale” e addirittura “offensivo”. Ha ragione: mai permettersi di offendere il potere!

Caro Guido Marino vallo a dire alle donne della Sanità che erano doloranti e arrabbiate che la loro rabbia è “sterile e improduttiva”. Vallo a dire a chi ogni giorno resiste alla Camorra che la sua indignazione verso quello che VOI non fate è “banale”…

E poi il capolavoro finale… La colpa dell’aumento della violenza della criminalità è delle fiction e in particolare di Gomorra! Che però lui, per sua stessa ammissione, giudica senza appello senza averle mai viste! Se Guido Marino fa il poliziotto come fa il critico televisivo allora stiamo apposto… Forse è abituato ad arrestare la gente sulle impressioni e non in base alle prove!

E Saviano, che ha passato le ultime settimane a polemizzare con il Sindaco De Magistris, ora che dice? Continuerà a difendere le forze dell’ordine, o ora che il Questore lo ha trasformato in responsabile della Camorra avrà il coraggio di dire davvero come stanno le cose?
E qualche intellettuale, qualche giornalista, qualche uomo onesto, insorgerà contro l’arroganza del Questore? Quando avremo l’onore di sentire qualche parola di verità su tutta questa storia?

PS: se non ci credete manco voi, l’audio lo trovate qui!
http://audio.radio24.ilsole24ore.com/…/settimanali/Tue08.mp3


PER ESSERE PIU' CHIARI, VISTO CHE LA GRAVITA' DEL FATTO NON SI E' CAPITA

A nostro avviso queste dichiarazioni del Questore segnano una forte discontinuità rispetto al passato.
Il questore non parla di "polizia" ma di "stato" e questa è la prima novità.
Non si tratta di un caso perché lui per "stato" intende non solo polizia ma sopratutto scuole, ospedali, servizi sociali, trasporti, edilizia popolare etc...
Afferma testualmente: «Arrivare alla conclusione che lo Stato è assente, è banale. E lo trovo offensivo, fuorviante e approssimativo come diagnosi e come prognosi»

In pratica dice che non esistono ragioni di carattere strutturale che determinano la nascita e il prosperare della criminalità organizzata e sopratutto che il loro superamento non determinerebbe la fine di questi fenomeni.

Insomma, secondo il questore, la gente non delinque perché vive nel degrado, non ha lavoro, casa, servizi sociali, sanità, trasporti, scuola. L'unica spiegazione, in base al ragionamento di Marino, a questo punto è che la gente delinque perché è "cattiva" o meglio per qualche tara antropologica tipica di chi vive in certi quartieri. Siamo tornati a Lombroso!

E insiste dicendo che non solo la "diagnosi" è sbagliata ma anche la "prognosi". Insomma a questi "selvaggi" della Sanità, di Scampia, del Rione Traiano pure se gli dai un lavoro, una casa, una scuola, un campo di calcio, una biblioteca rimarranno sempre quello che sono: delinquenti.

La colpa è del popolo in ultima istanza e se ti ammazzano un figlio la colpa è tua perché non sei stato in grado di educarlo e di chiuderlo in casa (proprio come ripetevano i guardi alle donne scese in piazza alla Sanità dopo l’omicidio di Gennaro Cesarano).

Tornando all'intervista vorremmo sottolineare un altro aspetto che, anche se secondario, segna comunque una discontinuità con il passato.

L'intervista parte dalle parole pronunciate dal cardinale Sepe durante l'omelia in occasione del miracolo di San Gennaro che chiedeva più "stato". Pensiamo sia la prima volta che un questore contraddice quanto detto da un cardinale tanto più se pensiamo che quello a cui si fa riferimento è il discorso tenuto durante la celebrazione religiosa più importante che ogni anno si tiene a Napoli.

È stato uno "sgarbo" istituzionale inedito e grave che probabilmente rappresenta la ritorsione della polizia per l'atteggiamento avuto dalla curia durante la vicenda dell'uccisione di Gennaro Cesarano. Lasciare i parroci della Sanità liberi di dire e fare certe cose è stato qualcosa di inaccettabile per la questura. Probabilmente si è aperta un'ulteriore frattura nella consorteria dei poteri forti di questa città.

Venendo invece alla questione Gomorra.

Nell'immagine non sono state riportate le parole precise pronunciate dal questore ma il senso di quello che ha detto a mio avviso è esattamente quello. La giornalista chiede se certe fiction e nello specifico Gomorra abbiamo determinato in qualche modo l'aumento della violenza. In altre parole chiede se in questi ultimi mesi i camorristi sono più violenti ovvero sparano di più perché hanno visto Gomorra e vogliono emulare i personaggi della serie. È quello risponde senza esitare "probabilmente si" e spiega che il probabilmente è usato solo perché lui le serie non le ha viste e che non le vede per principio, perché non rappresentano la realtà...come fa a dire che non rappresentano la realtà senza averle viste è un mistero...

La cosa più allucinante è che, con quelle risposte, di fatto sostiene implicitamente il discorso che la giornalista porta avanti durante la puntata di "storiacce" ovvero che c'è un emergenza perché questi giovani camorristi non sono bravi come i vecchi ma essendosi abbuffati di televisione sono violenti. Come al solito "si stava meglio quando si stava peggio”…

Logica avrebbe voluto che un addetto ai lavori come il questore cercasse di riportare il discorso su un piano di realtà spiegando che in passato quando c’erano i”vecchi" camorristi i conflitti erano molto più violenti e anche i morti innocenti erano di più. Non parliamo di un passato lontano tipo conflitto N.C.O. versus Nuova Famiglia ma anche solo della faida di Scampia. Ma niente, il questore conferma la tesi della giornalista a caccia di scoop.

In pratica questore e giornalista sostengono che la realtà è determinata dalla fiction e non il contrario. Quando si dice o’munn sotto n’gopp!

Infine un punto sul fatto che le masse non abbiano coscienza e consapevolezza di cosa sia la camorra. Non è vero. Forse nei quartieri alti la gente si ricorda della camorra solo quando c'è il caso mediatico, ma nei quartieri popolari che sono la maggioranza non è affatto così.

Nei quartieri popolari la gente subisce quotidianamente la pressione della criminalità organizzata e a questi li schifa malamente e se ne vorrebbe sbarazzare ma è costretta a subire e solo in certi momenti particolarmente drammatici, grazie alla forza della disperazione, riesce a rompere temporaneamente quella cappa che li soffoca.

Dobbiamo assolutamente individuare una strada percorribile per permettere al popolo di liberarsi di quest’ulteriore forma di oppressione. Ed è su questo che come cittadini, compagni, persone sensibili ci dobbiamo interrogare.

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