In questi giorni abbiamo contattato alcuni compagni greci per chiedergli di venire a Napoli e spiegarci precisamente cosa sta accadendo in Grecia e capire insieme cosa possiamo e dobbiamo fare per sostenere la loro lotta.

Uno di questi compagni alla fine non ce la fa a venire e non certo perché non ha fatto di tutto per esserci (stava prendendo una nave dalla Sicilia dove era in vacanza!), ma perché l'aereo, l'ha preso direttamente per Atene.

Torna in Grecia perché la situazione è davvero critica. Non è un’iperbole dire che in questa settimana si gioca una parte importante delle nostre prospettive future. Ci ha parlato con preoccupazione, quasi angoscia, avendo ben presente il livello dello scontro in atto.

Ci riferiva che stanno utilizzando tutti i mezzi, compresi quelli più sporchi, per cercare di rovesciare il governo di Tsipras. Le televisioni private mandano a ripetizione i messaggi terrorizzanti dei rappresentanti della troika. Juncker viene mandato in diretta tv, i quotidiani fanno girare le immagini delle file agli sportelli, paventano la fine delle scorte di prodotti nei supermercati, di carburante alle pompe di benzina.
Non vogliamo esagerare parlando di tentativo di golpe, ma le “pressioni” economiche, politiche, mediatiche, cui il governo ed il popolo greco sono sottoposti sono un bel po’ oltre la soglia della normalità!

Dovevano saperlo, dovevamo saperlo che la guerra è guerra e che abbiamo davanti un nemico pronto a tutto, ad affamare e ad ammazzare.
In questi giorni in Grecia si gioca una partita fondamentale. I rapporti di forza tra le classi muteranno, e questo a livello internazionale. I nostri nemici lo sa bene e non si fanno scrupoli a diffondere terrore anche qui i Italia.

Le prime pagine dei giornali on-line, già da sabato, sono significative. Più che del referendum, si parlava e si parla dei rischi che si corrono, degli sportelli che chiudono, della crisi di liquidità. Le immagini delle file ai bancomat (anche quando sono costretti ad ammettere che si tratta di immagini di repertorio), campeggiano su tutte le prime pagine. Oggi Il Sole 24 ore, il giornale padronale italiano, parla di “cifra astronomica” in merito al debito greco, quando fino all’altro ieri praticamente tutti gli osservatori riconoscevano che, in termini assoluti, il debito greco non costituisse una mostruosità. Stanno giocando sporco perché vogliono terrorizzarci.

Non bisogna cedere alla paura. È questa la sfida più difficile che ha davanti il governo greco, il popolo greco, e con loro tutti noi.

Per quanto ci è possibile bisogna invece far sentir loro tutta la nostra vicinanza, tutto il nostro calore, il nostro supporto. Non bisogna farli sentire soli. Hanno una grande responsabilità ma devono sapere di avere i popoli dei paesi europei al loro fianco (per ora il sostegno lo hanno ottenuto dai paesi latinoamericani dell’ALBA-TLC).

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Qui di seguito mettiamo un paio di notizie che ci arrivano dai compagni greci e che ci chiedono di far girare per smentire le menzogne che ci propinano con un’aggressività quasi incredibile.

- La TV pubblica greca, riaperta dal governo di Syriza, ha diffuso un’intervista ad un rappresentante dei distributori di carburanti a Creta, isola greca al centro del Mediterraneo, con tutto ciò che questo comporta in termini di difficoltà logistiche di far giungere merci: gli si chiedeva la situazione delle scorte e la risposta era rassicurante: hanno scorte per mesi, come è normale che sia. La corsa ai rifornimenti al momento non è giustificata da fondati motivi oggettivi, ma solo dal panico, aizzato ad arte dalla controparte;

- Il governo di Syriza ha deciso che per tutta questa settimana i trasporti pubblici nella regione dell’Attica, quella di Atene, con una popolazione di ben 4 milioni sui circa 11 totali della Grecia, saranno gratuiti. Ovviamente, non potendo varare un simile provvedimento anche per i privati, rimarranno a pagamento sia una linea della metro di Atene che i trasporti nelle altre regioni greche.

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