Sull'omicidio di George Floyd

 

di Valeria Ciessetì

 

Nella cassetta degli attrezzi che siamo corsi a prendere da quando l'America è in fiamme per l'omicidio di George Floyd e che - oltre alle nostre convinzioni politiche ed esperienze - custodisce anche i film, i libri, la musica dei quali ci serviamo per interpretare la nostra contemporaneità, io vi propongo di metterci altri due arnesi, e precisamente due film horror.

Ripubblichiamo con piacere un articolo dal blog Officina 54

Ne condividiamo molte cose, e pensiamo che sia importante, in questo momento, acquisire quanti più strumenti possibile per ragionare sulle nuove (non tanto nuove, per la verità) forme di organizzazione della produzione capitalista e in generale della prestazione lavorativa. Il dibattito in tal senso ci permette, e ci deve mettere nelle condizioni, di avanzare e di recuperare terreno sul campo della lotta e della contrapposizione tra chi lavora e chi trae profitto dal nostro lavoro. Acquisire quanta più consapevolezza del presente e di quello che ci aspetta nell'immediato futuro significa trovare nuove strategie di lotta e di organizzazione.

Buona lettura!

Veloci appunti su cosa sta succedendo negli USA e su cosa stiamo facendo noi

di Salvatore Prinzi

 

Ve ne sarete accorti: negli USA sta succedendo di tutto. E' qualcosa di storico e senza precedenti, e non solo perché per la prima volta un Presidente è costretto a scappare in un bunker per difendersi dal suo popolo...
Ma perché a scendere in piazza sono centinaia di città, con cortei partecipatissimi e trasversali, che non hanno paura delle forze dell'ordine e non si fermano nemmeno dopo 3 morti e 4.500 arresti, che attaccano i nodi del potere repressivo o economico ma riescono allo stesso tempo a coinvolgere gente comune, star e artisti, a costringere pezzi di establishment a riconfigurarsi.

di Juliette Franco

 

Così come passano alla storia e si incidono nelle menti di tutti opere d'arte sparse in giro per il mondo, allo stesso modo dovrebbero essere ricordati sempre la resistenza e il sacrificio che donne e uomini hanno compiuto e stanno compiendo da qualche parte, in silenzio, per difendere la giustizia e la libertà.

di Riccardo Petrarolo

Quello di George Floyd è solo l'ultimo di una lunga scia di omicidi commessi dalle forze di polizia statunitense ai danni di cittadini afroamericani.

di Giuseppe Aragno

E' terribile, atroce, però non ce ne siamo accorti. Stampa e televisioni sguazzano nel letamaio della politica nazionale ed estera, tengono il campo le stupidaggini di Trump e l’avanspettacolo dei guitti nostrani, guidati da Renzi e Salvini e la notizia è nata e morta in un giorno: l’inverno del Covid è stato il più caldo mai registrato in Europa. Quasi tre gradi e mezzo «in più rispetto alla media del periodo di riferimento, il trentennio 1981-2010». Un valore che atterrisce e risulta peggiore anche se paragonato con l'anomalia  a livello globale, di 0,8  gradi.

di Valeria Ciessetì

Vediamo un po'.

Il primo che ricordo fu il tassista Rodney King, il cui brutale pestaggio a opera di 4 poliziotti il 3 marzo del 1991 fu ripreso per caso da un idraulico immigrato di origini argentine.

di Salvatore Prinzi

Ho assistito ieri a una cosa troppo tenera.
Sui tetti qui intorno vengono a nidificare rondini, gabbiani. Quest'anno con il lockdown se la son spassata così tanto che anche nel ventre della città potevi fare birdwatching.

La pandemia da coronavirus potrebbe avere un effetto duraturo e profondo come la peste nera?

di Jerome Roos - Traduzione di Aurelie Dianara

La crisi globale scatenata dalla pandemia del coronavirus comincia a sembrare un punto di inflessione storico. Anche se non sappiamo quanto durerà l'epidemia e quanto grave sarà la sua ricaduta, è difficile scrollarsi di dosso la sensazione di essere ormai a una svolta tra due epoche.

Scrivici, contribuisci

"È più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo", scriveva Mark Fisher, e mai affermazione ci è sembrata così calzante. Viviamo in un mondo difficile, non solo perché lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo mostra ogni giorno la sua faccia più feroce, ma anche perché sembra sempre più difficile immaginare le alternative a questo stato di cose. Quando urliamo che ci hanno rubato il futuro non vogliamo dire solo che materialmente la nostra generazione non ha più davanti a sé la possibilità di una vita serena; “rubare il futuro” vuol dire anche sottrarci la possibilità di immaginarcene uno, non tanto per noi stessi, ma per tutta la società. Chi prova a immaginare un mondo diverso, addirittura chi prova a costruirlo, rientra nella categoria dei sognatori, degli illusi, di quelle strane persone che mancano di concretezza e che in molti non si vergognano a chiamare “pazzi”. E allora, così sia. Siamo pazzi. Siamo pazzi perché non guardiamo solo a ciò che è utile per qualcuno di noi, ma perché cerchiamo di intervenire sulla realtà, e perché pensiamo che il benessere di tutti equivalga al benessere di ciascuno. Siamo pazzi perché convinti che non debbano esistere sfruttati e sfruttatori, perché pensiamo che i diritti, la salute, le vite, vengono prima dei profitti. Da tempo pensavamo di aprire questo blog, nel quale vogliamo provare a raccogliere contributi che ci aiutino a immaginare una realtà diversa, ma questo ci sembra il momento migliore, il momento in cui tutti noi dobbiamo darci da fare in ogni modo per costruire una speranza e per costruire la prospettiva di un cambiamento ormai divenuto necessario. Il mondo non va solo cambiato, va rivoluzionato, e per preparare le energie per la rivoluzione che verrà ci servono anche le idee, ci serve costruirle e condividerle. Tra le mille attività che portiamo avanti, con le quali concretamente proviamo a intervenire sulla realtà che ci circonda, abbiamo bisogno anche di uno spazio, un momento, una pagina bianca, di fronte alla quale fermarci per raccontare l’esistente e immaginare il futuro, per dare una forma a quel limite che la realtà ci mette davanti e costruire strategie per superarlo. Perché sappiamo che anche se viviamo in una società che vuole farci credere di essere l’unica possibile, abbiamo un’infinità di mondi da guadagnare, e da perdere non abbiamo altro che le nostre catene. Buona lettura

IL BLOG DEI PAZZI

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