di Aurelie Dianara

Il 21 Novembre in tutta la Francia, migliaia di persone hanno manifestato per contrastare la deriva liberticida del governo Macron.
Circa 25 000 persone si sono riunite ieri a Parigi per denunciare la proposta di “legge sulla sicurezza globale” attualmente in discussione nell'Assemblea, che rinforza per esempio la polizia municipale e permette la cattura di immagini tramite droni.

L'articolo 24 di questa legge, molto controverso, sul divieto di diffondere le immagini identificabili degli agenti di polizia, è già stato approvato venerdì sera.
Su richiesta di circa 60 organizzazioni, tra cui la Lega per i diritti umani, Amnesty International, i sindacati dei giornalisti e numerosi media, si sono svolte manifestazioni in tutta la Francia.

La legge in questione è inoltre stata denunciata dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha ricordato che "la pubblicazione di immagini e registrazioni relative ad interventi di polizia non solo sono essenziali per il rispetto del diritto all'informazione, ma sono anche legittime nel contesto del controllo democratico".


Dall'arrivo al potere di Macron, con il pretesto degli attacchi islamisti che il Paese ha subito negli ultimi anni, l'edificio giuridico delle libertà è stato progressivamente eroso in senso autoritario. È del 2017 la legge sulla "sicurezza interna e la lotta al terrorismo", che ha reso permanente le disposizioni di deroga ai diritti e alle libertà che caratterizzano lo stato di emergenza; del 2018 sono le leggi su "asilo e immigrazione", "fake news" e "segreto aziendale"; del 2019 la "legge anticasseurs", che limita il diritto di manifestare...


Sempre nel 2019, di fronte all'aumento della violenza della polizia contro la mobilitazione dei gilets gialli, il Parlamento europeo, il Commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa e l'Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite hanno denunciato l'"uso eccessivo della forza" e la minaccia da esso rappresentato per il diritto a manifestare. Nel 2020, persino l’utilizzo della pandemia per imporre misure restrittive alle libertà fondamentali attraverso lo stato d’emergenza sanitaria, senza controllo parlamentare e in modo inadatto a combattere veramente la diffusione del virus, è stata molto criticata.

Oggi quindi, la legge sulla "sicurezza globale" non fa che continuare a seppellire la democrazia francese. E non finisce qua: sono in preparazione leggi molto controverse sul “separatismo” religioso e sulla ricerca accademica che comportano ulteriori restrizioni – a partire dalle occupazioni nelle università, che verrebbero punite fino a 3 anni di carcere e 45 000 euro di multa.


Libertà di manifestare, libertà d’informazione, libertà di espressione, libertà di associazione, libertà religiosa, libertà di stampa, libertà accademica... Sono innumerevoli i tentativi di minare i principi che in teoria dovrebbero cementare le nostre democrazie.


Rifiutando di discutere le vere cause del terrorismo in Francia – ad esempio il legame tra gli interventi militari occidentali nei mondi musulmani e certi attacchi terroristici – il governo francese sta seppellendo le libertà a favore di una svolta securitaria e conservatrice. Incapace di ottenere consenso, il neoliberismo è sempre più costretto ad adottare una forma autoritaria di governo per proteggere gli interessi di una minoranza.

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SIAMO TORNATI! Il 7 ottobre 2020 abbiamo inaugurato la seconda stagione di Radio Quarantena. Ritorniamo con una nuova redazione, quasi 20 collaboratori e 5 rubriche settimanali.

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"È più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo", scriveva Mark Fisher, e mai affermazione ci è sembrata così calzante. Viviamo in un mondo difficile, non solo perché lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo mostra ogni giorno la sua faccia più feroce, ma anche perché sembra sempre più difficile immaginare le alternative a questo stato di cose. Quando urliamo che ci hanno rubato il futuro non vogliamo dire solo che materialmente la nostra generazione non ha più davanti a sé la possibilità di una vita serena; “rubare il futuro” vuol dire anche sottrarci la possibilità di immaginarcene uno, non tanto per noi stessi, ma per tutta la società. Chi prova a immaginare un mondo diverso, addirittura chi prova a costruirlo, rientra nella categoria dei sognatori, degli illusi, di quelle strane persone che mancano di concretezza e che in molti non si vergognano a chiamare “pazzi”. E allora, così sia. Siamo pazzi. Siamo pazzi perché non guardiamo solo a ciò che è utile per qualcuno di noi, ma perché cerchiamo di intervenire sulla realtà, e perché pensiamo che il benessere di tutti equivalga al benessere di ciascuno. Siamo pazzi perché convinti che non debbano esistere sfruttati e sfruttatori, perché pensiamo che i diritti, la salute, le vite, vengono prima dei profitti. Da tempo pensavamo di aprire questo blog, nel quale vogliamo provare a raccogliere contributi che ci aiutino a immaginare una realtà diversa, ma questo ci sembra il momento migliore, il momento in cui tutti noi dobbiamo darci da fare in ogni modo per costruire una speranza e per costruire la prospettiva di un cambiamento ormai divenuto necessario. Il mondo non va solo cambiato, va rivoluzionato, e per preparare le energie per la rivoluzione che verrà ci servono anche le idee, ci serve costruirle e condividerle. Tra le mille attività che portiamo avanti, con le quali concretamente proviamo a intervenire sulla realtà che ci circonda, abbiamo bisogno anche di uno spazio, un momento, una pagina bianca, di fronte alla quale fermarci per raccontare l’esistente e immaginare il futuro, per dare una forma a quel limite che la realtà ci mette davanti e costruire strategie per superarlo. Perché sappiamo che anche se viviamo in una società che vuole farci credere di essere l’unica possibile, abbiamo un’infinità di mondi da guadagnare, e da perdere non abbiamo altro che le nostre catene. Buona lettura

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