di Marc Botenga 

I leader europei hanno appena raggiunto un accordo sul programma di ripresa e sul bilancio europeo. Quindi? Bene? Non troppo bene? Male? Alcuni pensieri a caldo…

 

Il Buono: per la prima volta l'Unione Europea prenderà prestiti comuni. Ciò significa che la Commissione europea prenderà in prestito denaro (750 miliardi) sui mercati finanziari per conto dell'Unione europea. Questa è una forma di solidarietà. Importante in tempi di pandemia. Ed è una buona cosa se questi soldi vengono poi utilizzati per aiutare chi ne ha più bisogno. La metà di questi fondi sarà poi destinata agli Stati. L'altra metà sarà prestata agli Stati e dovrà quindi essere rimborsata. Questo può essere visto come una spinta per alcuni paesi che hanno sofferto particolarmente. L'Italia e la Spagna, ad esempio, riceveranno un sostegno significativo nell'immediato futuro. Bisogna pero vigilare che, alla fine, non siano i lavoratori, ma le multinazionali e gli azionisti a dover pagare (ad esempio, con la tassa sulle transazioni finanziarie).

 

Il Brutto: MA durante tutto il vertice i paesi cosiddetti "frugali" o "avari" come i Paesi Bassi, la Danimarca, la Svezia, l'Austria e la Finlandia hanno condotto una vera e propria guerra di logoramento contro il prestito comune. Anche in tempi di crisi assoluta, quando una pandemia ha colpito duramente soprattutto nel sud dell'Europa, il loro slogan era: "nessuna solidarietà senza austerità". Di conseguenza, con il supporto della Germania di Merkel e della Francia di Macron, hanno ottenuto un RINFORZO dei meccanismi di controllo del bilancio. Anche un solo paese potrà dare l'allarme se ritiene che un altro paese non stia utilizzando "per bene" il denaro ricevuto. Ad esempio, il governo liberale nei Paesi Bassi ritiene che le pensioni spagnole e italiane siano già troppo elevate. In altre parole: il denaro ricevuto non sarà un dono per i lavoratori.

 

Il Cattivo: I Paesi Bassi sono noti per essere un paradiso fiscale per le multinazionali (anche più del Belgio). Le aziende "italiane" come Fiat possono mettere la loro sede fiscale nei Paesi Bassi ed evitare le tasse in Italia. Italia, Francia e Germania perdono così miliardi ogni anno. Denaro che non possono utilizzare per i loro servizi sociali, ad esempio. Ebbene, in questo accordo, l'Olanda e i suoi alleati "frugali" hanno inferto un secondo colpo: i loro contributi al bilancio europeo saranno tagliati. I Paesi Bassi ricevono un taglio di 2 miliardi. In altre parole: i paesi ricchi contribuiranno meno al bilancio. È come dire: "Ho molti più soldi, quindi mi spetta uno sconto".

 

Lo Spennato: Infine, nel piano di ripresa la salute scompare (e la pandemia, dite voi?), il denaro per la ricerca viene tagliato, il Fondo per la transizione giusta viene diviso per 3 in questo piano, e gli obiettivi climatici sono molto limitati. Anche il bilancio europeo a lungo termine viene tagliato. Come in Belgio, l'Unione Europea ha un budget con il quale paga spese, come i fondi di coesione e così via. Il programma di rilancio ha una durata di due o tre anni. Dopo di che, è il bilancio europeo che conta. E' molto piccolo. Rappresenta solo l'1,1% circa della ricchezza prodotta nell'Unione Europea. La decisione di questa mattina non cambia questo fatto. Le vittime in questo caso? In particolare il pilastro che permette la transizione agro-ecologica dell'agricoltura, i fondi sociali o il programma Erasmus, ...

 

E poi? Nell'immediato futuro, l'approvazione del bilancio da parte del Parlamento europeo. Ma dopo: le lotte. Per chiedere che questo pacchetto (1) non sia pagato dai lavoratori o dall'austerità, ma da una tassa sulle transazioni finanziarie (inclusa nella proposta), una tassa minima per le multinazionali o una tassa sui milionari, e (2) vada a beneficio dei lavoratori e dei servizi pubblici con significativi investimenti pubblici e salari più elevati, soprattutto nei settori essenziali.

Scrivici, contribuisci

"È più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo", scriveva Mark Fisher, e mai affermazione ci è sembrata così calzante. Viviamo in un mondo difficile, non solo perché lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo mostra ogni giorno la sua faccia più feroce, ma anche perché sembra sempre più difficile immaginare le alternative a questo stato di cose. Quando urliamo che ci hanno rubato il futuro non vogliamo dire solo che materialmente la nostra generazione non ha più davanti a sé la possibilità di una vita serena; “rubare il futuro” vuol dire anche sottrarci la possibilità di immaginarcene uno, non tanto per noi stessi, ma per tutta la società. Chi prova a immaginare un mondo diverso, addirittura chi prova a costruirlo, rientra nella categoria dei sognatori, degli illusi, di quelle strane persone che mancano di concretezza e che in molti non si vergognano a chiamare “pazzi”. E allora, così sia. Siamo pazzi. Siamo pazzi perché non guardiamo solo a ciò che è utile per qualcuno di noi, ma perché cerchiamo di intervenire sulla realtà, e perché pensiamo che il benessere di tutti equivalga al benessere di ciascuno. Siamo pazzi perché convinti che non debbano esistere sfruttati e sfruttatori, perché pensiamo che i diritti, la salute, le vite, vengono prima dei profitti. Da tempo pensavamo di aprire questo blog, nel quale vogliamo provare a raccogliere contributi che ci aiutino a immaginare una realtà diversa, ma questo ci sembra il momento migliore, il momento in cui tutti noi dobbiamo darci da fare in ogni modo per costruire una speranza e per costruire la prospettiva di un cambiamento ormai divenuto necessario. Il mondo non va solo cambiato, va rivoluzionato, e per preparare le energie per la rivoluzione che verrà ci servono anche le idee, ci serve costruirle e condividerle. Tra le mille attività che portiamo avanti, con le quali concretamente proviamo a intervenire sulla realtà che ci circonda, abbiamo bisogno anche di uno spazio, un momento, una pagina bianca, di fronte alla quale fermarci per raccontare l’esistente e immaginare il futuro, per dare una forma a quel limite che la realtà ci mette davanti e costruire strategie per superarlo. Perché sappiamo che anche se viviamo in una società che vuole farci credere di essere l’unica possibile, abbiamo un’infinità di mondi da guadagnare, e da perdere non abbiamo altro che le nostre catene. Buona lettura

IL BLOG DEI PAZZI

CookiesAccept

NOTE! This site uses cookies and similar technologies.

If you not change browser settings, you agree to it. Learn more

I understand