di Giuliano Granato


8 milioni per il solo Covid Hospital di Ponticelli. Altri 6 milioni per quelli di Caserta e Salerno.
I camion che arrivano col simbolo della Regione Campania in bella mostra, gli abitanti che applaudono, le riprese in time lapse. Il più grande spot elettorale che De Luca potesse mai confezionare.

Mentre medici e lavoratori del settore chiedevano a gran voce che quei soldi fossero utilizzati per riattivare strutture già esistenti, spesso quegli stessi presidi sanitari che De Luca ha chiuso nei suoi anni alla guida della Regione e come Commissario Straordinario proprio alla sanità.

Mentre qui sulla terra c’era chi implorava un tampone. Perché la Campania è stata fanalino di coda in quest’ambito, avendo speso 3,45 mln di €, molto meno non solo di regioni come Veneto e Lombardia, ma anche di Puglia, Sardegna, Sicilia.

Poi, col passare delle settimane, le inchieste giornalistiche e voci coraggiose di operatori del settore fanno emergere gare d’appalto lampo, ditte che iniziano i lavori prima dell’esito della gara (come facevano a sapere che avrebbero vinto loro?); la MED, la ditta veneta vincitrice dell’appalto per la costruzione dei Covid Hospital, che intima alla Regione di non ricoverare nessuno in quei centri o di assumersene totalmente la responsabilità, perché “manca la valutazione di conformità”.

E, ancora, il contratto di fine marzo con la AIOP, sigla della ospedalità privata, che prevede elargizione di soldi pubblici alle cliniche private sulla base della mera disponibilità a prendere in carico pazienti Covid. E quella voce di bilancio per l’emergenza, “altro”, dal valore di 44,371 milioni, la più alta tra tutte le Regioni d’Italia. Addirittura quasi più alta dei bandi di Stato (46mln)!

Il coronavirus ha fatto venire alla luce le fragilità della nostra società. Abbiamo riscoperto un bisogno di protezione. Protezione che per me fa rima innanzitutto con una sanità che funzioni, che sia pubblica, gratuita e universale. La sanità come bancomat per costruire clientele e far piaceri agli amici è utile solo ai De Luca e al blocco di potere che come una cappa si cala sulla nostra Campania.

A noi serve altro. Campagne di prevenzione efficaci: se possiamo evitare di ammalarci non è meglio? Per il nostro popolo sicuramente sì, e chi se ne frega che qualche ditta farmaceutica la pensa diversamente. Investire sulla medicina di comunità, cioè servizi sanitari diffusi sui territori. Partecipazione popolare e soprattutto degli operatori del settore, quelli applauditi come “eroi” e poi trattati dalle istituzioni come pezze da piedi.

Se De Luca ascoltasse comitati, associazioni e non solo le grandi lobby, ne ricaverebbe idee concrete e immediate per invertire la rotta. Lui non lo farà, anche per questo ci candidiamo noi.

 

Scrivici, contribuisci

RADIO QUARANTENA

SIAMO TORNATI! Il 7 ottobre 2020 abbiamo inaugurato la seconda stagione di Radio Quarantena. Ritorniamo con una nuova redazione, quasi 20 collaboratori e 5 rubriche settimanali.

RADIO QUARANTENA

"È più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo", scriveva Mark Fisher, e mai affermazione ci è sembrata così calzante. Viviamo in un mondo difficile, non solo perché lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo mostra ogni giorno la sua faccia più feroce, ma anche perché sembra sempre più difficile immaginare le alternative a questo stato di cose. Quando urliamo che ci hanno rubato il futuro non vogliamo dire solo che materialmente la nostra generazione non ha più davanti a sé la possibilità di una vita serena; “rubare il futuro” vuol dire anche sottrarci la possibilità di immaginarcene uno, non tanto per noi stessi, ma per tutta la società. Chi prova a immaginare un mondo diverso, addirittura chi prova a costruirlo, rientra nella categoria dei sognatori, degli illusi, di quelle strane persone che mancano di concretezza e che in molti non si vergognano a chiamare “pazzi”. E allora, così sia. Siamo pazzi. Siamo pazzi perché non guardiamo solo a ciò che è utile per qualcuno di noi, ma perché cerchiamo di intervenire sulla realtà, e perché pensiamo che il benessere di tutti equivalga al benessere di ciascuno. Siamo pazzi perché convinti che non debbano esistere sfruttati e sfruttatori, perché pensiamo che i diritti, la salute, le vite, vengono prima dei profitti. Da tempo pensavamo di aprire questo blog, nel quale vogliamo provare a raccogliere contributi che ci aiutino a immaginare una realtà diversa, ma questo ci sembra il momento migliore, il momento in cui tutti noi dobbiamo darci da fare in ogni modo per costruire una speranza e per costruire la prospettiva di un cambiamento ormai divenuto necessario. Il mondo non va solo cambiato, va rivoluzionato, e per preparare le energie per la rivoluzione che verrà ci servono anche le idee, ci serve costruirle e condividerle. Tra le mille attività che portiamo avanti, con le quali concretamente proviamo a intervenire sulla realtà che ci circonda, abbiamo bisogno anche di uno spazio, un momento, una pagina bianca, di fronte alla quale fermarci per raccontare l’esistente e immaginare il futuro, per dare una forma a quel limite che la realtà ci mette davanti e costruire strategie per superarlo. Perché sappiamo che anche se viviamo in una società che vuole farci credere di essere l’unica possibile, abbiamo un’infinità di mondi da guadagnare, e da perdere non abbiamo altro che le nostre catene. Buona lettura

IL BLOG DEI PAZZI

CookiesAccept

NOTE! This site uses cookies and similar technologies.

If you not change browser settings, you agree to it. Learn more

I understand