Di Luca Di Mauro

Con il presidente ormai eletto ma con i voti di vari Stati ancora in via di estenuante conteggio, qualsiasi analisi dell’elezione presidenziale americana potrebbe apparire prematura, eppure un dato appare incontrovertibile: mai i “Latinos”, gli americani ispanici, sono stati tanto attivi e, a conti quasi fatti, tanto determinanti.

Di Geraldina Colotti

Riprendiamo per il nostro blog un articolo comparso su L'antidiplomatico

 

Le dichiarazioni, si sa, possono restare sulla carta se non si determinano atti che ne sostanzino i contenuti. Tuttavia, ci sono momenti nei quali anche i pronunciamenti acquistano un significato particolare, dovuto a specifiche circostanze. In questo caso, la circostanza è di tutto rilievo, trattandosi dell’assunzione di incarico del neo-eletto presidente boliviano Luis Arce e del suo vice David Coquehuanca.

Di Eliana Como, portavoce nazionale #RiconquistiamoTutto - opposizione CGIL

Quando in primavera è esplosa la prima crisi sanitaria in Italia, soprattutto nelle regioni più industrializzate del nord, le pressioni degli imprenditori per non fermare l’economia, anteponendo il loro profitto alla nostra salute, sono state feroci. Quegli stessi padroni, in larga parte metalmeccanici ora chiedono anche il conto sul piano economico e salariale. Conto che la gran parte dei lavoratori e delle lavoratrici ha già pagato, tra centinaia di migliaia di licenziamenti dei precari e cassa integrazione (che copre mediamente solo poco più della metà del salario e che, dove non è stata anticipata dall’azienda è arrivata con mesi di ritardo).

Di Emanuele Bellintani

A trentun anni dal crollo del Muro di Berlino, è ora di fare i conti con una storia politica tutt’altro che conclusa e dire le cose come stanno. Si dice che “una sconfitta non rende ingiusta una causa” e, a vedere come vanno le cose, probabilmente quel Muro proteggeva anche noi. Avvertenza: quanto segue non è adatto a chi si beve le “biografie del comunismo” di Paolo Mieli o si strugge per le “anime prigioniere” di Ezio Mauro, e ai liberali a mano armata che da anni raccontano sempre le stesse banalità.

23 ottrobre protesta a napoli contro deluca coronavirus

Ero in piazza a Napoli stasera.
Non volevo scrivere nulla perché su FB si finisce a fare le tifoserie e la situazione - sociale e sanitaria - è complessa e delicata. Però sto leggendo in rete cose inaccettabili e vorrei provare a far capire, anche fuori Napoli, cos'è successo, rispondendo alle domande più comuni.
Cercherò di essere obbiettivo al massimo, poi ognuno si fa le sue opinioni. Abbiate un po' di pazienza.

di Salvatore Prinzi

A Napoli continuano le proteste. Siamo stati in piazza anche ieri [26 Ottobre], in una piazza che si preannuncia molto composita.
Ma non basta andare in piazza, perché se non ci vai organizzato rischi di fare l'utile idiota di qualcuno.
Vi faccio un esempio: oggi il Governo dice che i piccoli commercianti e 350.000 imprese avranno indennizzi.

di Salvatore Prinzi

A marzo siamo stati sorpresi. La prima reazione è stata la paura. Si tendeva a giustificare la politica perché c'era un evento inimmaginabile, mondiale.
Come nelle guerre, si chiedeva innanzitutto stabilità. Chi poneva problemi, chi non obbediva, chi osava andare a correre, era un nemico. Ci si stringeva al potere perché era l'unico che ci poteva salvare. Siamo stati disciplinati.

di Geraldina Colotti

[riprendiamo e pubblichiamo un articolo comparso su L'Antidiplomatico. L'articolo originale si trova qui]

Una giornata storica, quella vissuta in Cile durante il referendum costituzionale del 25 ottobre. Due i quesiti nella scheda. Il primo chiedeva ai cittadini di approvare o rifiutare una nuova costituzione. In caso affermativo, si doveva scegliere l’organo deputato a redigere la nuova Carta magna. Nel primo caso, un’Assemblea Costituente composta da 155 cittadini, eletti alle prossime amministrative dell’11 aprile 2021 in base a criteri di parità di genere e alla partecipazione di delegati delle popolazioni indigene. Nel secondo, una convenzione mista, ossia 50% di parlamentari designati dal Congresso e l’altro 50% da cittadini eletti con voto popolare, come nel primo caso.

di Giuliano Granato

La fiscalità di vantaggio sarà un fallimento per il popolo del Sud; serve un vero “Piano per il Lavoro”.
Quale destino per il Sud Italia? Quali progetti per invertire la rotta, superare la frattura storica col Nord? In questi mesi se n’è finalmente parlato, ma non c’è stato un vero dibattito. Gli articoli sulla stampa, le interviste ai politici, finanche le sortite elettorali, rasentavano un unanimismo che mi ha lasciato basito.

Scrivici, contribuisci

RADIO QUARANTENA

SIAMO TORNATI! Il 7 ottobre 2020 abbiamo inaugurato la seconda stagione di Radio Quarantena. Ritorniamo con una nuova redazione, quasi 20 collaboratori e 5 rubriche settimanali.

RADIO QUARANTENA

"È più facile immaginare la fine del mondo che la fine del capitalismo", scriveva Mark Fisher, e mai affermazione ci è sembrata così calzante. Viviamo in un mondo difficile, non solo perché lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo mostra ogni giorno la sua faccia più feroce, ma anche perché sembra sempre più difficile immaginare le alternative a questo stato di cose. Quando urliamo che ci hanno rubato il futuro non vogliamo dire solo che materialmente la nostra generazione non ha più davanti a sé la possibilità di una vita serena; “rubare il futuro” vuol dire anche sottrarci la possibilità di immaginarcene uno, non tanto per noi stessi, ma per tutta la società. Chi prova a immaginare un mondo diverso, addirittura chi prova a costruirlo, rientra nella categoria dei sognatori, degli illusi, di quelle strane persone che mancano di concretezza e che in molti non si vergognano a chiamare “pazzi”. E allora, così sia. Siamo pazzi. Siamo pazzi perché non guardiamo solo a ciò che è utile per qualcuno di noi, ma perché cerchiamo di intervenire sulla realtà, e perché pensiamo che il benessere di tutti equivalga al benessere di ciascuno. Siamo pazzi perché convinti che non debbano esistere sfruttati e sfruttatori, perché pensiamo che i diritti, la salute, le vite, vengono prima dei profitti. Da tempo pensavamo di aprire questo blog, nel quale vogliamo provare a raccogliere contributi che ci aiutino a immaginare una realtà diversa, ma questo ci sembra il momento migliore, il momento in cui tutti noi dobbiamo darci da fare in ogni modo per costruire una speranza e per costruire la prospettiva di un cambiamento ormai divenuto necessario. Il mondo non va solo cambiato, va rivoluzionato, e per preparare le energie per la rivoluzione che verrà ci servono anche le idee, ci serve costruirle e condividerle. Tra le mille attività che portiamo avanti, con le quali concretamente proviamo a intervenire sulla realtà che ci circonda, abbiamo bisogno anche di uno spazio, un momento, una pagina bianca, di fronte alla quale fermarci per raccontare l’esistente e immaginare il futuro, per dare una forma a quel limite che la realtà ci mette davanti e costruire strategie per superarlo. Perché sappiamo che anche se viviamo in una società che vuole farci credere di essere l’unica possibile, abbiamo un’infinità di mondi da guadagnare, e da perdere non abbiamo altro che le nostre catene. Buona lettura

IL BLOG DEI PAZZI

CookiesAccept

NOTE! This site uses cookies and similar technologies.

If you not change browser settings, you agree to it. Learn more

I understand