Lo Sportello Medico Popolare si è “allargato”! Il “tradizionale” appuntamento di medicina generale raddoppia! Il lunedì ci troverete accoppiati con lo Sportello di Ascolto, spazio in cui trovare il sostegno di psicologi, psichitatri e assistenti sociali; il mercoledì, invece, con il nuovo Sportello Pediatrico e con uno spazio dedicato alla nutrizione! “Stesso posto, stessa ora”, dalle 16:00 alle 19:00!

E fra una visita e l’altra una sala d’aspetto d’eccezione, con tante sane “letture popolari”! Qui niente riviste scandalistiche, niente brochure su nuovi medicinali e case farmaceutiche... Meglio tanto materiale informativo per arrivare preparati al Referendum Costituzionale del 4 dicembre, un appuntamento importante e da non perdere, proprio come quello col medico!

Noi non abbiamo dubbi su cosa andare a votare! Un bel NO per contrastare le ultime manovre del governo Renzi e del PD e mandare a casa chi ci sta avvelenando la vita, un bel NO in faccia a chi si affaccenda ogni giorno, nei palazzi del potere, per negarci il nostro diritto alla salute!


Cosa c'entra il Referendum Costituzionale col diritto alla salute? Facciamo chiarezza!

Quelli che... il diritto alla salute non è per niente toccato da questa riforma!

Soltanto gli ingenui pensano che non essendo in discussione la modifica dell'articolo 32 della Costituzione, quello che ci dichiara tutti uguali nella tutela del nostro diritto alla salute, siamo salvi! Ok, sulla carta restiamo ancora tutti alla pari, ben garantiti senza alcuna discriminazione di sorta. Amen.
Ma nel concreto è vero? O è arrivato il momento di farsi un bagno di realtà e capire che questa è diversa da come qualcuno la sognava nel '47? Siamo realmente tutti così tutelati?! A noi sembra che tenere l'articolo 32 al sicuro in soffitta non basti, dobbiamo fare di più, molto di più!

Quelli che... mi fido della TV, dei giornali e della propaganda di Renzi! In tema di legislazione sanitaria sarà rivoluzione!

“Con il Referendum si decide se lasciare tutta la sanità alle Regioni oppure dare stessi diritti a tutti i cittadini”.
“Se vincono i sì tutti i malati di cancro avranno gli stessi farmaci, indipendentemente dalla regione in cui vivono”.

Mentre Renzi ci racconta “sogni di rivoluzione”, quasi avesse trovato una bacchetta magica sotto al cuscino, noi ci teniamo a chiarire prima un semplice concetto: salute e sanità sono due cose molto diverse! La nostra salute non è solo assistenza sanitaria! La fa il nostro lavoro, la salubrità dei nostri territori, quello che mangiamo e che beviamo, la fa vivere in una casa decente, la fanno così tanti altri fattori che incidono pesantemente sulla nostra vita quotidiana – detti non a caso “determinanti di salute” - che ridurre tutto questo all'organizzazione dei servizi di prevenzione, assistenza e cura è davvero poca, pochissima roba.
Ma partiamo comunque da qui, prendendo per buona un'unica cosa vera, fra tante chiacchiere: il referendum costituzionale tratterà anche di alcune variazioni in tema di legislazione sanitaria. È l'articolo 117 del titolo V ad essere oggetto di discussione. Cosa strana, però, nessuno ci spiega con chiarezza quali sarebbero gli effetti concreti del sì. E allora non ci resta che capire tutto da noi, vedere in che consiste l'Effetto Rivoluzione che sbandiera il Governo!

1) Lo Stato avrà potere di dare disposizioni generali e comuni per la tutela della salute e le Regioni saranno incaricate della programmazione e dell'organizzazione dei servizi sanitari e sociali.
Traduzione: niente cambierebbe con la riforma costituzionale, né sarebbe diverso dalla realtà che siamo costretti a vivere oggi! Attraverso i LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), lo Stato individua già adesso quei campi di intervento sanitario che debbono essere garantiti a tutti e tutte, in qualsiasi regione. E attraverso le Finanziarie e le Leggi di Stabilità decide già ora quanti fondi stanziare per il nostro sistema sanitario.
Non è finita qui: se saranno le Regioni a continuare a disporre la pianificazione e l'organizzazione dei servizi e se non si incide minimamente sulle modalità con cui ci si accaparrano ruoli dirigenziali e “di potere” a livello locale, come pensiamo di non subire anche in futuro lo stesso prodotto di corruzione, clientelismo, incapacità gestionale e sprechi in quelle zone in cui la sanità pubblica è già allo sfascio? Questo avverrà indipendentemente da chi suddividerà e amministrerà i fondi, con zero miglioramenti in vista per noi!

2) La Conferenza Stato-Regioni non sarà abolita, ma non sarebbe più quella la sede in cui i nostri rappresentanti istituzionali locali - ammesso che lo abbiano mai fatto! - potranno strappare più finanziamenti, più assunzioni facendo valere le nostre ragioni, i nostri diritti. Si tratterebbe per lo più di verificare il rispetto del Pareggio in Bilancio - quello sì, già introdotto nella Costituzione! - e magari ad imporci quei commissariamenti di cui già conosciamo gli effetti, pur di rientrare nelle spese imposte come sempre dal Governo.

3) Ci dicono che le Regioni e le autonomie locali, però, potranno far valere le proprie ragioni direttamente in Senato, il “nuovo” Senato.
Sembra meraviglioso, ma…Ma quali ragioni? Se tutto ciò che atterrebbe alla discussione e all’approvazione delle Leggi di Bilancio non sarà più di pertinenza del Senato, nemmeno questo sarebbe lo spazio in cui discutere il finanziamento dei nostri servizi!

Proviamo a riepilogare: per quanto riguarda i nostri interessi di utenti dei servizi sanitari, sono in ballo poche variazioni alla forma, nessuna alla sostanza! Ed è assolutamente falso che ci sarebbero effetti positivi “automatici” per tutti noi, perché la riforma non incide minimamente su tutto ciò che oggi produce disservizi e diseguaglianze sui territori. Qualcosa però è destinato a cambiare e parecchio col sì al referendum: nella partita che si gioca fra Esecutivo e governi locali, questi ultimi si troverebbero ancora più fuori da qualsiasi spazio di decisione, senza alcuna possibilità di fare da contrappeso politico alle prossime politiche di governo. Si tratterebbe dell'eliminazione di fatto di qualsiasi forma di potere locale e di possibilità di opposizione in sede istituzionale! In sintesi: tutto ciò che è negativo laddove c’è già “disfunzionalità” è garantito come sempre, proprio perché non si incide sulle sue cause, mentre ciò che rischierebbe di essere d’ostacolo alle politiche sanitarie “a marchio Renzi”, in sede istituzionale, sarà semplicemente silenziato, con buona pace per qualsiasi reale miglioramento!

E noi utenti? Inutile dirlo, ci troveremmo ancora più imbavagliati davanti a chi, solo al comando e a distanze siderali, deciderebbe delle nostre vite e delle politiche sanitarie che ci riguardano senza ascoltarci, continuando a fare gli interessi di case farmaceutiche, privati, classi sociali agiate, spesso già iper-garantite!


Quelli che... Vogliono vederci chiaro!

Fin qui tutto lampante! Ed è finalmente chiaro anche quale sia la posta in gioco: accentrare tutto il potere nelle mani di pochi e lasciarci credere che stiano facendo un favore a noi! Adesso non ci resta che demistificare un po' di quella fuffa che ci propina Renzi in TV per chiudere definitivamente la partita e andare a votare convinti un bel NO il 4 dicembre!

Partiamo dalle poche certezze che abbiamo: c'è bisogno di una netta e immediata svolta per salvare la nostra sanità pubblica e tutelare la nostra salute. L'attuale organizzazione dei servizi è disastrosa, lo sappiamo bene noi che viviamo in Campania, dove la situazione è sempre più grave, dove abbiamo zero o scarsissime opportunità di prevenzione e di cura. E la regionalizzazione del governo della sanità attuata nel 2001 non ha fatto altro che precipitare le disparità, abbandonare alcune regioni, come la nostra, a corruzione diffusa e sprechi, quelli delle famosissime siringhe a costo differente di territorio in territorio, nonostante si paghino tasse eguali e salate ovunque.
Però adesso facciamo attenzione: il dibattito pubblico imposto da Renzi e suoi portavoce e pennivendoli, ci lascia pensare che “o sarà centralizzazione o sarà diseguaglianza perenne” e sposta tutta l'attenzione sulla contrapposizione di un “governo buono e giusto” contro tutte le Regioni. Se seguiamo questa stessa linea di ragionamento rischiamo perciò di lasciarci abbindolare con poche parole, o peggio di scommettere al buio su un qualsiasi cambiamento, convinti davvero del fatto che “peggio di così si muore”!
Cosa non ci dice Renzi? Che la regionalizzazione della sanità è stata voluta da quegli stessi blocchi di potere che, come quindici anni fa, sono ugualmente iper-rappresentati in Parlamento e al Governo ed è stata fortemente spinta da chi, in buonafede, si illudeva di avviare un processo che avvicinasse l'amministrazione dei fondi pubblici al popolo, attraverso una diversificazione di investimenti e servizi a misura di ogni specifica esigenza territoriale..
Dunque non è stato il provvedimento in sé a produrre questo disastro, quanto piuttosto il modo, il criterio politico secondo cui è stato applicato nel 2001 e si è concretizzato in tutti questi anni fino ad oggi, fino a questa “crisi indotta” della sanità pubblica. E di questo non può essere che lui stesso uno dei maggiori responsabili, motivo per cui oggi deve necessariamente scagliarsi contro un “nemico immaginario”, pur di buttarci fumo negli occhi e raccogliere un po' di consenso!

Renzi è parte di quegli stessi che l'organizzazione e la programmazione della sanità regionale continueranno, come in passato, a farla contro tutti i nostri interessi. Quegli stessi che ci hanno messo 15 anni per aggiornare i LEA. Quegli stessi che negli ultimi anni hanno puntualmente promesso un aumento dei fondi sanitari alle Regioni, per poi ridurre sempre di più la percentuale di PIL da destinare alla sanità pubblica del nostro Paese, Finanziaria dopo Finanziaria!

E infine, facciamo chiarezza sulla beffa dei farmaci oncologici, perché proprio non ci va che ci strappino un sì giocando con temi tanto delicati per noi, che in Campania abbiamo uno dei tassi di incidenza di tumori più alti d'Italia: la Costituzione non c'entra proprio niente con tutto questo, così come per qualsiasi altro farmaco totalmente rimborsato dal nostro Sistema Sanitario Nazionale. E men che meno c'entrano le Regioni e le loro presunte autorizzazioni!
È l'AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) a contrattare per conto del Ministero della Salute con l'Azienda per l'Autorizzazione dell'Immissione in Commercio il “costo” di questo tipo di medicinali. E Regioni e aziende sanitarie si trovano davanti a prezzi già stabiliti a livello centrale quando vanno ad approvvigionarsi, prezzi che spesso sono solo risibilmente ribassati rispetto a quelli “al pubblico” e pertanto risultano inaccessibili, soprattutto a causa di quei limiti alle spese sanitarie, imposti ancora una volta a livello centrale.
Renzi mente e sa di mentire quando dà la colpa alle Regioni! La questione andrebbe piuttosto centrata sulla necessità di ottimizzare il potere contrattuale statale rispetto a case farmaceutiche e privati fornitori di presidi sanitari - comprese le sue amate siringhe! - partendo magari dall’istituzione di un Centro Unico di Spesa per tutto il territorio nazionale.
E allora, ancora una volta, qual è il “non detto”? Che al di là della sua facile propaganda “a intermittenza” non c'è nessuna volontà politica reale di contrastare le speculazioni dei privati! Per farsi un’idea propria basta raccogliere qualche informazione sulla nostra Ministra della Salute Beatrice Lorenzin, colei che non ha mai nascosto di essere a favore e addirittura promotrice degli interessi di lobby e case farmaceutiche. E la Lorenzin al suo posto chi ce l'ha messa?!

Ora abbiamo abbastanza elementi per dirci che non sarà questo governo a salvare le nostre sorti! E se qualcuno non ne è ancora convinto, le parole di Walter Ricciardi, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità e convinto promotore del sì al Referendum, sono il miglior bilancio di questi ultimi anni: “I cittadini del Sud sono beffati tre volte: pagano di più, hanno meno servizi e sono costretti a emigrare per curarsi”. Più chiaro di così...


Oltre la sanità, per la reale tutela del nostro diritto alla salute!

Lo abbiamo detto prima: il diritto alla salute è cosa ben diversa da qualsiasi politica sanitaria. Lo fanno piuttosto tutte le azioni politiche, sociali, economiche, scientifiche, culturali, che vanno a incidere sui “determinanti di salute”.
Se passasse la riforma costituzionale, ciò che abbiamo visto nel dettaglio per la sanità pubblica sarebbe realtà concreta in qualsiasi altro ambito. Insieme alla prossima modifica alla legge elettorale secondo il cosiddetto “Italicum”, infatti, si configurerebbe un cambiamento profondo dell'attuale assetto democratico del Paese, con una riduzione dei nostri spazi diretti di partecipazione e decisione, uno svilimento di qualsiasi funzione di opposizione del Parlamento e con l'accentramento enorme del potere nelle mani dell'Esecutivo.

Renzi le nostre vite le ha già minate in ogni singolo aspetto, anche quando qualche brandello di opposizione alle sue riforme selvagge, in Parlamento e soprattutto nelle piazze, lo ha avuto eccome! Di cosa sarebbe capace dopo una svolta autoritaria di questo tipo? Basta un mini-bilancio di questi pochi anni di governo e farsi le domande giuste, per scegliere convintamente di fermarlo prima che sia troppo tardi!

- Vogliamo ancora affidare i nostri territori a chi già in passato li ha inquinati, a chi non vuole risanarli, non fa niente per bonificarli? a chi ci mandava l'esercito a vigilare sui roghi tossici per pura propaganda, mentre nel frattempo approvava in Parlamento lo “Sblocca Italia” e sabotava il Referendum contro le trivellazioni in mare invitando all'astensione? A chi ci vuole privatizzare persino l'acqua nonostante abbiamo votato con convinzione di volerla pubblica, a chi ha sempre lavorato nell'interesse di pochi costruttori, di pochi, grandi imprenditori, come nel caso della TAV in Piemonte, dell'Ilva a Taranto, degli scandali eterni sulla riqualificazione di Bagnoli? A chi spinge sulle speculazioni delle Grandi Opere fregandosene di chi quelle stesse aree le abita e si avvelena, ammalandosi di tumori e di malattie invalidanti ed evitabili?
La nostra risposta è semplice: NO!

- Vogliamo affidare la nostra salute a chi con il “Jobs Act” ha ulteriormente peggiorato le nostre condizioni lavorative, ha reso le nostre vite più instabili e ci rende sempre più ricattabili; a chi vuole farci lavorare duro fino a vecchiaia inoltrata negandoci e tagliandoci le pensioni? A chi ha tagliato e taglia sempre di più qualsiasi modo di incentivare la sicurezza sul lavoro, di evitare infortuni e malattie professionali, spingendo su una “semplificazione” del Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro che significa meno controlli e meno responsabilità per i nostri padroni?
La nostra risposta è semplice: NO!

- Vogliamo affidarci a chi ci racconta che i finanziamenti al nostro Sistema Sanitario Nazionale sono in aumento di anno in anno, mentre ci basta mettere piede in un ospedale, in un'ASL, in un qualsiasi ambulatorio medico per accorgerci che tutto è stato tagliato e sarà ancora e ancora tagliato? Vogliamo affidare la nostra salute a chi ha fatto in modo che curarsi sia diventato ormai un lusso per pochi, a chi ci taglia le esenzioni dal ticket e ci obbliga a dover pagare di tasca nostra sempre più indagini diagnostiche, se sono gli ultimi mesi dell'anno e i “tetti di spesa” sono stati raggiunti; a chi ci impone aumenti del ticket continui, in cambio un'assistenza sempre più scadente e scarsa?
La nostra risposta è semplice: NO!

- Vogliamo fidarci ancora di chi spreca fior fior di soldi pubblici per campagne inutili e discriminatorie come quelle sul Fertility Day, quando non investe un centesimo per metterci nelle reali condizioni di affrontare i costi e le responsabilità della genitorialità o una contraccezione efficace e sicura? Di chi investe poco e niente in prevenzione? Vogliamo fidarci ancora di chi abbandona e nega una vita dignitosa a disabili, anziani, sofferenti psichici, invalidi, tagliando tutti i servizi socio-assistenziali del terzo settore e lasciando sole famiglie su famiglie mentre provvedono senza alcuna formazione specializzata all'assistenza dei propri cari?
La nostra risposta è semplice: NO!

- Vogliamo fidarci di chi ha regalato interi settori della sanità al mercato dei privati attraverso continue esternalizzazioni e convenzioni fuori controllo, di chi licenzia e precarizza i lavoratori del settore, di chi tratta la nostra salute come una qualsiasi voce di spesa, come una branca del commercio o dell'industria come tante altre?
La nostra risposta è semplice: ancora una volta NO!

Se una svolta è necessaria, noi abbiamo le idee chiare su come darla! Vogliamo essere protagonisti di tutto ciò che riguarda le nostre vite, organizzandoci dal basso per risanare i nostri territori, per avere un lavoro sicuro e dignitoso, dove non ammalarsi, non infortunarsi, non farsi sfruttare; vogliamo una previdenza sociale efficiente, servizi sociali a nostra misura, vogliamo ospedali funzionanti, programmi di prevenzione efficaci, perché tutto questo è quello che ci spetta!
E poi vogliamo riprenderci le nostre istituzioni fin da subito, esercitando controllo popolare su chi deve necessariamente rappresentare i nostri soli interessi, per decidere in prima persona come investire il nostro denaro, per cucirci addosso le misure politiche e sociali che fino ad oggi hanno pensato di poterci calare dall'alto, per tornare a partecipare attivamente su tutti i livelli, dalle strade, dai nostri quartieri, a tutti i palazzi del potere. E quindi, perché no, vogliamo scegliere una riforma della Costituzione che sia a misura del popolo, non una riforma qualsiasi!

Insomma, vogliamo prenderci tutto ed una cosa certa la sappiamo: il futuro che vogliamo tocca scriverlo a noi! Perché finchè lasceremo che siano pochi criminali a governare contro i nostri interessi e a parlare di “rinnovamento”, tutto puzzerà sempre e soltanto di vecchio!
E allora noi a questo governo, a Renzi, alla Boschi, alla Lorenzin e a questa riforma dobbiamo dire NO!
E da quel giorno, dal 4 dicembre, vogliamo continuare a dirlo e a urlarlo tutti i giorni NO, per mandare a casa chi ci fa la guerra - “rottamarlo” per dirla alla sua stessa maniera! - e dare tutto il Potere al Popolo!

Per il pieno rispetto del nostro diritto alla salute, per la tutela dei nostri territori e dell'ambiente, per una sanità pubblica, gratuita, di qualità, il 4 dicembre votiamo NO al Referendum Costituzionale!

Il 4 dicembre votiamo NO e mandiamo a casa il governo Renzi!

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