Giovedì 7 il controllo popolare, con la Terza Municipalità - che ha sollecitato i controlli dei vigili e dell'Asl - è tornato al Centro San Martino a via Capodimonte, centro che seguiamo dallo scorso luglio e che ci sconvolse per le pessime condizioni igienico sanitarie e per le carenze dell'assistenza.

Fin da subito abbiamo prestato ai ragazzi assistenza linguistica, medica e legale, tramite i nostri sportelli gratuiti, insomma tutto quanto veniva loro - inspiegabilmente! - negato dalle Istituzioni. Insieme ai migranti, abbiamo cominciato a raccogliere testimonianze, a conoscerci, e a organizzarci per cambiare questa insostenibile situazione...

Siamo tornati nel centro a dicembre, con un'ispezione a sorpresa insieme al senatore De Cristoforo, l'ASL e l'assessore municipale alle politiche sociali Laura Marmorale: un momento importante, venuto dopo 5 mesi di pressioni e denunce pubbliche, perché la politica non può pensare di chiudere gli occhi davanti al fatto che a decine di esseri umani viene negata una vita dignitosa! Frutto di quell'incontro è stato un esposto alla Procura della Repubblica, documento in cui si riportava quanto avevamo visto e toccato, chiedendo la chiusura immediata di quella struttura.

Grazie alla battaglia collettiva intrapresa le cose sembravano aver preso una piega diversa, finchè, non sono ripiombate nel baratro. Abbiamo scoperto - alla faccia della democrazia! - che l'esposto era stato archiviato, per motivi che non si sa bene quali siano...

Non potevamo più aspettare: così siamo tornati. Quello che abbiamo trovato è stato incredibile. Le immagini sono fin troppo eloquenti, ci limitiamo a sottolineare le questioni più gravi:
- più di dieci giorni fa le forze dell'ordine sono intervenute nel centro per apporre i sigilli ai contatori che forniscono una parte della struttura perché abusivi. Risultato? I migranti sono rimasti fino ad oggi senza elettricità!
- è stato rinvenuto dell'ASL la pericolosissima presenza di amianto sbriciolato (ed è stato ingiunto di provvedere immediatamente alla rimozione in sicurezza)
- oggi sono state poste sotto sequestro tre stanze e un bagno perchè evidentemente inagibili. Una scala interna è pericolante, a rischio crollo
- il centro potrebbe ospitare al massimo 72 persone, ma il numero dei presenti è molto molto più alto, cosa che peggiora ulteriormente le già tremende condizioni sanitarie e lo stato degli spazi comuni, totalmente insufficienti
- l'impianto elettrico non è idoneo: in alcune stanze siamo dovuti entrare con torce per mancanza di finestre e corrente elettrica!

Dal canto nostro possiamo testimoniare l'assoluta inadeguatezza della mediazione culturale e dell'assistenza sanitaria, che il cibo è di qualità pessima, impossibile da mangiare. E invece di risolvere questo, i galantuomini gestori del centro hanno ben pensato di assumere una guardia giurata (con tanto di maglia "security"), sintomo del clima repressivo e ricattatorio che pervade ogni angolo del posto.

Queste condizioni sono constatabili da chiunque, tutto avviene sotto la luce del sole! E allora ci chiediamo, provocatoriamente, come sia possibile che il nostro esposto sia stato fatto sparire?Com'è possibile che la prefettura non intervenga visto che è tenuta a fare ispezioni periodiche?

Chiediamo che il centro sia chiuso immediatamente e che ai migranti attualmente in-ospitati lì dentro sia garantita un'accoglienza dignitosa nella zona di Napoli, visto che parliamo di uomini che nell''ultimo anno hanno intessuto rapporti umani sociali nella nostra città, e non meritano di essere "sradicati" ancora una volta! Chiediamo che a tutti i migranti costretti, per tanti mesi, in questo stato degradante, sia conferito il permesso di soggiorno, perchè vittime di abusi quotidiani e malcelati!

Chiediamo che venga fatta luce su un altro centro, gestito dalla stessa cooperativa in via Taddeo Da Sessa che ospita più di trecento persone, di cui abbiamo già cominciato a raccogliere le testimonianze, e che a breve ci costringerà a intervenire duramente!
Abbiamo bisogno del sostegno di chiunque mantenga ancora un briciolo di umanità e lucidità, di chiunque abbia a cuore la verità e non ceda ai venti di razzismo e barbarie che spirano forti in questo paese, perchè davvero si costruisca un'accoglienza a misura d'uomo e non del profitto criminale!

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Abbiamo messo per iscritto le idee che stanno alla base del nostro progetto, e tutti i modi in cui si può dare una mano.

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