Alla fine del mese di Luglio, come avevamo annunciato, abbiamo dato vita alla seconda giornata di controllo popolare nei Centri d’Accoglienza Straordinaria in cui vivono migliaia di migranti richiedenti asilo, tra Napoli e la provincia…A differenza della primo turno, questa volta abbiamo organizzato una visita “a sorpresa”, una vera e propria ispezione improvvisa nei centri, in maniera tale da poterli osservare direttamente nel loro normale, quotidiano, funzionamento. Quello che abbiamo trovato lo si può facilmente immaginare…

 

STRUTTURE INADEGUATE!

Innanzitutto, una condizione pressoché generale di inadeguatezza delle strutture - in uno dei centri da poco aperto mancano addirittura i letti! Molti edifici sono fatiscenti, con una manutenzione inadeguata o insufficiente e totalmente isolati, perché organizzate proprio sulla volontà di rendere "invisibili" i migranti presenti sul territorio, ghettizzandoli ed impedendo qualunque contatto con il resto della comunità.
L’assenza di legami e relazioni sociali di alcun tipo, per i migranti si traduce, nella maggior parte dei casi, in uno sfruttamento brutale subito da parte dei caporali o dei camorristi di turno. È questa l’unica “possibilità”, l’unico “sbocco” che, nei fatti, il territorio gli offre e gli svela.


NESSUN CONTROLLO E TRASPARENZA SUGLI APPALTI E SULLE ASSEGNAZIONE DI FONDI PUBBLICI!

Le gare d'appalto per questo tipo di “servizi” si svolgono in situazioni “emergenziali”. Questo genera un enorme problema rispetto a un controllo trasparente sull'utilizzo dei fondi pubblici destinato ai CAS. A risultare vincitori sono molto spesso enti privati che non hanno alcuna competenza nel settore dell'immigrazione: pensate che uno di questi soggetti, tra i più importanti della regione, fino a pochi mesi fa produceva condizionatori! Business is business, come si dice…


ASSISTENZA SANITARIA E LEGALE E MEDIAZIONE CULTURALE ASSENTI!

La gestione dei privati – assolutamente disinteressati all’accoglienza dei migranti - si riflette anche nella scelta di un personale totalmente privo delle competenze che in quegli ambiti sarebbero non solo adeguate ma necessarie. In molti centri abbiamo trovato “operatori” che parlano solo italiano (!) e che sono presenti soltanto perché imparentati con i gestori... Così i richiedenti asilo sono abbandonati a loro stessi, privati di qualsiasi tipo di informazione sulle procedure di asilo che li riguardano, sui propri diritti, disorientati e depressi.
La mancanza più grave, in assoluto, che abbiamo riscontrato è quella igienico-sanitaria. Nella maggior parte dei casi, non vengono effettuati ai migranti gli screaning sanitari all'arrivo, e, nei casi rari in cui lo si fa allo sbarco, non vengono comunicati né al migrante interessato né alla struttura. Per quello che abbiamo visto, dire assistenza medica è un parolone: non ci sono percorsi di accompagnamento o sostegni sanitari, è la Tachipirina la soluzione per tutti i mali!
Preoccupante è la presenza di minorenni, che dovrebbero seguire dei percorsi specifici, in alcune situazioni che abbiamo visitato, e che invece sono lasciati completamente soli e allo sbando.


CHE COSA POSSIAMO FARE NOI? COSTRUIAMO I COMITATI CIVICI DI CONTROLLO POPOLARE!

La situazione è allarmante: ormai il diniego del diritto d’asilo dato dalle commissioni territoriali preposte è diventato prassi e i migranti sono costretti a rimanere in un limbo vergognoso anche per anni! Se a questo aggiungiamo il moltiplicarsi dei fronti di guerra intorno a tutto il Mediterraneo, e quindi il conseguente aumento degli sbarchi nei mesi estivi, possiamo essere certi che se il sistema d’accoglienza – già inadeguato e già fortemente repressivo e coercitivo – porterà al collasso centinaia di migliaia di uomini e donne in fuga…

Ecco perché, come abbiamo scritto nel Programma Post Elettorale ci impegneremo per creare dei comitati civici di cittadini che periodicamente possano effettuare ispezioni e controlli all’interno dei CAS del territorio metropolitano di Napoli. Questo ci consentirebbe di entrare in contatto con la componente migrante che abita i territori insieme a noi, di raccogliere segnalazioni, denunce, maltrattamenti, portare alla luce del sole la condizione inumana e di sistematica violazione dei diritti a cui questa è sottoposta. Una piccola sperimentazione che però potrebbe permetterci di costruire reti di solidarietà, di smontare le bugie razziste alla Salvini o alla Renzi facendo vedere alle persone come vivono realmente i migranti sul nostro territorio, e magari inibire pure qualche abuso da parte degli enti gestori… Da settembre ricominceremo su questa strada, tutti sono invitati a partecipare!


DI SEGUITO UN RESOCONTO DETTAGLIATO DEI DIVERSI CAS CHE ABBIAMO VISITATO E ALCUNE FOTO…

Cas 1 (area nord Napoli)
Numero eccessivo di migranti presenti rispetto alle capacità reali della struttura. Non è presente il mediatore culturale. La qualità del servizio mensa risulta insoddisfacente.

Cas 2 (area nord Napoli)
Palese difficoltà da parte dei ragazzi ospitati ad ottenere la tessera sanitaria, per una incapacità della struttura del cas di collaborazione con i servizi del territorio. È stata riscontrata la presenza di minori nel centro.

Cas 3 (zona vesuviana)
Situazione davvero a limite: problematiche strutturali evidenti (degrado, struttura fatiscente, assenza totale di servizi, bagni inutilizzabili). Emerge la mancanza di una figura di riferimento, che sarebbe necessaria. Non è presente il mediatore linguistico, l'operatore presente parla solo l'italiano e non svolge alcuna funzione utile (supporto legale/sanitario). I ragazzi sono costretti ad acquistare i medicinali con i loro soldi. Non esiste la scuola d’italiano che invece dovrebbe esserci.

Cas 4 (zona vesuviana)
Struttura sporca e trascurata. Assenza del mediatore culturale e di qualsiasi persona che parlasse una lingua diversa dall'italiano. Assenza di supporto legale e sanitario, i richiedenti asilo sono costretti ad acquistare i medicinali con i loro soldi. Viene fornita una sola bottiglia di acqua al giorno a persona. Sono presenti due ragazzi minorenni.

Cas 5 (area nord Napoli)
Centro di recente apertura, ancora non predisposto all'accoglienza delle persone, per non dire improvvisato. Non è stata autorizzata la visita dell'interno della struttura da parte del personale. Isolato dal centro abitato. Sono state riscontrate forti resistenze della popolazione locale, come dimostrato dalla presenza della polizia al momento della visita.

Cas 6 (area nord Napoli)
Anche in questo centro non è stata autorizzata la visita dell'interno. Il centro risultava vuoto e senza personale, salvo un'operatrice presente.

Cas 7 (zona vesuviana)
La struttura è isolata dal centro abitato. Non è stata autorizzata la visita dell'interno. Presente un solo operatore non qualificato. Non è presente in loco il mediatore culturale. Uno degli ospiti è minorenne.



Cas 8 (zona vesuviana)
Non è stata autorizzata la visita dell'interno. Non è presente in loco il mediatore culturale.

Cas 9 (Napoli zona centro)
Struttura alberghiera decente, spazi comuni ridotti, assenza di una cucina. Presente un solo operatore non qualificato. Assenza di mediazione linguistica, assistenza legale e sanitaria scarsa.

Cas 10 (Napoli zona centro)
Struttura accogliente, con ampi spazi comuni. Personale presente e competente ma con difficoltà a favorire un percorso di integrazione a causa dell'elevato numero di migranti presenti nella struttura (105). Presenza di alcuni minori segnalati alla Prefettura, che non ha provveduto al loro trasferimento.

Cas 11 (Napoli centro)
Struttura inadeguata e fatiscente. Spazi comuni ridotti, assenza di una cucina. Totale assenza di personale, al di fuori di un mediatore anglofono, che si occupa anche di gestire l'assistenza sanitaria e legale. Sono state fornite un solo paio di lenzuola in sei mesi e i migranti hanno ricevuto i vestiti una volta. Condizioni igieniche al limite.

Cas 12 (zona vesuviana)
Struttura accogliente, personale presente e competente. Le donne ospiti del centro sono seguite individualmente.

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