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Obiettivi immaginati, obiettivi raggiunti

Lo sportello di assistenza legale per immigrati è partito ad aprile 2016. Il bilancio di questa parte di anno (dalla metà di aprile, fino alla metà di luglio) è stato piuttosto positivo. Il lavoro si è svolto in maniera soddisfacente, dal momento che gli obiettivi più importanti che ci eravamo prefissi sono stati raggiunti.
Le criticità da cui partivamo  possono ridursi fondamentalmente a due: non essere abbastanza preparati rispetto alla materia che andavamo a trattare; non riuscire a porci come punto di riferimento delle comunità di stranieri.

L’esigenza principale di aprire un campo di intervento su un aspetto così complesso e delicato nasceva da un'esigenza riscontrata nella pratica: il rapporto con la comunità srilankese che si stava consolidando tramite la Camera Popolare del lavoro e altre attività sociali e dal racconto delle difficili condizioni degli immigrati che si trovano ad avere a che fare con la burocrazia e le leggi italiane.

Queste condizioni permettono, infatti, il proliferare di una serie di agenzie che (muovendosi al limite della legalità) truffano gli immigrati, spesso con la complicità di alcuni loro connazionali. Capita spesso, infatti, che gli stranieri che si rivolgono a queste agenzie siano costretti nella migliore delle ipotesi a sborsare cifre per loro importanti, solo per vedersi sbrigare le pratiche più semplici (la richiesta del rinnovo del permesso di soggiorno, per esempio, non occupa più di un quarto d’ora, se tutti i requisiti sono regolarmente documentati); in altri casi, invece, queste agenzie disinformano o rischiano di peggiorare situazioni semplici, condannando gli stranieri a regredire nella loro condizione.

Questo era il quadro che avevamo di fronte, quando abbiamo deciso di aprire uno sportello di assistenza per immigrati. La situazione, però, si è evoluta molto presto.
Per tentare di fare fronte alla prima criticità, abbiamo avviato un percorso di formazione che, anche grazie al rapporto con nuovi compagni di avventura che si sono aggiunti a noi (tutti volontari, molti dei quali già attivi in questo campo), ci hanno permesso di risolvere anche i casi più difficili.
Questa situazione ha fatto sì che lo sportello diventasse un punto di riferimento almeno per gli stranieri che abitano nel quartiere, e che tramite il passaparola o i volantinaggi si sono rivolti a noi. Si tratta per lo più di stranieri provenienti dallo Sri Lanka, il che è dovuto a due fattori: 1. La presenza maggioritaria di srilankesi tra i tre quartieri di Napoli vicini all'Ex OPG (Materdei, Cavone e Sanità); 2. Il rapporto privilegiato che abbiamo costruito con la comunità srilankese, le cui figure di riferimento hanno chiaramente diffuso la voce dello sportello principalmente tra i loro connazionali.
In questo senso, dunque, il bilancio può dirsi in attivo, sia perché al nostro interno abbiamo funzionato bene come squadra, lavorando bene tra di noi, acquisendo alcuni automatismi, stringendo i rapporti con gli esperti “esterni” e con associazioni, ma anche con le figure di riferimento della comunità srilankese, sia perché siamo riusciti ad attestarci come punto di riferimento per molte persone.


Partecipazione

La sorpresa, all’inizio, è stata relativa al tipo di casi che ci venivano sottoposti: pochissimi si rivolgevano a noi per la semplice compilazione dei moduli per la richiesta o il rinnovo del permesso di soggiorno. La maggior parte dei casi riguardava permessi di soggiorno bloccati, richiesta di informazioni che dalla Questura non arrivavano o non potevano essere apprese dai diretti interessati (anche per gli ostacoli linguistici) oppure ricongiungimenti familiari e assistenza sul reperimento dei documenti necessari per chiedere i rinnovi. Segno, questo, che gran parte dei problemi sono dovuti a difficoltà di comunicazione tra stranieri e uffici della questura. Non sono mancati casi ancora più complessi che spesso si intrecciavano con pratiche avviate e non concluse (o concluse male) dalle famigerate agenzie private, che spesso non hanno le necessarie competenze per trattare casi delicati. Abbiamo incrociato moltissime famiglie, che ci hanno posto problemi diversi relativi sia alla gestione del permesso di soggiorno del marito, sia dei figli, e che ci hanno fatto conoscere una realtà complessa, nella quale ogni scelta può avere conseguenze sulla vita di tutti i componenti del nucleo familiare, anche a causa di una legislazione, quella italiana, piuttosto complessa e restrittiva.

Sono stati circa 60 i casi risolti, e in tutto (considerando dunque i casi ancora aperti) più di 80 le persone con cui siamo entrati in contatto. Inoltre, siamo riusciti ad avviare un discorso di informazione sulle attività delle agenzie, offrendo agli utenti dello sportello un servizio funzionale e completamente gratuito.


Idee per il prossimo anno

Dal punto di vista “interno” dovremo certamente coordinarci sempre di più con le altre attività dell’opg (sportello di assistenza legale, camera del lavoro, scuola di italiano e ambulatorio, tutti ambiti che in maniera diretta o indiretta riguardano l’immigrazione e la vita quotidiana degli stranieri che si trovano nella nostra città).
Inoltre dovremo certamente continuare a stringere rapporti anche con comunità presenti sul nostro territorio e con le quali non abbiamo ancora avuto il tempo di instaurare un rapporto stabile e continuativo. Ma soprattutto sentiamo la necessità di elaborare e portare avanti un piano rivendicativo che si muova ad ampio spettro e che ponga la questione centrale: il diritto per ogni essere umano di muoversi in ogni territorio, e di spostarsi ovunque ritenga di trovare condizioni di vita migliori, e il diritto di trovare tutte le opportunità che lo portino a vivere in maniera soddisfacente. Per fare questo, però, dobbiamo iniziare a individuare alcuni punti che permettano effettivamente, e da subito, di fare dei passi in avanti.

Dal prossimo autunno, infatti, vogliamo impegnarci per rafforzare la rete degli sportelli comunali, aprendo un piano di intervento e di mobilitazione che preveda l’apertura di nuovi sportelli gestiti dal comune che garantiscano anche per gli operatori trattamenti lavorativi stabili e chiari, ma soprattutto permettano la gestione di un servizio efficiente che accompagni il cittadino straniero in tutti i passaggi burocratici relativi alle sue esigenze. Lo sviluppo e la stabilizzazione di sportelli di assistenza comunali, infatti, permetterebbe di togliere alle agenzie private una fonte di guadagno e di garantire con più sicurezza che il servizio si svolga nell’interesse del cittadino straniero e non del profitto di un privato. Per fare in modo che gli sportelli comunali funzionino al meglio, però, sarà necessario anche prevedere un protocollo di intesa tra comune e questura che permetta agli sportelli di avere facilmente informazioni sullo stato delle pratiche dei cittadini stranieri, e che istituisca un canale di comunicazione tra sportelli e uffici della polizia. Anzi, ancora più auspicabile sarebbe l’accentramento in favore degli sportelli comunali di quelle funzioni di front office che oggi vengono espletate (male, anche a causa del sovraccarico di lavoro) dall’ufficio immigrazione della questura. Nella nostra breve ma intensa esperienza abbiamo infatti potuto notare che spesso, a peggiorare la situazione legale degli stranieri presenti in città, è proprio la mancanza di informazioni accessibile, corrette e chiare.

Dal prossimo autunno,dunque, sarà necessario lavorare alla nostra formazione, allo sviluppo del collegamento con le associazioni che si occupano di immigrazione e con le attività dell’ex-opg che incrociano problemi legati alla quotidianità dei cittadini stranieri, e soprattutto allo sviluppo di un piano di intervento che faccia pressione sull’amministrazione comunale per migliorare da subito il rapporto tra immigrati e burocrazia. Questo intervento deve passare necessariamente attraverso una pressione costante, e attraverso la definizione di proposte che tengano presente delle esigenze degli immigrati, come anche dei lavoratori del terzo settore.

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