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Numero e frequenza delle lezioni

L'idea della scuola ha preso forma a maggio e si è interrotta a metà luglio per la chiusura estiva. 
La frequenza delle lezioni d'italiano è stata di un giorno a settimana dalle 18 alle 20, concordato anche con la disponibilità della comunità srilankese, in quanto il giovedì è il giorno in cui la maggior parte dei lavoratori e lavoratrici srilankesi non lavorano.


Il numero totale delle lezioni è stato di 10 lezioni in 2 mesi e mezzo considerando solo i giovedì, ma è stato maggiore se si considera le specifiche lezioni dedicate a una bambina di 10 anni e un ragazzo di 14 anni, arrivati solo da 2 mesi in Italia e che affronteranno il prossimo anno scolastico nella scuola pubblica italiana. Queste specifiche lezioni sono incominciate verso metà maggio con frequenza di circa tre volte a settimana (Lunedì, Martedì e Giovedì) e di circa 8 ore settimanali: si è arrivati a 24 lezioni in due mesi solo per i bambini (metà maggio-metà luglio). Le lezioni extra ai bambini sono state delle scelte eccezionali decise in base a necessità non indifferenti che il sistema scolastico italiano volutamente non affronta e non svolge.


Modalità di funzionamento: gratuita e senza documenti

Le scuole d'italiano a Napoli sono numerose, la maggior parte di queste svolge un ottimo lavoro per quanto riguarda l'insegnamento della lingua italiana. Scegliere di aprire e creare una scuola d'italiano immigrati all'Ex-Opg "je so' pazzo" che sia gratuita e per senza documenti, è una sfida. Innanzitutto bisogna fornire un insegnamento della lingua italiana che non sia nazionalista, considerando la cultura e la storia del Paese di provenienza della persona immigrata, riflettendo sulle problematiche riscontrate da donne e uomini immigrati in Italia a livello legale, sul lavoro e nella scuola.
La scelta della totale gratuità delle lezioni si adegua al principio generale scelto per tutte le attività dell' Ex OPG "Je so' pazzo", ma ha anche un'altra motivazione: si considerano anche le difficoltà economiche che una persona immigrata possiede per cause relative al sistema capitalista basato sullo sfruttamento della forza-lavoro secondo "razza" e classe. 
La forma di apprendimento gratuita non significa che le lezioni debbano essere di bassa qualità, ma contrariamente a quello che per abitudine si pensa quando non ci sono di mezzo i soldi, si ha una responsabilità enorme per l'alunno/a  immigrato/a, in quanto deve percepire la professionalità delle maestre e i maestri d'italiano per far sì che torni con maggior motivazione e fiducia.
La scelta di far partecipare immigrati senza documenti è innanzitutto sociale e politica, in quanto l'insegnamento della lingua oltre ad essere un valore essenziale per l'integrazione rappresenta uno strumento centrale di emancipazione, il cui obiettivo è quello di fornire strumenti linguistici agli immigrati per non essere presi in giro dai padroni italiani e nelle questure dello Stato. Se non si vuole che l'insegnamento della lingua italiana e la scuola d'italiano non si rivelino meramente la solita pratica assistenzialista e paternalista, bisogna cercare di considerare che nel modo d'agire sociale è presente una forma politica da scegliere e pensare, influenza la modalità e gli obiettivi con il quale si sta svolgendo una specifica attività sociale. La scuola d'italiano per immigrati dell'Ex OPG "Je so' pazzo", oltre a porsi specifici obiettivi sulle forme d'emancipazione sulla modalità dell'insegnamento della lingua italiana, s'inserisce in un progetto politico antirazzista di lotta all'emersione dal lavoro nero, di sportello legale per immigrati e di controllo popolare sulle dinamiche riguardanti l'accoglienza, relativo al piano politico e sociale affrontato all'Ex OPG "Je so' pazzo".


Partecipazione: alunni e maestri

La scuola d'italiano è nata simultaneamente e in sintonia con Sportello legale per immigrati ed è quindi durata 2 mesi e mezzo, ma grazie alla serietà e alla sensibilità dei maestri e degli alunni si sono ottenuti dei risultati positivi, oggettivi, materiali e consistenti. 
Le lezioni d'italiano sono state frequentate da circa 15 alunni immigrati tra donne e uomini in modo fisso e costante, di cui 4 bambini tra 10-13 anni, 2 ragazzi rispettivamente di 14 e 16 anni e una ragazza di 23 anni; quasi tutti della comunità srilankese. Circa altri 10 alunni avevano una frequenza discontinua. 
L'affluenza alle lezioni è stato frutto soprattutto del passaparola dei primi alunni che hanno incominciato a frequentare la scuola dalle prime lezioni, dei volantinaggi fatti dalla comunità srilankese e di 5 volantinaggi dei maestri e delle maestre della scuola. Oltre all'alta frequenza di persone immigrate di origine srilankese data soprattutto dalla vicinanza del quartiere Cavone dove il numero di abitanti della comunità srilankese è abbastanza alto, sul finire del corso d'italiano hanno partecipato anche donne immigrate di altri paesi di provenienza che risiedono al C.A.S. di Materdei, situato nello stesso quartiere dell'Ex OPG "Je so' pazzo".
Il numero totale dei maestri è stato di  11 persone (7 donne e 4 uomni), di cui 7 fissi (4 donne e 3 uomini) e 4 con frequenza non costante (3 donne e 1 uomo). 


Cosa è stato fatto e i risultati conseguiti

Dato il breve periodo nel quale si sono svolte le lezioni, s'è cercato di fornire delle buone basi (presentazione, articoli, plurale e singolare, numeri, parti del corpo, colori, verbo essere e verbo avere) e di dare una buona alfabetizzazione della lingua italiana cercando di considerare tutte le differenze e le difficoltà dei diversi partecipanti. Alcuni dei frequentanti, infatti, conoscono l'inglese, altri il francese, altri ancora sanno parlare e scrivere nella propria lingua, altri non sono alfabetizzati nella loro lingua. Così ci si è ingegnati per trovare i giusti metodi di trasmissione efficaci e non invasivi, in relazione al modo di ragionamento e diverso ordine delle parole di una specifica lingua (nello specifico singala e bambarà).
Le lezioni si sono svolte inizialmente in forma totalmente collettiva (tutti i maestri con tutti gli alunni), successivamente sono state suddivise in maniera collettiva ed individuale in base ai livelli d'italiano e anche ai diversi metodi d'insegnamento delle maestre e dei maestri, dato che era presente una difficoltà di coordinamento tra esperienze d'insegnamento differenti, dall'inesperienza di alcuni, dai tempi molto brevi di organizzazione della scuola e della cadenza di solo un giorno di lezione a settimana che non ha permesso di creare un piano didattico più organico.

A fine anno abbiamo valutato di aver raggiunto alcuni importanti risultati.

Buona l'affluenza alla scuola sia da parte degli alunni che del numero di maestre e maestri. E' da sottolineare che oltre ad affrontare una didattica dell'italiano pensata principalmente per persone adulte, siamo riusciti anche ad affrontare con buoni risultati la sfida della didattica ai bambini. 
Si è creato un rafforzamento dei rapporti con la comunità srilankese napoletana derivante dalla costruzione di una relazione di fiducia e riconoscimento grazie anche al coinvolgimento di molti membri della comunità in altre attività (dal teatro, alla camera del lavoro, all'organizzazione di giornate di "musica, cucina e cultura" e altro ancora) e ad un confronto sul progetto complessivo "Je so' pazzo".
Questi primi mesi hanno rappresentato una buona fase di rodaggio per tutti quanti, che ha permesso di definire con maggiore chiarezza le linee guida per la scuola in relazione al prossimo anno, tanto rispetto all'orientamento didattico, quanto a quello politico e sociale.


Idee per il prossimo anno

Per il prossimo anno sarà necessario definire una programmazione didattica più strutturata definendo obiettivi, requisiti, argomenti e testi di riferimento in base ai diversi livelli e fasce d'età. 
Si organizzeranno le classi secondo i seguenti livelli: alfabetizzazione primaria, A0 italiano, A1, A2, B1. Verranno formate grazie ad un test di ingresso elaborato da noi, basato su altre tipologie di test simili e sulle nostre esperienze di quest'anno. Il test, ovviamente, non ha nessuno scopo selettivo, escludente o gerarchizzante, ma servierà per mettere tutti nella condizione di preparare il lavoro nella maniera più adeguata ed efficace possibile.


Si è individutata la necessità di avere delle figure che fungano da referenti/coordinatori per fornire informazioni utili ai maestri rispetto a materiali e percorsi didattici, così da garantire uno svolgimento regolare e continuo delle lezioni. Verranno scelti collettivamente all'inizio del corso quando si calibrerà il lavoro in base al tempo e alle possibilità che ognuno può mettere a disposizione.


In base alle necessità riscontrate a lezione, si apre la possibilità di organizzare incontri mensili tra maestri e alunni su tematiche specifiche da stabilirsi in itinere e che diano una panoramica generale sui diritti, su ciò che riguarda i possibili scenari da affrontare durante procedimenti legali, amministrativi e giudiziari che le persone immigrate devono affrontare tra questure e uffici-immigrazione. 


Tutti i precedenti punti sono essenziali in vista della possibilità di ottenere certificazioni di lingua italiana degli alunni della scuola, eventualmente anche attraverso le associazioni delle scuole certificate al rilascio con cui siamo o entreremo in contatto. 


Verranno organizzate a cadenza da definirsi delle ore di autoformazione e confronto tra i partecipanti della scuola.

L'idea è quella di definire dei programmi in grado non solo di sviluppare le capacità linguistiche degli alunni, ma soprattutto fornire chiarimenti di carattere pratico rispetto a compilazione moduli e contratti di lavoro.
Si auspica che tutti i maestri, oltre all'insegnamento dell'italiano, siano interessati o quantomeno a conoscenza del progetto specifico in cui la scuola di italiano si inserisce.


Informazioni utili per il prossimo anno

Le lezioni riprenderanno la prima settimana di ottobre, due volte a settimana in giorni ed orari da definire, tenendo il giovedì come uno de due giorni di lezione data la disponibilità della comunità srilankese.

Dall'inizio di settembre, però, partirà un lavoro di preparazione a cui parteciperanno maestri ed alunni dello scorso anno e a cui è invitato a partecipare chiunque: volantinaggi, attacchinaggi, incontri conoscitivi con nuovi maestri ed alunni, sistemazione degli spazi da utilizzare e tanto altro.

Da settembre è necessario estendere la chiamata a nuovi possibili maestri e maestre che abbiano intenzione di partecipare, così da avere chiaro preventivamente chi si assumerà l'impegno e con quale costanza.

Durante il festival “Je so’ pazzo” (9-11 settembre) saremo presenti con il nostro banchetto per farci conoscere e prendere i contatti di chi vorrà partecipare!

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