Cari lettori, siamo gli ospiti della Chiesa di Sant'Antonio a Tarsia, sappiamo di vivere in uno dei quartieri più belli della nostra città, Montesanto. Un luogo non facile dove ancora oggi povertà e disoccupazione aumentano, in linea con tutto il paese, creando miseria, depressione, disperazione, ma spesso anche solidarietà, aiuto reciproco, speranza. 

Siamo, o meglio eravamo, senza fissa dimora. Vivevamo per strada, nei pressi della stazione, al museo, dove riuscivamo a trovare un riparo. Perchè abbiamo perso il lavoro, la casa, purtroppo spesso anche gli affetti perchè siamo partiti per cercare un futuro o perchè la sorte non ci è venuta in soccorso. Ormai, in questi tempi di crisi, può capitare a chiunque. 

Da quando è iniziato il percorso di accoglienza dal basso con l'Ex Opg, la Rete di Solidarietà Popolare e Potere al Popolo abbiamo ritrovato non solo un tetto di cui ci siamo presi cura insieme, ma una comunità, la possibilità concreta grazie all'aiuto di tanti, tantissimi che sono venuti a trovarci, di ricominciare a prendere in mano le nostre vite, trovare qualche lavoretto, mangiare tutti i giorni. 

L'esperienza di accoglienza però, come sta accadendo anche in altri posti della città, è sotto attacco. Ci sono pochi, che vorrebbero fare solo alberghi e non case, fare profitti e magari evadere pure le tasse, non ragionare per inseguire il benessere collettivo e la democrazia. E' quello che sta accadendo a Villa Ada a piazza Miraglia così come anche al Cross a Salita Arenella. 

La Chiesa di Sant'Antonio, invece, è sotto attacco di Peppe Morra e dell'ordine dei Redentoristi. Lui, un bel giorno, invece di fare semplicemente dei lavori sulla facciata esterna per garantire la messa in sicurezza dopo una segnalazione del Comune, decise di provare a sgomberarci usando un palo di ferro per forzare la porta e ferendo a sangue nell'atto uno di noi, tra l'altro una persona invalida all'80%. 

Purtroppo quando si incontrano uomini ricchi e potenti, spesso capita che si sentano onnipotenti perché tanto loro non sbagliano mai, tanto loro hanno sempre le conoscenze giuste, nella politica, nei giornali, negli uffici. 

Ma noi ormai abbiamo alzato la testa e non vogliamo calarla di nuovo, non vogliamo tornare a vergognarci per strada della nostra condizione, evitando gli sguardi di chi cammina frettoloso e ci osserva. Abbiamo più volte chiesto un tavolo con i proprietari della struttura - l'ordine dei Redentoristi - per cercare soluzioni condivise, ma si sono sempre rifiutati. Noi pensiamo che forse non hanno capito bene il Vangelo che predicano per loro vocazione, ma siamo sempre disponibili a spiegarglielo. 

Due giorni fa abbiamo ricevuto una visita dalla Procura della Repubblica, ci dicono che devono verificare cosa succede là dentro, che ormai il magistrato ha disposto le indagini. 

Per questo facciamo un appello a tutti voi a venirci a trovare LUNEDI' quando si presenteranno questi ufficiali, dimostriamo qual è il peso della solidarietà, di chi ragiona ancora col cuore e non solo col portafogli, di chi ha ancora una dignità e non si vende al primo offerente. Ogni piccolo atto di gentilezza e sostegno è vitale ed è per questo che invitiamo tutti a sostenere la causa, a far girare questo messaggio e a venire a trovarci!

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