Habemus circolare:su povertà e diritto alla residenza per i senza fissa dimora, il controllo popolare continua...

La lotta alle ingiustizie e alle povertà prosegue, cenando sotto le stelle contro il decreto Minniti-Orlando, ma anche attraverso il lavoro costante e quotidiano per la tutela e l'allargamento dei diritti, soprattutto quelli di base, quelli essenziali. Tra incontri, assemblee, manifestazioni, sportelli e accompagnamenti per ricostruire quel filo che per molti si è spezzato ma che bisogna trovare il modo di ricucire. Per non lasciare indietro nessuno!

Già da un po' di tempo è attivo lo sportello per chi ha problemi ad accedere alla serie di servizi e diritti legati alla residenza. Una vertenza che stiamo portando avanti insieme alle altre realtà della Rete di Solidarietà Popolare, sulla quale un paio di mesi fa aggiornavamo rispetto ai piccoli ma significativi passi in avanti maturati in seno all'esperienza di accoglienza durante l'emergenza freddo. Nell'ultimo periodo infatti, a seguito di ulteriori incontri con gli assessori e gli organi preposti e a seguito delle segnalazioni rispetto ai problemi dell'apparato burocratico-amministrativo è stata finalmente pubblicata e diramata dagli uffici del Comune di Napoli una circolare che va ad esplicare alcuni punti sui quali permanevano delle grosse criticità che limitavano di fatto per molti l'accesso all'iscrizione anagrafica e quindi al diritto alla residenza.

In un periodo dove la crisi continua ad accrescere il numero delle persone in difficoltà, si parla ormai di più di 7 milioni di persone di cui più di 500.000 senza residenza, il governo italiano, aldilà delle roboanti dichiarazioni rispetto un presunto forte impegno per contrastare le povertà partorisce un Ddl utile soltanto a gettare fumo negli occhi, mentre approva in nome della “sicurezza” leggi come il Decreto Minniti-Orlando restringendo il campo del diritto e della democrazia, e ammettendo di fatto che la legge in questo paese non è uguale per tutti, per legge! Uno spauracchio costruito artificialmente da giornali e televisioni sulle paure e sulle insicurezze sociali ed economiche, un provvedimento intriso di razzismo, di discriminazione, di repressione e di un fascismo mai cancellato dalla storia di questo paese. La guerra ai poveri e non alla povertà dice qualcuno giustamente in questo periodo. E quanto accaduto ieri a Milano con il rastrellamento etnico alla stazione centrale, pur magari non essendo direttamente collegato al Decreto Minniti, questo è secondario, sembra voler tecnicamente e politicamente preparare il terreno, far respirare “una certa aria” quasi a voler tastare le sensibilità e l’opinione pubblica. Prove tecniche di un regime che serra i ranghi, si chiude su se stesso e affila le armi della legge e della repressione a sua disposizione.

Ma possiamo mai stare a guardare attoniti e fermi con le mani in mano? Certo che no. A noi tutti tocca rispondere a queste ingiustizie, a questi barbari tentativi, all’odio e alle paure a partire dall’aiuto reciproco, dalla solidarietà, dall’altruismo e dalla conoscenza dei propri diritti, delle proprie capacità e delle proprie possibilità. Non una sfida semplice quanto necessaria! È anche per questo che teniamo molto a questa piccola vertenza sulla residenza, perché attraverso di essa è possibile accedere ai minimi diritti sociali e politici, il primo passaggio per riconoscersi ed essere riconosciuti e per aprire la strada dell’integrazione, dell’indipendenza e dell’inserimento o reinserimento sociale. A costo di essere stancanti e ripetitivi il messaggio che vogliamo lanciare è quello che la pace e la sicurezza, quella vera, vanno costruite sull’unità, sulla giustizia sociale, sull’uguaglianza e sulla lotta per la tutela e l’allargamento dei diritti. A questo non c’è scampo, non c’è scorciatoia, o peggio via di fuga. Per questo terremo alta l’attenzione su questo tema, e per questo continueremo a lavorare attraverso l’altruismo e la solidarietà per ridare protagonismo e indipendenza, per elaborare proposte alternative, per combattere sprechi e speculazioni, per rendere maggiormente accessibili i diritti ed efficienti i servizi per tutti, a partire dagli “ultimi” senza distinzioni.

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