Vogliamo un agevole accesso al sistema sanitario e ai sussidi sociali per i senza fissa dimora!

Partiamo da qualche piccola e banale premessa. È evidente che nella nostra attuale società non esiste uguaglianza sociale, non ci sono giustizia e democrazia, mentre le disparità economico-sociali e le discriminazioni purtroppo imperversano ancora. Le ultime statistiche parlano, per l’Italia, di un aumento di 4,6 milioni di poveri negli ultimi sette anni che ha visto come conseguenza anche un grosso aumento della popolazione senza fissa dimora, arrivata, e sarà pure una stima ridotta, a più di 50.700 persone mentre i tagli ai servizi sociali sono proseguiti senza remore.

A Napoli, i dati dell’ultimo censimento effettuato lo scorso inverno delle persone che vivono per strada sul territorio parla chiaro, si tratta di circa 2000 persone. Un numero impressionante, un numero tra l’altro non proprio esaustivo se si pensa ai tanti mai registrati oppure a coloro, italiani e stranieri, che ogni giorno si aggiungono a questa impietosa lista a causa dell’aggravarsi della crisi economica o dell’immigrazione causata dalla guerra. Queste persone vivono all’interno della nostra città in condizioni di estrema povertà ed in assenza pressoché totale dei diritti minimi che una società civile dovrebbe riconoscere ad ogni uomo o donna di questa terra.

Di fronte a questa situazione ci vorrebbero investimenti seri nell’edilizia popolare, una rete di dormitori comunali efficiente e adeguata ai bisogni sanitari e psicologici di chi prova ad uscire dalla vita di strada e, soprattutto, dei percorsi di inserimento al lavoro per l’indipendenza e l’autodeterminazione sarebbero una reale prospettiva di cambiamento senza relegare tante vite all’elemosina di un’assistenza o alla solitudine della disperazione. Sono temi grandi e complessi, noi nel frattempo però abbiamo pensato di cominciare da alcune piccole cose che possano migliorare da subito le condizioni di vita degli “ultimi” a costo zero, e senza sforzo alcuno per gli organi preposti. Tra queste, la semplice iscrizione all’anagrafe dei senza fissa dimora permetterebbe la garanzia di alcuni diritti fondamentali come l’accesso gratuito alle cure mediche di base attraverso la possibilità di avere nominato un medico di medicina generale (MMG). Questo è uno dei punti che inserimmo nel nostro programma post-elettorale e in queste settimane ci siamo incontrati con volontari e lavoratori del settore per conoscere la situazione e capire come muoverci per garantire finalmente la residenza e di conseguenza l’accesso al sistema sanitario e ai sussidi sociali per i senza fissa dimora!


COME FARLO?


Noi chiediamo che il Comune si incarichi dell'effettuazione di un censimento costante dei senza fissa dimora presenti sul territorio di Napoli, agevolando quanto più è possibile la loro immediata iscrizione all'anagrafe e l'assegnazione di un medico di medicina generale (MMG) che possa garantire un più agevole accesso ai servizi sanitari pubblici locali.
Tale possibilità che al Comune di Napoli in teoria esiste già, anzi esiste ancora grazie ad alcuni provvedimenti che hanno abilmente superato i vincoli dell’ultimo assurdo pacchetto sicurezza restrittivo su questo tema, nella pratica però trova delle enormi difficoltà per via della forte disorganizzazione del funzionamento amministrativo. Ad oggi infatti risulta ancora oscuro a gran parte del personale operativo all’interno degli uffici delle municipalità l’aggiornamento delle “nuove” procedure d’iscrizione all’anagrafe, non c’è un coordinamento tra le anagrafi dei vari comuni per sbloccare alcune procedure, non c’è spesso l’interesse a seguirsi le vicende e si lascia correre. Nei prossimi giorni vogliamo fare pressione sull’assessorato alle politiche sociali affinché si risolvano questi problemi e si lavori per migliorare quest’intoppo organizzativo, per rendere così agevole la possibilità di richiedere la residenza anche presso le anagrafi della municipalità e per agevolare la successiva iscrizione alle ASL locali. Vi terremo aggiornati su questa piccola ma importante battaglia di dignità, che in ogni caso continuerà attraverso il controllo popolare sulle cooperative che attualmente hanno in appalto l’assistenza ai senza fissa dimora e sugli apparati burocratici e amministrativi della nostra città! 








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