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Questo primo anno di Doposcuola Sociale dell’ Ex OPG “Je so’ pazzo”  è stato intenso e spesso stancante, ma senza dubbio costruttivo e ricco di soddisfazioni.


Modalità di svolgimento del doposcuola: numero lezioni, gratuità, metodi

Si è svolto da ottobre 2015 a maggio 2016, attraverso 3 incontri settimanali gratuiti, dalle 15 alle 17.30, in cui abbiamo seguito bambini provenienti sia dalle scuole elementari che medie, affiancandoli nello svolgimento dei compiti.

Ogni incontro prevedeva una parte dedicata ai compiti e un’altra ad attività ricreative extra scolastiche (come il laboratorio teatrale e quello di pittura) volte a favorire la socializzazione e la costruzione di un gruppo di bambini integrato ed affiatato.


Partecipazione: educatori, ragazzi, famiglie

Il doposcuola è stato possibile grazie all’impegno volontario e non retribuito di numerosi educatori - giovani e meno giovani - che hanno abbandonato gli approcci precostituiti dell’insegnamento tradizionale e i pregiudizi culturali per abbracciare, invece, un tipo di pedagogia inclusiva, orizzontale e stimolante, volta a valorizzare le differenze, ad incoraggiare la creatività e soprattutto a non lasciare nessuno indietro, attraverso una continua messa in discussione dello stesso agire dell’educatore, costruendo collettivamente una politica del sapere che si è adattata alle esigenze dei ragazzi.

Pensiamo che le istituzioni scolastiche, sempre più funzionanti come aziende concentrate sui profitti da raggiungere, investano poco nella formazione reale dei bambini, i quali troppo spesso si trovano abbandonati, bocciati, senza disporre degli strumenti necessari ad esprimersi liberamente e a costruire una coscienza critica.

Le famiglie, che per mancanza di possibilità o di tempo non riescono ad aiutare i figli, ce li hanno affidati: siamo contenti di poter dire che abbiamo svolto un buon lavoro.
Nonostante cali di assiduità e un prevedibile ricambio dei bambini, siamo riusciti a creare un gruppo classe solido costituito da una ventina di ragazzi e a lavorare spesso con un rapporto uno a uno che ci ha permesso sia di intervenire con esiti positivi sui casi più problematici, sia di seguire i bambini più autonomi nell’apprendimento, i cui rendimenti scolastici sono decisamente migliorati.

Nella seconda fase dell’anno, il processo di consolidamento sul territorio e le lotte che portiamo avanti in altri ambiti come Ex-Opg “Je so’ pazzo” ci hanno permesso di intercettare alcuni ragazzi della comunità srilankese con i quali abbiamo messo in piedi, parallelamente, una didattica volta all’insegnamento dell’italiano.


Idee per il prossimo anno

Questo primo anno che ci ha permesso di sperimentare nuove pratiche di insegnamento, se da un lato ci rende orgogliosi per il lavoro svolto con i bambini, con le famiglie e con gli educatori che hanno animato quest’esperienza, dall'altro ci sollecita a fare meglio e a ripartire per il nuovo anno dalle proposte dei ragazzi e delle famiglie presenti sul territorio.

Ad inizio anno verrà rinnovato il patto formativo con i bambini, strumento grazie al quale bambini e educatori scrivono priorità e regole sulle quali improntare il lavoro collettivo.
 
Il progetto dell’insegnamento dell’italiano per bambini figli di immigrati sarà sistematizzato ed implementato attraverso la collaborazione con la Scuola di italiano per immigranti presente all'interno della struttura.

Potenzieremo le attività esperienziali di gruppo ed elaboreremo insieme, grandi e piccini, soluzioni alternative e proposte direttamente realizzabili per migliorare ciò che la scuola (non)offre non solo nel quartiere ma in tutta la città.

Fondamentale sarà il rafforzamento della rete che abbiamo creato con molte associazioni territoriali - che spesso hanno portato in visita i loro bambini all’Ex-Opg - e sarà indispensabile anche un lavoro a stretto contatto con i genitori e con i docenti disposti a cambiare e a migliorare questo stato di cose per rendere la scuola un luogo di partecipazione e non di esclusione.

Abbiamo intenzione di migliorare il nostro lavoro politico con la pubblicazione di un opuscolo in cui espliciteremo le problematiche principali riscontrate durante quest’anno e le possibili soluzioni elaborate assieme. Ci servirà soprattutto come strumento per a mettere a frutto - e a rilanciare - le lotte e le rivendicazioni che abbiamo avviato durante lo scorso anno legate al mondo dell’istruzione: vogliamo controllare l’operato delle dirigenze scolastiche monitorando il funzionamento del comodato d’uso dei libri di testo e la gestione dei fondi destinati alle scuole per i Buoni libro e per il materiale informatico.
Pensiamo inoltre ad una maggiore integrazione della scuola con le famiglie del territorio, attraverso l’istituzione di un numero verde e/o sportello informativo in grado di fornire informazioni circa gli adempimenti burocratici delle istituzioni scolastiche (erogazione buono libro, mensa, contributo volontario, ecc.) ed altri strumenti di supporto volti a migliorare il rapporto Scuola - studenti.

Si riparte da ottobre, ma già da settembre, durante il festival “Je so’ pazzo” saremo presenti con il nostro banchetto per conoscere e prendere i contatti di chi vorrà partecipare!

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Abbiamo messo per iscritto le idee che stanno alla base del nostro progetto, e tutti i modi in cui si può dare una mano.

Come partecipare

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