La prima produzione del Teatro Popolare: il laboratorio Laggente Napoletana

Ci eravamo lasciati, lo scorso luglio, con l’obbiettivo ambizioso di mettere su, per la prima volta, un laboratorio completamente pensato e realizzato dal Teatro Popolare. Non vi nascondiamo che il risultato ha sorpreso anche noi.

In 7 mesi di laboratorio hanno partecipato più di 30 persone, 22 delle quali hanno concluso il percorso con lo spettacolo finale.
Chi sono i partecipanti al laboratorio del Teatro Popolare? Studenti, lavoratori, uomini e donne, immigrati e napoletani, di età diverse. Il 90% era alla primissima esperienza teatrale; tanti (tra coloro che hanno partecipato allo spettacolo finale) sono abitanti di Materdei, Montesanto e Sanità; 4 persone hanno un’età superiore ai 50 anni.
Insomma, si è riusciti a creare un embrione del teatro popolare di quartiere a cui puntiamo! Non un pacchetto già chiuso a seconda delle regole di mercato, ma qualcosa che si apre al territorio e ai suoi abitanti, a chi, normalmente, viene considerato “fuori” da certi circuiti, inadatto, impreparato per l’arte.

Altro dato che ci ha colpito: per la “prima” del Teatro Popolare sono venute oltre 350 persone! Esattamente il contrario di quanto avviene nel resto del paese, dove - soprattutto dopo la botta dell’ultima riforma Franceschini – sempre meno persone possono permettersi certe forme d’ “intrattenimento”, i piccoli teatri chiudono e le esperienze più alternative diventano insostenibili, gli incentivi si spostano e si concentrano sul circuito dei teatri nazionali, i più titolati, quelli con la più grossa capacità d’investimento e attrattiva.
Perché questa controtendenza? Forse perchè, se ci fossero dei biglietti a prezzi accessibili, se ci fosse una reale attenzione del pubblico per il teatro e la cultura, senza lasciare tutto il pallino in mano ai soli privati che possono permettersi di fare e disfare, se il teatro riuscisse a parlare alle masse e non a qualche élites illuminata, le persone ci andrebbero pure a teatro, e ci andrebbero contente.

Terzo elemento su cui riflettere: il testo dello spettacolo è stato scritto con il contributo di tutti i partecipanti, così come l’organizzazione pratica del laboratorio è stata a carico di tutti i membri dell’assemblea. È nato un gruppo coeso che, in maniera orizzontale e autonoma, metteva a disposizione le competenze e le abilità più svariate, prestando attenzione ad apprendere dagli altri, valorizzando le tante differenze in campo. Questo piano, quello della sperimentazione di un teatro realmente collettivo, a partire dalle proprie dinamiche interne, dai meccanismi di funzionamento, va certamente implementato e migliorato!
 
Ultima cosa: l’intero laboratorio, la messa in scena, i costumi, tutto, si è potuto realizzare con un badget di 120 euro! Con pochi mezzi ma tanta volontà e un progetto preciso, si possono mettere in scena 22 persone e utilizzare l’arte teatrale anche come strumento di socialità, comunicazione e denuncia!

La stagione teatrale e le proposte musicali: la qualità accessibile a tutti!

Il “cartellone” della stagione teatrale dell’Ex-OPG è stato riempito quest’anno da 11 spettacoli: abbiamo cercato di inserire diverse tipologie di lavori, pescando tra associazioni che lavorano nel sociale (per esempio, il “Teatro Possibile” che lavora con chi ha problemi di salute mentale o “La Scintilla”), compagnie molto giovani provenienti anche dalla provincia, realtà più o meno strutturate nel territorio e anche una compagnia dal Nord Italia.
Tutte le realtà che sono intervenute hanno capito perfettamente il senso del Teatro Popolare e dell’Ex OPG, adattandosi sia in termini di richieste tecniche che economiche (pensate che la spesa per l’intera “stagione” è stata di 100 euro!). Questo vuol dire che c’è stata piena condivisione di obiettivi e orizzonti!
Così, dopo le difficoltà degli inizi, siamo riusciti a definire una proposta culturale positiva, non solo dal punto di vista artistico, ma anche come risultato “politico”, se si confronta con la proposta artistico-culturale del teatro main-stream.

Anche per il cartellone il bilancio a livello di pubblico è molto positivo, con una media di 50 spettatori a spettacolo, e picchi anche di 90/100.

Siamo riusciti a portare, tra le mura dell’Ex Opg, importanti artisti del panorama nazionale, aprendo a diversi generi, esperienze nuove, provando a dare spazio ai giovani e alle forme non commerciali in circolazione. Non sempre è stato semplice: soprattutto sulla produzione musicale pesano davvero certi diktat di mercato, e niente, o quasi, riesce a restarne fuori, a potersi e volersi mettere in gioco per contribuire, alla propria maniera, alla crescita di spazi sociali e culturali di massa in città.
Le eccezioni esistono, però, e sono state davvero pregevoli! 15 concerti diversissimi: il rap di Kaos One e Dj Craim durante il Mad Art Festival (una giornata di jam, battle e street artists provenienti da tutta italia), lo swing, i concerti jazz con la Saxophone Ensemble "San Pietro a Majella" e The S. P. Jazz Beat e giovani musicisti campani e non, la musica sinfonica con l'Orchestra San Giovanni (che prova stabilmente all'Ex OPG), l’electroswing e la milonga, le esibizioni di giovani gruppi napoletani ma anche di artisti affermati, i 99 posse, Petra Montecorvino, gli Slivovitz, Peppe Servillo, Valerio Jovine e tutti gli altri che abbiamo avuto il piacere di incrociare!
Tutti devono poter ascoltare musica di qualità – e non solo quella che gli destina il mainstream - senza necessariamente pagare biglietti insostenibili o sentirsi fuori luogo!
 
Il nostro primo tour: L’ABC della guerra

Quest’anno, per la prima volta, il Teatro Popolare ha affrontato un mini tour! L’Abc della guerra, messa in scena del capolavoro di Brecht con cui nel Maggio 2015 il Teatro Popolare era nato, è sbarcato a Pozzuoli, Terni e Perugia! Andare fuori ci ha permesso di confrontarci con altri modelli, conoscere da vicino altre esperienze, e lo scambio è stato certamente fruttuoso e proficuo. Senza contare la gioia nel far conoscere, soprattutto ai più giovani o a chi mai ne ha sentito parlare, la straordinaria opera del teatro brechtiano!
 
L’arte contro lo sfruttamento: la partecipazione al Primo Maggio

Con il Primo Maggio di quest’anno abbiamo sperimentato per la prima volta che l’azione teatrale può essere un ottimo strumento di supporto alle lotte cittadine!
L’esperimento è riuscito: il corteo di fantasmi che simboleggiavano i lavoratori a nero e sfilavano per le vie principali di Napoli ha avuto un’importante risposta mediatica. In questo senso, il teatro come qualsiasi altra forma d’espressione, può essere utile nel ripensare anche modalità di protesta e comunicazione, può facilitarci nel veicolare messaggi forti, con immediatezza e senza troppi orpelli ideologici, senza scadere in rituali stanchi.
 
Negli ultimi mesi, in città, sono esplose diverse vertenze in ambito teatrale o comunque riguardanti l’ambiente culturale in senso lato. Per il momento, ci limitiamo a produrre materiale di dibattito o di riflessione, a veicolare informazioni, senza riuscire ad aprire un piano pratico d’intervento o di supporto mobilitativo. Questo è certamente un obiettivo che a medio-lungo termine è centrale per l’assemblea del Teatro Popolare.
 
Laboratori, workshop e sala prove gratuiti

Oltre al laboratorio Laggente Napoletana, abbiamo ospitato 2 laboratori stabili annuali, con una partecipazione media è stata di circa 10 persone a laboratorio, e alcuni workshop settimanali.
Abbiamo inoltre fornito lo spazio del Teatro come sala prove per alcune compagnie. Dare la possibilità a tutti di poter fare arte gratuitamente e liberamente è stato, da subito, uno dei nostri obiettivi. Continueremo per il prossimo anno, provando a decostruire idea di fruizione “passiva” che si ha, in generale, degli spazi collettivi, stendendo un piccolo “protocollo” riguardo l’utilizzo della sala prove, in cui cercheremo di stabilire alcune regole di base (turnazione, pulizia degli spazi etc.) e di trovare modalità di collaborazione efficaci con chiunque attraversi gli spazi del Teatro Popolare!

Da ottobre il lavoro del Teatro Popolare riprenderà a pieno regime, con nuovi progetti e nuove idee. Potete venire a conoscerci o proporci qualcosa già durante le giornate del festival dell’Ex Opg, dal 7 al 10 settembre!

Calendario

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Date : 2017-11-28
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Date : 2017-11-30

Abbiamo messo per iscritto le idee che stanno alla base del nostro progetto, e tutti i modi in cui si può dare una mano.

Come partecipare

Ecco la nostra dichiarazione di intenti, il nostro programma

Cosa crediamo, cosa vogliamo

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Come si finanzia l'Ex OPG

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