Continua la battaglia dei lavoratori e delle lavoratrici della Gestioncar iniziata a Novembre.

Dopo i presidi ai cancelli, i licenziamenti e un primo incontro in Regione dove i lavoratori hanno chiesto che le istituzioni intervenissero affinchè ci fosse un confronto tra le parti, si è tenuto ieri un incontro tra i lavoratori e la BServices di Firenze.

Totale la mancanza di presa di responsabilità da parte della committente davanti alle rivendicazioni dei lavoratori in merito alla possibilità di una ricollocazione, visto che i rapporti lavorativi e professionali potevano considerarsi già diretti da ormai un anno, data la totale assenza della società in appalto Gestioncar.

Lavoro svolto egregiamente, così come riconosciuto dall’Amministratore Delegato presente alla riunione, ma che disconosce ogni tipo di responsabilità sul caso occupazionale, e che si ritiene estraneo ai fatti in quanto “non a conoscenza” della relazione diretta tra lavoratori e i loro stessi referenti aziendali.

Nonostante la sensibilizzazione da parte dei sindacati e dell’Assessorato al lavoro della Regione Campania sulla crisi occupazionale, che investe in prima persona i giovani lavoratori della Gestionacar, davanti alla richiesta di formalizzare un impegno a riassorbirli nella commessa Mps o su altre, la totale chiusura da parte di BServices. Che utilizza una definizione a nostro avviso impropria, dichiarandosi “moralmente” coinvolta, ma che fa un passo indietro nella concretizzazione di quanto affermato.

Così un colosso del settore bancario che fa capo al Gruppo Monte dei Paschi, se ne lava le mani, giustificandosi del fatto che loro stessi hanno subito un grave danno economico e di immagine provocato dalla chiusura improvvisa di una azienda lasciando scoperto un servizio su piattaforma nazionale.

Noi invece ci chiediamo chi si farà carico del danno provocato ai 23 lavoratori che si vedono licenziati brutalmente dall’oggi al domani senza preavviso, da una azienda che ha scavalcato le più banali norme su licenziamento collettivo e ammortizzatori sociali.

Ci chiediamo come mai la Monte dei Paschi di Siena che è a capo di questa filiera non sia stata convocata dalla Regione Campania. Come è possibile che non sia presente un organo di controllo istituzionale che vigili sulla questione degli appalti e dei subappalti, in un sistema dove chi è ai vertici di questa catena è autorizzato a preoccuparsi solo dei profitti da intascare al più basso costo possibile, noncurante di quello che accade tra chi produce questi profitti. E a poter poi affermare “IO NON SAPEVO” con tanta naturalezza facendo spallucce, con la possibilità di assumersi zero oneri per le conseguenze.

Confidiamo che la Regione Campania ci sostenga a mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica e continueremo la nostra battaglia legale nei confronti delle parti, compresa la Gestioncar che continua a rendersi irreperibile.

Le lavoratrici e i lavoratori Gestioncar licenziati/e

Camera Popolare del Lavoro – Napoli

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