A. I nostri strumenti, i nostri risultati


1. Sportello di tutela legale per i lavoratori

Ogni mercoledì, dalle 18:30 alle 19:30
Vi collaborano ben sei avvocati e un consulente del lavoro. È gratuito.
Si trova presso la Camera Popolare del Lavoro dell’ex-OPG “Je so’ pazzo” per consulenze, consigli, lettura della busta paga, ricorsi e vertenze di lavoro.
Lo sportello ha all’attivo 46 lavoratori seguiti e 22.900 euro vinti solo nel suo primo anno di attività nel 2016/2017. Ad oggi i lavoratori seguiti sono stati 116 e i soldi recuperati e messi nelle tasche dei lavoratori sono 44100 euro.

2. Camera popolare del lavoro
Ogni mercoledì, alle 19
Si riunisce l’Assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori, aperta a tutte e a tutti.
È un luogo in cui: si discute ciò che accade nel mondo del lavoro; si organizzano le lotte concretamente (la Camera popolare del lavoro è anche il luogo fisico utile per "allestire", ad esempio, il necessario per un banchetto, sciopero o presidio); avvengono gli incontri di autoformazione; si tengono le cene di solidarietà per le lavoratrici e i lavoratori in lotta.

3. La delibera comunale numero 100 contro il lavoro nero
Abbiamo contribuito alla redazione di una delibera comunale contro il lavoro nero, approvata dal Comune di Napoli (n. 100, 29/03/2018). L’atto ha modificato il regolamento COSAP, prevedendo la revoca della concessione per l'occupazione del suolo pubblico agli esercizi commerciali che adoperano lavoratori a nero, violando la legge. Si tratta di un regolamento che sentiamo “nostro” perché frutto di una dura lotta e di una campagna dal ritmo incessante che abbiamo portato avanti per due anni contro lavoro nero e sfruttamento.
Grazie all’enorme partecipazione siamo riusciti a fare pressione sul Comune affinché intervenisse. Non si tratta solo di una nuova multa a chi sfrutta il lavoro nero ma del coinvolgimento dell’intera città e delle sue istituzioni nella battaglia per combattere quella che non è una semplice piaga locale, bensì una cosciente scelta padronale.
Il regolamento approvato ad oggi non è uno strumento di intervento completo: non avendo il comune possibilità di controllo e monitoraggio delle condizioni di lavoro, è necessario un Protocollo di Intesa tra Comune e Ispettorato del Lavoro. Una volta stipulato il protocollo di intesa, quando un’ispezione sul lavoro sanzionerà gli esercizi commerciali a causa di irregolarità riguardanti i lavoratori, il municipio riceverà una comunicazione e potrà intervenire sull’utilizzo in concessione del suolo pubblico da parte delle attività commerciali sanzionate.

4. Il Controllo Popolare verso l’Ispettorato del Lavoro
L’ispettorato del Lavoro è una istituzione fondamentale a tutela dei lavoratori. Siamo fra coloro che vorrebbero fosse potenziato. Frattanto abbiamo deciso di incalzarlo, sollecitando l’azione di monitoraggio, controllo e sanzione delle violazioni dei diritti dei lavoratori.
Nel confronto con l’ispettorato del lavoro abbiamo riscontrato quanto le riforme governative degli anni passati abbiano spuntato le armi di tale organo. Abbiamo riscontrato come l’attività ispettiva sia frutto della buona volontà dei sempre meno, rispetto alle esigenze, lavoratori dell’ispettorato, piuttosto che del necessario supporto logistico e normativo.
Incalzare l’azione di controllo da parte dello stato sulla questione del lavoro nero ci è parso il migliore modo per ottenere dei risultati e, al contempo, portare avanti la rivendicazione politica di un intervento che contrasti un fenomeno sociale dilagante.
Il lavoro nero è una piaga per Napoli, con la Campania al primo posto nelle classifiche delle regioni in cui il lavoro nero incide maggiormente sulla produzione di ricchezza. Ma se guardiamo i dati nazionali ci accorgiamo che la situazione in tutto il territorio italiano è disastrosa.
Per tale ragione abbiamo incalzato e contestato a tambur battente l’operato dell’Ispettorato del Lavoro. Questo ci ha permesso di orientare maggiormente il lavoro dell’Ispettorato verso le esigenze dei lavoratori.


B. 2017/2018: Un anno di inchiesta, di mobilitazioni e di lotta


1. La campagna contro il lavoro nero si concentra nel settore turistico e della ristorazione

Negli ultimi anni Napoli ha conosciuto una nuova esplosione degli affari nel settore turistico. Gli arrivi e le presenze nella città sono aumentati rispettivamente del 38% e del 35% dal 2008 al 2016: parliamo di 3,8 milioni di arrivi e di ben 13,1 milioni di presenze nel 2016! Nello stesso anno i B&B hanno registrato un aumento del 400% (!) di arrivi rispetto al 2011 e le imprese attive nel settore dei servizi di alloggio sono cresciute dell’8,3% nello stesso periodo.
Ovviamente chi pernotta si ciba pure: per la ristorazione, la domanda di consumo “mordi e fuggi”, fondata sul cibo e sulle tradizioni culinarie, è aumentata a dismisura. Il volto del centro storico di Napoli è mutato: le attività dei servizi di ristorazione sono aumentate del 5,06% dal 2015 al 2017, rispetto ad un trend nazionale del 2,6%. Insomma, un vero e proprio boom di bar, ristoranti per turisti, senza dimenticare gli alloggi!

“Più soldi…”
è il primo e automatico pensiero che ci viene in testa! È logico. Infondo, più turisti uguale più soldi: nel documento di bilancio del 2016 di Unioncamere Campania si legge che in una parte del settore dei servizi la crisi è stata di fatto già archiviata! È il caso proprio del comparto che comprende commercio e attività legate al turismo, informazione e comunicazione che nel 2016 mette a segno una crescita del 4,8% (terzo segno positivo consecutivo) e che raggiunge proprio in quell’anno il dato numerico più alto in assoluto da quando sono disponibili le serie storiche a livello regionale. In effetti che “qualcuno” non senta il peso della crisi a Napoli è evidente. Insomma, i soldi ci sono e pure tanti!

“… ma per chi?”
E allora ci siamo domandati: perché alla stragrande maggioranza delle persone che vivono a Napoli non pare affatto di essere usciti dalla crisi, anzi, si sta peggio di prima? L’emigrazione – in primis quella giovanile – è tornata a crescere in modo sostanziale; chi resta passa da un lavoro a un altro (quando gli va bene!), cercando di sbarcare il lunario. Per darci una risposta siamo andati a spulciare le statistiche dove si legge a chiare lettere che le attività di alloggio e ristorazione rientrano tra i primi settori economici in Italia con la più alta incidenza di lavoro irregolare (cfr. Istat, L’economia non osservata nei conti nazionali, Statistiche Report, 2017). Il dato non ci stupisce, molti di noi, infatti, lavorano o hanno lavorato nel settore del turismo e della ristorazione e sanno bene che significa: niente contratto, contratti “finti”, paghe da fame, zero diritti, turni massacranti e non definiti, nessuna tutela per la sicurezza.
Riassumendo, ci troviamo in un contesto contraddittorio: da una parte l'aumento della ricchezza assoluta prodotta nel settore, dall'altra una precarizzazione delle condizioni di lavoro e di vita di una larga fascia di lavoratori del settore (sugli oltre 3 milioni di lavoratori a nero in Italia la Campania, con 382.900 unità di lavoro irregolari, ‘produce’ un PIL in ‘nero’ che pesa su quello ufficiale per l’8,8 per cento).
Partendo da questo dato, di fatto, come Camera Popolare del Lavoro abbiamo iniziato il percorso d'organizzazione dei lavoratori a nero e la vertenza contro il “gigante” del turismo e per i propri diritti negati.

2. La battaglia dei lavoratori a nero contro uno dei “giganti” del turismo: Napoli Sotterranea
In seguito, ricapitoliamo le tappe più importanti della vertenza condotta dalle lavoratrici e dai lavoratori organizzati con la Camera Popolare del Lavoro contro Napoli Sotterranea e la pizzeria Sorelle Bandiera, partendo da una costatazione semplice: pessime le condizioni di lavoro, clima ricattatorio, paghe bassissime (4 euro all’ora per le guide e 2,50 euro all’ora per i camerieri), turni di lavoro di 10 ore consecutive, assenza di contratto e di alcuna misura di sicurezza. C’erano tutti gli estremi per denunciare queste condizioni di sfruttamento e chiedere il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori.

Il 30 ottobre 2017 partono le prime lettere di messa in mora e, in contemporanea, viene resa pubblica la video-inchiesta di denuncia delle condizioni di sfruttamento nel sito archeologico più importante della città. L'importanza di questa denuncia si misura anche dalla quantità di visualizzazioni collezionate sul web (in poco tempo hanno superato le 100.000):

Lo stesso giorno, l'assessore al lavoro e il comune di Napoli, diramano un comunicato: “"Il video denuncia diffuso oggi dalla Camera Popolare del Lavoro dell’Ex OPG Je so’ Pazzo di Napoli sulle condizioni “lavorative” di quanti operano in un punto della Città noto internazionalmente è un autentico pugno nello stomaco":

Il 31 ottobre 2017, in una conferenza stampa tenutasi all'Ex Opg Je so' pazzo, la campagna di denuncia delle condizioni di sfruttamento è resa pubblica. Qui trovate la diretta Facebook.

Il 4 novembre 2017, vestiti da fantasmi, andiamo a consegnare simbolicamente a Enzo Albertini, vertice di Napoli Sotterranea, un contratto in formato gigante, nel caso avesse dimenticato come sono fatti i contratti di lavoro. Qui il video del flash mob davanti all’ingresso di Napoli sotterranea.

Il 12 novembre 2017 iniziano ad arrivare le prime vittorie: il gruppo di ex lavoratori che denunciano le condizioni di lavoro a Napoli Sotterranea e della Pizzeria Sorelle Bandiera si allarga, le lettere di messa in mora contro Enzo Albertini salgono a 16! Ci arriva anche la notizia che Napoli Sotterranea ha iniziato a stipulare dei contratti di lavoro, ci mostrano una foto e quasi non riusciamo a crederci: il contratto ha come data di inizio il primo novembre 2017, il giorno successivo alla pubblicazione della video-inchiesta!

In contemporanea, ci rendiamo conto di dover aumentare la pressione non solo sui padroni che sfruttano il lavoro a nero, ma anche sulle istituzioni che dovrebbero garantire la legalità del lavoro. Quindi il 20 dicembre 2017 inizia il nostro intervento di Controllo Popolare all'Ispettorato del Lavoro.

Il 26 dicembre 2017, la nostra vertenza contro il lavoro a nero a Napoli Sotterranea arriva perfino al Senato della Repubblica Italiana! Un’interrogazione parlamentare di undici Senatori ha portato all’attenzione del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e al Ministro dell’Economia e delle Finanze la vicenda di Napoli Sotterranea.

Il 29 marzo 2018 la campagna contro il lavoro nero ottiene un risultato importante: la delibera comunale contro il lavoro nero che colpirà tutti gli esercizi commerciali beccati ad assumere lavoratori in nero, facendo ritirare la concessione al locale per il suolo pubblico.

Il 30 marzo 2018 interveniamo in un altro campo del lavoro, vale a dire in quello della salute e della sicurezza sui posti di lavoro. Scopriamo che a Napoli Sotterranea esiste un rischio Radon. Cos’è il Radon? Il Radon è un gas inodore, incolore, insapore e inerte, ma radioattivo, ovvero sottoposto a decadimento naturale e dannoso per la salute in caso di esposizione ad esso. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) classifica già dal 1988 il Radon nel “gruppo 1” delle sostanze pericolose, ovvero il gruppo di sostanze sicuramente cancerogene, essendo peraltro state individuate le neoplasie polmonari come conseguenze già accertate delle esposizioni a tale gas. Il Radon è presente nel sottosuolo specie delle aree vulcaniche come Napoli. I lavoratori e le lavoratrici di Napoli Sotterranea non sono mai stati informati del rischio e delle relative misure di sicurezza da adottare. Quindi decidiamo di inviare un esposto sul rischio Radon in procura. Qui il video di un medico e di un avvocato del lavoro che spiegano in dettaglio la questione del Radon.

Il 31 marzo 2018 decidiamo di presentarci ancora una volta davanti a Napoli Sotterranea con un corteo-presidio. In occasione dell'onda turistica provocata dalle vacanze pasquali e delle code lunghissime davanti all'entrata del sito turistico, abbiamo portato un uovo di Pasqua ad Enzo Albertini, uovo contenente i ricorsi legali dei lavoratori.
La notizia su corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli e su ilmanifesto.it

Nello stesso giorno festeggiamo una seconda vittoria nella vertenza: l'università di Napoli L'Orientale cancella i tirocini con Napoli Sotterranea (qui un video).

Passano un paio di mesi senza che si parli di Napoli Sotterranea. Il 22 giugno 2018 viene però alla luce una vicenda importantissima: Grazia, una ex lavoratrice di Napoli Sotterranea, denuncia di esser stata molestata sessualmente da Enzo Albertini. La denuncia arriva tramite un video.
Albertini non esita a rispondere: ilmattino.it/napoli

Il 3 luglio 2018 c'è l’udienza preliminare al tribunale di Napoli contro Enzo Albertini, che viene rinviato a giudizio per violenza e molestia sessuale!

Ed eccoci finalmente ad oggi. L'11 luglio 2018 inizia il processo contro Napoli Sotterranea (sul corrieredelmezzogiorno).

3. L’Ispettorato del lavoro e il lavoro nero
Il 6 aprile 2018 Sara, ex lavoratrice a nero di un B&B del centro storico di Napoli, dopo essersi vista negare il diritto a denunciare la sua condizione di sfruttamento all’Ispettorato del Lavoro, torna con i lavoratori e le lavoratrici della Camera popolare del lavoro all’Ispettorato e, grazie al controllo popolare, ottiene che la denuncia sia finalmente accolta; qui racconta la sua esperienza con un video.

Il 10 aprile 2018 l’Ispettorato del Lavoro di Napoli risponde

Il 13 giugno 2018 un’altra vittoria grazie al controllo popolare: nel B&B di Sara sono stati regolarizzati alcuni lavoratori. Noi torniamo all’Ispettorato.
    
Il 17 giugno 2018 vengono sanzionati i locali che sfruttano il lavoro nero nel centro storico di Napoli (sul corrieredelmezzogiorno).

Il 20 giungo 2018 la Camera popolare del lavoro incontra il direttore dell’Ispettorato di Napoli.

Dopo il confronto viene diffuso un comunicato congiunto del tavolo tra Ispettorato del Lavoro e i lavoratori a nero della Camera Popolare del Lavoro.

Per approfondimenti sui nostri strumenti e sui nostri risultati qui una cassetta degli attrezzi.



Calendario

LE ATTIVITÀ RIPRENDERANNO A SETTEMBRE!
SCARICA IL CALENDARIO

August 2018
Mon Tue Wed Thu Fri Sat Sun
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

Potere al Popolo!

Sito di"Potere al Popolo!"

#indietrononsitorna

Come si finanzia una struttura grande e piena di attività come l’Ex OPG?

Supporta l'ex opg

Abbiamo messo per iscritto le idee che stanno alla base del nostro progetto, e tutti i modi in cui si può dare una mano.

Come partecipare

Ecco la nostra dichiarazione di intenti, il nostro programma

Cosa crediamo, cosa vogliamo

Verità e Gustizia per Ibrahim Manneh. Vittima di razzismo e malasanità

Verità e giustizia per Ibra!

Seguici su facebook

Seguici su twitter

CookiesAccept

NOTE! This site uses cookies and similar technologies.

If you not change browser settings, you agree to it. Learn more

I understand